venerdì 29 giugno 2012

Mariella Careddu
appalti pilotati per truccare l'esito delle analisi Altri quattro indagati, l'accusa è turbativa d'asta mediante collusione


Veleni di Quirra: un nuovo fascicolo per l'inchiesta tris. Quattro nomi sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Lanusei, l'ipotesi di reato del nuovo filone d'inchiesta è quella di turbativa d'asta mediante collusione allo scopo di favorire un contraente, (tra quelli che hanno partecipato alla gara pubblica), con il fine di tacitare le associazioni ambientaliste e i cittadini che nella primavera del 2008 si preoccupavano di un eventuale disastro ambientale. 

INDAGINE TRIS 

L'inchiesta, aperta all'inizio di questa settimana, ha già avviato le prime indagini sul campo. Ieri mattina sono scattate le perquisizioni in tutta Italia: Cagliari, Milano, Varese e Padova. Gli agenti della squadra mobile di Nuoro sono andati in trasferta nel capoluogo di Regione, mentre i loro colleghi di Veneto e Lombardia, su indicazione del procuratore capo della Repubblica, Domenico Fiordalisi, hanno chiesto di poter acquisire dei documenti, negli uffici di una società che ha la sede centrale a Torino. 

ACCORDI VIRTUALI 

Sotto la lente degli investigatori sono finiti computer e pennine usb che potrebbero dare informazioni in merito a uno scambio di comunicazioni telematiche dalle quali emergerebbero gli accordi irregolari che avrebbero determinato l'assegnazione degli incarichi. Nel mirino del magistrato sono finiti i lotti 3 e 4 dell'appalto per il monitoraggio ambientale. 

IL MONITORAGGIO

 Nell'aprile del 2008 l'agenzia Nato - Namsa per conto del Ministero della Difesa aveva avviato un'indagine ambientale ad ampio raggio costata due milioni e mezzo di euro, per capire se ci fossero degli effetti (e quale fosse la loro entità) legati alle guerre simulate che avvenivano nel quadrato militare d'Ogliastra.
 
L'APPALTO 

Cinque i lotti che componevano l'appalto. Il primo era riferito al materiale aerodisperso, il secondo all'elettromagnetismo prodotto dai radar, il terzo ai controlli sul terreno, il quarto alla certificazione ambientale e il quinto all'informatizzazione e alla comunicazione. A destare i sospetti del procuratore capo della Repubblica di Lanusei sono stati dei documenti messi sotto sequestro in seguito alle perquisizioni eseguite durante la prima inchiesta sui veleni di Quirra, quella per il disastro ambientale che si è conclusa con venti indagati, che lo scorso 20 giugno è arrivata in aula per la prima udienza preliminare davanti al giudice Nicola Clivio. Alcuni documenti finiti nei faldoni dell'inchiesta madre hanno portato all'apertura del nuovo filone investigativo che ora dovrà accertare se l'assegnazione degli incarichi sia avvenuta in maniera regolare oppure no.

NUOVI INDAGATI 

L'iscrizione nel registro degli indagati delle quattro persone ritenute responsabili della turbativa d'asta è arrivata all'inizio di questa settimana. Alla Procura di Lanusei sono serviti quattro giorni di tempo per firmare i primi provvedimenti che hanno dato il via libera agli agenti della squadra mobile e alle loro visite a sorpresa iniziate ieri mattina. Il passo successivo sarà la nomina dei periti che dovranno analizzare computer e penne usb alla ricerca di prove che sostengano la tesi del pm.

mercoledì 27 giugno 2012

A. PANI
www.unionesarda.it
Un carico radioattivo di Fumi d'acciaieria contaminati da Cesio 137


LO STABILIMENTO DELLA PORTOVESME SRL 



Cesio 137 in alcuni dei sacconi di fumi di acciaieria arrivati via mare e scatta l'allarme radioattività nello stabilimento della Portovesme srl (gruppo Glencore).
E' scattato l'allarme radioattività nello stabilimento della Portovesme srl (gruppo Glencore), in provincia di Carbonia-Iglesias, per la presenza di Cesio 137 nei sacchi di fumi di acciaieria arrivati via mare dalla Grecia. Il portale radiometrico che scansiona tutti i carichi di fumi in arrivo ieri ha trillato tre volte. Le analisi effettuate dall'Istituto di Fisica dell'Università di Cagliari hanno confermato la contaminazione da Cesio 137.

L'allarme è scattato quando i sacchi pieni di fumi di acciaieria hanno cercato di superare il portale radiometrico della Portovesme srl. Intorno alla fabbrica e a tutta l'area è stato predisposto il piano di massima allerta. Per motivi di sicurezza il carico è stato trasferito nella zona riservata e monitorato costantemente dai tecnici dell'azienda per evitare il rischio di incidenti.

A Portovesme sono arrivati anche i carabinieri del Noe di Cagliari e i tecnici dell'Arpas dipartimento Sulcis Iglesiente per fornire un supporto tecnico. I fumi di acciaieria contaminati avevano superato i controlli in Grecia, ma alla fine del loro viaggio il carico contaminato della motonave "Eilsum", battente bandiera ellenica, destinato alla Portovesme srl è stato fermato all'ingresso dello stabilimento che avrebbe dovuto trattare il pericoloso materiale nel processo di lavorazione. Ora tutto il materiale contaminato dovrà essere rispedito in Grecia con modalità di massima sicurezza che dovranno essere assunte dal prefetto di Cagliari. Anche il personale del cargo è stato evacuato e allontanato dal porto industriale.

IL VERTICE - Vertice a Portovesme per affrontare il caso dei fumi di acciaieria al cesio 137 bloccati all'ingresso dell'industria metallurgica Portovesme srl il 25 giugno scorso. Alla riunione sono presenti i rappresentanti dell'azienda greca, della Provincia e del Comune di Portoscuso, della Capitaneria di porto, dell'Arpas e della Asl 7 e i vigili del fuoco dell'unità speciale Nbcr di Cagliari (il nucleo biologico, chimico radioattivo). Dal vertice dovranno emergere le indicazioni sulle sorti del carico risultato radioattivo: i sacchi contenenti i fumi di acciaieria positivi alle verifiche radiometriche, sono attualmente sistemati nelle cosiddette aree di confinamento.

Un'altro incontro, a quanto si apprende, sarebbe in corso alla Portovesme srl tra i tecnici e dirigenti della fabbrica del Sulcis e i rappresentanti dell'azienda greca che ha spedito il materiale via mare. Questa mattina, nel frattempo, riunione straordinaria della commissione provinciale Ambiente. "Ci sono tre punti su cui chiediamo un intervento forte della Provincia - spiega il presidente della commissione Angelo Cremone - ossia controlli prima che i mercantili attracchino, verifiche all'ingresso delle fabbriche e a bocca di camino". Per venerdì mattina la commissione ha convocato in audizione l'assessore all'Ambiente Carla Cicilloni.

martedì 26 giugno 2012


Mario Torelli: «I Giganti per ora restino a Sassari»

L’antichista interviene sul futuro delle statue: «Prima del museo pensiamo alla ricerca»

di Fabio Canessalanuovasardegna
SASSARI. «Non si smembrano i contesti archeologici». La questione riguardante la collocazione dei giganti di Mont'e Prama fa parlare anche fuori dalla Sardegna. Il punto di vista di Mario Torelli, romano, antichista di fama mondiale, è chiaro: «Lo smembramento va contro una delle leggi dell'archeologia, una regola che dovrebbe valere come un comandamento».
Allievo di Bianchi Bandinelli, accademico dei Lincei, considerato il più grande etruscologo vivente, Torelli è uno dei firmatari dell'appello contro la divisione delle statue rinvenute a Mont'e Prama e attualmente ospitate nel Centro regionale restauri di Li Punti a Sassari. Un appello divulgato via internet e ripreso anche dalla "Nuova Sardegna" qualche giorno fa in cui gli studiosi promotori prendono posizione contro l'idea di separare il gruppo in più nuclei. I firmatari si appellano ai cittadini e alle istituzioni - si legge nella petizione - «affinché il complesso di Monte Prama non venga diviso; il complesso di Monti Prama risieda nel territorio di Cabras, in una sede museale dedicata e adeguata a natura e importanza del ritrovamento; tale allocazione sia da interfaccia alla ripresa delle ricerche nel sito, peraltro prevista; in attesa che tali condizioni si realizzino, venga mantenuta l'unitarietà del gruppo».
«Questo non vuol dire - spiega Torelli - che un pezzo non si possa spostare per una mostra, ma la divisione no. E c'è un altro punto molto importante da considerare, un problema di conoscenza. Il museo non è una boutique dove si espone la merce, è il risultato finale di una ricerca scientifica. Prima di pensare al museo è quindi necessario il completamento della ricerca sul terreno, scavi, una comprensione migliore. La questione museo viene dopo. Le statue di Mont'e Prama sono dei monumenti straordinari, un fatto unico in tutta la Sardegna. Una delle leggi dell'archeologia dice che il mondo dell'antichità si basa sulla serialità; il fatto è che qua ci troviamo di fronte a una cosa unica e la dobbiamo capire».
Molto legato alla Sardegna, Torelli all'inizio degli anni Settanta ha anche insegnato all'università di Cagliari: « Anni indimenticabili - ricorda - tra i più belli della mia vita». L'archeologo però non vede quella del capoluogo come una soluzione, almeno non nell'immediato: «Cagliari al momento è impensabile - sottolinea Torelli - a meno che non si costruisca un nuovo museo. Ma ripeto, prima pubblichiamo, finiamo gli scavi per poter aprire un vero dibattito. Queste sono fughe in avanti».
Cosa fare intanto dei Giganti? «Al centro restauri di Li Punti - evidenzia l'antichista - è vero che sono sacrificati. Statue di quelle dimensioni richiedono spazi immensi per una giusta visibilità e valorizzazione. Ma sono comunque esposti in maniera accettabile. Per il momento va bene. Mi sembra che sul risultato finale ci sia un'ansia di fare del soprintendente Minoja. Per ora lasciamoli lì».
In risposta all'appello - diffuso sul sito www.petizionionline.it - Marco Minoja, soprintendente per i Beni archeologici per le province di Cagliari e Oristano, chiarisce alcuni punti del progetto riguardante un sistema museale per Mont'e Prama e fa sapere, tramite un comunicato, «che il progetto non intende mettere alcune statue di qua, alcune statue di là, come è stato raccontato; ma intende realizzare un nuovo soggetto museale, unitario nella progettazione, plurale nelle sedi espositive»
E di questo progetto Minoja parlerà oggi, dalle 10, al centro di conservazione e restauro di Li Punti, nel corso di un convegno al quale parteciperanno anche il sindaco di Sassari Gianfranco Ganau, l’assessore alla cultura Maria Dolores Lai, il direttore regionale per i beni culturali e paesaggisti Maria Assunta Lorrai e la responsabile del progetto, Paola Loi.

lunedì 25 giugno 2012

Giuseppe Meloni
www.unionesarda.it
«Aprire un conflitto con lo Stato italiano»
Paolo Maninchedda: alleanza tra chi crede nella sovranità dei sardi




Non è una chiamata alle armi, perché l'uomo è pacifista: ma quella promossa da Paolo Maninchedda è, politicamente, una sollevazione. L'esponente sardista ha ispirato le mozioni sulla sovranità votate già da due Unioni di Comuni (Marghine e Valle del Cedrino), che dichiarano «il diritto dei sardi all'autogoverno» e aprono «una stagione competitiva con lo Stato», chiedendo elezioni regionali anticipate.


La dialettica conflittuale con Roma è il collante che Maninchedda immagina per un'alleanza «sovranista», dopo aver rinnovato l'indipendentismo del Psd'Az e ideato l'ordine del giorno (approvato in Consiglio) che ridiscute le ragioni della permanenza dell'Isola nella Repubblica italiana. «Se anche i Comuni aprono un conflitto con lo Stato - ragiona Maninchedda - significa che in un pezzo d'Italia la sovranità statale è sottoposta a verifica. Non ci sono più mille “vertenze Sardegna”, ma una questione sarda: il punto è dire allo Stato se comanda lui o comandiamo noi».


È così fondamentale decidere chi comanda?«Sì, perché chi governa non dà risposte ai problemi della Sardegna. Anzi, lo Stato governa contro i nostri interessi».


Qualche esempio?«Il primo è la tirannide fiscale. La pressione enorme impedisce di accumulare capitali. Poi i trasporti: tra Sardegna e società di navigazione, lo Stato sta con le seconde. E sulla continuità territoriale, Prodi ha imposto a Soru che i sardi si pagassero un loro disagio».


Quell'accordo prevedeva anche più entrate per l'Isola.«Sì, ma con la ganascia del patto di stabilità che taglia la spesa. Se a lei danno una paga di tremila euro ma le impediscono di spenderne più di mille, il suo vero stipendio è mille».


Parliamo di energia.«È evidente il privilegio che lo Stato accorda a Enel ed E.On, e nessuno conosce le tariffe a cui Terna acquista dai loro impianti definiti “essenziali”. Ma parliamo anche di istruzione: i fondi agli atenei premiano le zone già ricche, utilizzando come parametro il tempo trascorso dai laureati prima di trovare lavoro. Così Sassari paga il contesto economico in crisi».


Non crederà a un complotto?«No. Ma l'Italia non può permettersi, al centro del Mediterraneo, un'isola padrona dei suoi mari e dei suoi cieli, con una pressione fiscale al 31% e un settore manifatturiero tax free per cinque anni: saremmo un competitor molto serio».


Basta fare da soli, per crescere così tanto?«Ma indipendenza, oggi, non vuol dire stare soli. Tantomeno autarchia. Vuol dire essere responsabili di noi stessi. I sardi saprebbero ben governare il loro fisco, i trasporti, la scuola...»


La sola nostra fiscalità reggerebbe il costo di tutti i servizi?«Accetto la domanda se la si rivolge a tutta l'Europa. Non è che non ce la fa la Sardegna: non ce la fa l'Italia, la Francia, la Spagna. Infatti si indebitano, ed ecco perché il debito pubblico degli Stati è così critico».


Lei ha detto che una proposta unitaria di governo degli indipendentisti oggi vincerebbe. Com'è possibile?«Con un progetto credibile. Non fondato sull'eroismo indipendentista, di chi pensa più a perpetuare la memoria di sé che a costruire uno Stato. Bisogna avere il coraggio di chiedere, in campagna elettorale, un mandato per fare cose dure: sacrifici per rendere la Sardegna più civile, colta, laboriosa. Serve un grande patto solidaristico: forse dovremo dire a chi ha uno stipendio buono che non si potrà creare occupazione senza rinunciare a qualcosa».


Quale alleanza immagina?«Più che altro immagino una campagna elettorale in cui il discrimine non sia centrodestra contro centrosinistra, ma Sardegna contro Italia. Federalisti europeisti contro unionisti».


È l'idea maturata con Sel?«Guardi, se si fa un accordo tra segreterie, la gente non lo capisce. Altro è se si crea qualcosa dal basso, anche con chi ha ruoli di partito ma fuori dalle liturgie partitiche».


Le primarie sono una di queste liturgie?«No, io sono favorevole: se sono serie, trasparenti e non drogate dai sinedri di partito».


C'è chi pensa che lei voglia fare il presidente della Regione.«È vero che alcuni me ne parlano, ma credo che il presidente debba venire fuori da percorsi democratici e da rapporti sociali, non da designazioni. Serve uno che faccia squadra, e non tema di mettere in Giunta persone più capaci di lui».


Come valuta Cappellacci?«Non ha percezione adeguata della gravità di alcuni problemi. Con lo Stato è partito da un atteggiamento debole, virando poi verso la conflittualità: ma negli uffici ministeriali hanno ancora il vecchio file , e lui sconta queste oscillazioni».

domenica 24 giugno 2012



Biodiversità e l'ambiente: Silenziosa primavera per noi?

By Dr. Paul Craig Roberts
Global Research,
 20 giugno 2012
paulcraigroberts.org

URL di questo articolo: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=31503
tradusiu e imprentau de Sa Defenza

Con il suo libro del 1962, Silent Spring, Rachel Carson, sui pesticidi sintetici DDT e altri, banditi per salvare la vita degli uccelli. Oggi è l'uomo che è direttamente minacciato dalle tecnologie progettate per estrarre il massimo profitto al minor costo privato e sociale, il costo massimo è pagato dalle risorse naturali.
Una volta abbondante l'acqua pulita è diventata una risorsa scarsa. Le falde acquifere e le acque superficiali degli Stati Uniti sono inquinate e rese inutilizzabili dalle miniere in cima alla montagna, dal fracking e altre "nuove tecnologie". Ranchers nella parte orientale del Montana, per esempio, sono stati costretti ad abbandonare allevamento da acqua inquinata.
La trivellazione petrolifera in mare aperto e l'agricoltura chimica  hanno distrutto la pesca nel Golfo del Messico. In altre parti del mondo, esplosivi usati per massimizzare nel breve periodo delle quote di pesca hanno distrutto la barriera corallina e la vita dei pesci  http://aquatek-california.com/coral-reef-destruction/ la deforestazione nel breve periodo, i risultati di produzione agricola e la  sostituzione di biodiversità delle foreste pluviali rende arida  la terra. La " attuale generazione" sta lasciando un pianeta con scarse risorse per le generazioni future.

A school of Pennant coralfish, Pyramid and Millet butterflyfishes, and others at the Rapture Reef, French Frigate Shoals; Wikipedia: Coral Reef

Le centrali nucleari sono sconsideratamente costruite in zone sismiche  e soggette agli tsunami. Barre di combustibile esaurito sono stoccaati all'interno delle centrali, una pratica che consente di aggiungere al loro potenziale distruttivo  un incidente catastrofico o di un altra natura.
La nuova minaccia arriva da semi geneticamente modificati che producono colture resistenti agli erbicidi. Il principio attivo dell'erbicida Roundup della Monsanto è il glifosato, un elemento tossico che contamina le acque sotterranee in Spagna e secondo l'US Geological Survey ora "si trovano comunemente nella pioggia e nei ruscelli del bacino del fiume Mississippi."
Nel 2011 Don Huber, un ricercatore patologo vegetale e microbiologo del suolo, ha scritto al Segretario dell'Agricoltura degli Stati Uniti (Secretary of Agriculture) sulle conseguenze inaspettate degli OGM e gli erbicidi di accompagnamento. Ha citato gli effetti negativi sui micronutrienti, critici  per fertilità del suolo, e il valore nutrizionale degli alimenti. Ha citato la compromissione delle vie metaboliche che impediscono l'accumulo delle piante di immagazzinare minerali, come ferro, manganese e zinco, minerali importanti per la funzione epatica e la risposta immunitaria negli animali e  nelle persone. Ha citato gli effetti tossici sui microrganismi del suolo che hanno disturbato l'equilibrio della natura e portato a forti aumenti delle malattie nelle piante. Ha citato morti di bestiame da botulismo, invecchiamento precoce degli animali, e un aumento  infertilità animale e umana.
In un'intervista, Huber ha detto che il potere degli agro-business ha reso quasi impossibile fare ricerca sugli OGM e che le agenzie di regolamentazione con responsabilità di protezione del benessere pubblico dipendono dagli studi delle industrie produttrici, non hanno studi indipendenti obiettivi su cui basare una decisione da regolamentare.
In breve, al fine di garantire raccolti abbondanti per molti anni, stiamo distruggendo la fertilità del suolo, degli animali e della vita umana.
L'uomo sta distruggendo il mondo da lungo tempo. Nel suo affascinante libro, 1493, Charles C. Mann descrive gli effetti negativi per l'ambiente, le persone e le civiltà dal globalismo scatenato da Cristoforo Colombo. Questi includono il trasferimento internazionale di malattie umane e vegetali, la deforestazione, distruzioni di popoli e di imperi, e l'impatto sulla lontana Cina del nuovo mondo   spagnolo.
Mann offre una lezione di storia e le  conseguenze impreviste e inattese derivanti dalle azioni di élite, e da quelle delle élite dominanti. La tassazione  del governo cinese fissa in termini di quantità di argento, ma l'importazione dei prezzi gonfiati dall'argento spagnolo (ha diminuito il valore di una determinata quantità di argento) ha lasciato il governo senza entrate sufficienti.
Un governo o successore della dinastia cinese sfrattata dalla costa, al fine di privare i pirati di risorse. I milioni di persone sfollate hanno disboscato montagne, al fine di sostenere se stessi con l'agricoltura a terrazza. Il risultato della deforestazione sono inondazioni che hanno spazzato via non solo le terrazze, ma anche le colture delle fertili valli sottostanti. Di conseguenza, le inondazioni in Cina è diventato uno delle più grandi sfide per il suo approvvigionamento alimentare.
I primi schiavi furono i nativi del Nuovo Mondo, ma gli "indiani" non  erano immuni alle malattie europee. La seconda ondata di schiavi erano bianchi europei, ma gli europei non avevano alcuna immunità alla malaria e alla febbre gialla. Per impostazione predefinita la schiavitù è scesa ai neri, molti dei quali avevano l'immunità alla malaria e febbre gialla. Così, si rivalarono una forza  di lavoro che potrebbe sopravvivere negli ambienti infetti e nelle zone umide di nuova creazione in cui poter aumentare il lavoro da canna da zucchero, le zone umide che erano case ideali per la malaria e la febbre gialla delle zanzare imuno-portatrici. Mann, naturalmente, si limita a riferire, non a giustificare lo  schiavo nero o qualunque altra schiavitù.
Mann fa notare che la zanzara ha avuto un grande impatto sulla storia americana. La linea Mason-Dixon divide grosso modo la East Coast in due zone, il Sud in cui la malattia delle zanzare portatrici erano una minaccia endemica, e il nord in cui la malaria non era una minaccia. Nel Sud, una persona sopravvissuta all'infanzia ed è cresciuta, da adulto aveva acquisito l'immunità. I Nordisti invece non avevano acquisito tale protezione.
Ciò ha avuto conseguenze enormi  sugli eserciti del Nord quando invasero il sud. Mann riporta che "la malattia ha ucciso due  volte di più le truppe dell'Unione di quanto hanno fatto le pallottole confederate." Tra le estati del 1863 e il 1864, il tasso ufficiale di infezione annuale per quella che veniva chiamata "febbre intermittente" è stato del 233%. Il soldato medio del Nord
è stato abbattuto più di due volte. In un anno 361.968 soldati sono stati infettati. La maggior parte delle morti per malaria sono state indirette. La malattia ha talmente indebolito le truppe che sono morti di dissenteria, morbillo o infezione da streptococco.
La zanzara è il più potente alleato del Sud e così ha prolungato la guerra, nonostante la grande superiorità numerica delle forza dell'Unione, Lincoln è stato costretto a prendere atto da chi si oppose a dichiarare l'emancipazione degli schiavi. Così, Mann scrive, non è azzardato concludere che i neri sono stati liberati dalla zanzara della malaria stessa che aveva causato che i neri fossero la forza di lavoro preferito.
Mann dimostra che molto prima della nascita del capitalismo, l'avidità ha spinto gli uomini ad un trattamento barbaro sui loro compagni. Egli mostra anche che le politiche, siano guidate dall'avidità o da  un disegno di  buone intenzioni socio-politiche, inevitabilmente hanno avuto conseguenze inaspettate. La sua poliedrica storia illustra bene il vecchio adagio, "i piani ben definiti e spesso hanno un'incognita, la fine d'essi  non sempre è quella attesa." “the well laid plans of mice and men often go awry.”La citazione è di Robert Burns)
Il vecchio mondo colonizzazione del nuovo mondo ha devastato i popoli del nuovo mondo, ma il  mondo nuovo indietro con la diffusione della peronospora della patata in Europa e all'inflazione  spagnola e europea.
La distruzione ambientale causata principalmente dalla deforestazione e dai terreni spazzati via dalle inondazioni conseguenti. Prima delle moderne tecnologie e dei prodotti chimici tossici, il pianeta è sopravvissuto all'umanità.
Oggi le prospettive per il pianeta sono diverse. La popolazione umana è vasta rispetto alle precedenti volte, ed esercita una pressione molto alta sulle risorse che sono disastrose ,le conseguenze  delle nuove tecnologie non sono note nel momento in cui sono impiegate, quando il focus è sui benefici attesi. Inoltre, tali costi sono esterni all'azienda, alla società o unità economica. I costi sono inflitti sull'ambiente e sugli esseri umani o di altra  vita animale. I costi non sono inclusi quando l'azienda calcola l'utile e il ritorno sugli investimenti. I costi esterni del fracking, estrazione o rimozione minerale, dell'agricoltura chimica e degli OGM potrebbero superare il valore dei prodotti commerciabili.
Le aziende non hanno alcun incentivo a prendere in considerazione questi costi, perché per farlo dovrebbe ridurre i loro profitti e in modo da indicare che l'intero costo di produzione supera il valore della produzione. I governi hanno dimostrato di essere in gran parte inefficaci nel controllo dei costi esterni, a causa della capacità degli interessi privati ​​di influenzare le decisioni del governo. Anche se un paese dovesse confrontarsi con questi costi, in altri paesi avrebbero approfittato della situazione. Le aziende che esternalizzano alcuni dei loro costi possono svendere le aziende che internalizzano i costi della loro produzione. Così, il pianeta può essere distrutto dagli interessi a breve termine dal profitto e dalla convenienza di una sola generazione.
La lezione principale che emerge dal libro molto leggibile di Mann è che le persone oggi non hanno una migliore comprensione delle conseguenze delle proprie azioni rispetto alle persone superstiziose e non a-scientifiche di secoli fa. L'uomo moderno tecnologico è altrettanto facilmente ingannato dalla propaganda, come l'uomo antico lo era dalla superstizione e dall'ignoranza.
Se avete dei dubbi che i popoli della civiltà occidentale vive in una realtà artificiale creata dalla propaganda, guardate il documentario su PSYOPS 

GUERRA PSICOLOGICA: IL CAMPO DI BATTAGLIA REALE E' LA TUA MAENTE 

La "guerra psicologica", documentario
CMD con il fondatore John Stauber,
by Metanoia Films - Il film esplora l'evoluzione dei rapporti pubblici e  la propaganda  negli Stati Uniti, con l'accento sulla "teoria elitista della democrazia" e il rapporto tra guerra, propaganda e di classe. Include interviste originali con un certo numero di studiosi dissidenti tra cui Noam Chomsky, Howard Zinn, Michael Parenti, Peter Phillips ("Project Censored"), John Stauber ("PR Watch"), Christopher Simpson ("The Science of coercizione") e altri. Il film esplora l'uso delle corporazioni aziendali e  delle relazioni pubbliche e di propaganda 
del governo nella
manipolazione del popolo americano. Il film esplora come il governo degli Stati Uniti inscena eventi di manipolazione dell'opinione pubblica sulla guerra in Iraq, oppure come il salvataggio del soldato Jessica Lynch, la folla apparentemente spontanea che ha tirato contro la  statua di Saddam Hussein in Iraq. Si discute anche dello scandalo del Pentagono, e le attività nascoste della Rendon Group, una società di PR specializzata nella filiera della guerra. Il film espone le attività statali e aziendali per sfocare i confini tra notizie vere e notizie false, così come lo sviluppo nel tempo di campagne di disinformazione nelle pubbliche relazioni, campagne strategiche aziendali per generare la percezione delle buone opere, l'uso della fotografia di scena, e altri strumenti di manipolazione di PR che hanno trasformato la terra dei liberi e la patria dei coraggiosi in un luogo dove i cittadini sono ora manipolati con grande efficienza, e su vasta scala.


   

Il documentario fa un buon lavoro, nonostante il vagare in un paio di questioni collaterali nella quale prende posizioni unilaterali. E 'un po' pesante  denunciare i ricchi, e si affaccia a Stalin, per esempio, faceva un sacco di propaganda ma non ha cercato di farsi  miliardario. Non tutti i ricchi sono contro il popolo. Miliardari come Roger Milliken e Sir James Goldsmith hanno combattuto contro l'esternalizzazione dei posti di lavoro e il globalismo, che aumenta l'impotenza della gente nei confronti delle élite. Entrambi parlavano a favore  delle persone ma senza alcun risultato.
Il documentario accusa anche la Costituzione che limita la partecipazione della massa popolare a governare,  senza riconoscere che la Costituzione limita il potere del governo e delle libertà civili garantite dalla legge facendo  da scudo per il popolo invece di un'arma nelle mani del governo. Non è colpa della Costituzione, o la colpa del Padre Fondatore James Madison, che il popolo americano ceduto alla propaganda di Bush e Obama e ha dato loro la libertà civile, al fine di essere "sicuri" dai "terroristi musulmani".
Il documentario mostra che la propaganda è una forma di controllo mentale, e le menti controllate sono oggi la difficile situazione Americana.
Nel 1962 Rachel Carson Monsanto ci ha colto alla sprovvista e così ha guadagnato un pubblico. Oggi lei non avrebbe avuto la stessa attenzione. discreditare. Ho appena letto un articolo di un economista che ha scritto che gli economisti hanno deciso che l'ambientalismo è una religione, in altre parole, un sistema di credenze non scientifica che predica " valori religiosi." Questo dimostra che gli economisti attribuiscono poca importanza ai costi esterni e alla capacità esteriorizzata dai costi distruttivi nella capacità produttiva del pianeta. 
Così, la "Primavera silenziosa è per noi?" La questione non è solo retorica. E 'verità.
Ultimo libro Dr. Roberts 'è economie al collasso: il fallimento del globalismo, vengono pubblicati in Europa, a giugno, 2012.

Euro innocente credibilità mancante 


 Paolo Figus
www.unionesarda.it

Comincia a passare il messaggio nell'opinione pubblica che la colpa di quanto sta accadendo in alcuni Paesi europei, fra cui l'Italia, sia dovuto all'euro. Ci sono correnti di pensiero, autorevoli quanto quelle opposte, secondo le quali uscire dall'euro possa essere salutare per l'economia di quei Paesi e in particolare per quella italiana. 

Alcuni leader politici del Pdl (Popolo della Libertà) ultimamente hanno lanciato numerosi messaggi in quella direzione, in forma vista da molti come provocatoria, contribuendo al formarsi di un crescente scetticismo presso la gente, sia sulla moneta unica che verso lo stesso Governo Monti, chiamato a risolvere il problema della credibilità del Paese a livello internazionale, per favorire la sottoscrizione dei titoli del debito pubblico italiano in scadenza, governo messo in dubbio, ormai, anche da autorevoli esponenti del Pd (Partito Democratico).

L'indicatore principe della difficoltà di quei Paesi (i cosiddetti Piigs: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) è dato dal differenziale tra i titoli pubblici, Btp nel caso italiano, e Bund tedeschi: lo spread. 
Lo spread indica il rischio del credito per le emissioni di titoli di debito pubblico, e un fattore chiave è dato dalla fiducia, la quale gioca un ruolo fondamentale nell'indurre le istituzioni finanziarie internazionali a sottoscrivere tali titoli nazionali. La possibilità dunque che l'Italia, ad esempio, possa non far fronte al loro rimborso alla scadenza, fa fuggire a gambe levate gli investitori, per paura di vedersi ridurre, o peggio azzerare, il valore del loro investimento.

La fiducia deriva da tanti fattori, dei quali quello principale è la sostenibilità del debito, quindi la capacità del Paese indebitato di generare, con la crescita del Pil (Prodotto interno lordo, in sostanza il fatturato dell'azienda Italia), un surplus da destinare al rimborso dei propri creditori. Ora, poiché la fiducia è una cosa seria, noi italiani non abbiamo neppure i requisiti minimi da far valere per recuperarla e, se possibile, incrementarla. Infatti, l'espansione del debito pubblico con i governi di centrosinistra degli anni '80 e la sostanziale incapacità nel ventennio successivo di contenere la spesa pubblica che lo aveva generato (con i governi sia di centrodestra che di centrosinistra) non depone a favore della credibilità che è necessario avere nei momenti di difficoltà come questo.

L'Italia non è credibile, questa è la verità.
E chi oggi imputa all'euro i malanni di cui soffre l'economia, non è più credibile di coloro che sono stati corresponsabili dell'esplosione della spesa pubblica in Italia, come il Pd, già Ds e Margherita, già Pds e Partito Popolare, già Pci e Dc.
Vi sono molte buone ragioni per prendersela oggi con i tedeschi perché, approfittando di una situazione di difficoltà di alcuni membri dell'Unione Europea, stanno riempendo i loro forzieri a costo praticamente nullo con i nostri soldi, quelli che vengono impiegati per comprare i loro Bund da italiani spaventati o di altri paesi, dalla precarietà e dalla instabilità della situazione nel nostro Paese.

Tuttavia, la pretesa di far condividere al parsimonioso popolo tedesco le nostre scelleratezze nazionali non sembra possa essere esercizio praticabile né possiamo noi adombrarci se semplicemente, anche se con stile e buona educazione, ci mandano a quel paese, nonostante siamo bravi ad appellarci allo spirito di solidarietà che l'Europa unita dovrebbe coltivare. Siamo bravi in orale, quindi non prendiamo e non prendiamoci in giro: non esiste alternativa, euro o non euro, a una sana politica di bilancio nazionale. Cominciamo a tagliare la spesa pubblica improduttiva, vendiamo il patrimonio disponibile, annientiamo la burocrazia inefficiente, riduciamo le tasse, il costo e i vincoli che gravano sul lavoro. 

venerdì 22 giugno 2012


URL di questo articolo: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=31454


L'analisi dettagliata sulla Siria.Oltre 30 capitoli, disponibili da Ressearch globale senza alcun costo:
SIRIA: NATO successiva guerra "umanitaria"?
ONLINE INTERATTIVO I-BOOK
- Dal Prof. Michel Chossudovsky - 2012/07/15



Un articolo tempestivo sul Jerusalem Post del mese scorso porta in primo piano l'obiettivo tacito della politica estera americana, e cioè la spaccatura della Siria come  stato nazione sovrano - lungo linee etniche e religiose - in diversi  distinti e "indipendenti" soggetti politici . L'articolo conferma anche il ruolo di Israele nel processo di destabilizzazione politica della Siria JP L'articolo è intitolato: ". Veterano politico curdo chiede a Israele di sostenere il break-up della Siria '(di Jonathan Spyer) ( The Jerusalem Post (maggio 16, 2012)
Sherkoh Abbas, presidente della sede  Kurdistan Assemblea Nazionale della Siria (KNA) negli Stati Uniti ha "chiesto a Israele di sostenere il break-up della Siria in una serie di strutture federali basati su varie etnie del paese." (Ibid)
L'obiettivo della rivolta armata è sponsorizzata dagli USA - con l'aiuto di Israele - per "rompere la Siria in pezzi".

La "balcanizzazione della Repubblica araba siriana" deve essere effettuata favorendo le divisioni settarie, che alla fine portano ad una "guerra civile" sul modello della ex Jugoslavia.
Un possibile "rompere lo scenario" appartenente alla Siria, che costituisce una secolare società multietnica, sarebbe la formazione di separata e "indipendente" sunniti, alawiti e sciiti, curdi e drusi afferma: "Abbiamo bisogno di rompere la Siria in pezzi ", ha detto Abbas. (Citato in JP, op. Cit.,).
"Il dissidente curdo siriano ha sostenuto che una Siria federale, suddiviso in quattro o cinque regioni su base etnica, potrebbe anche servire come un naturale" buffer "(scansione) per Israele contro i sunniti sia sciiti che le forze islamiste." (Ibid.).
Ironia della sorte, mentre le forze islamiste si dice a costituire la principale minaccia per lo Stato ebraico, Tel Aviv sta fornendo supporto segreto al islamista Esercito Siriano Libero (FSA).

Mappa 1


Incontro a porte chiuse presso il Dipartimento di Stato USA
Una riunione di alto livello del Dipartimento di Stato Americano si è tenuta a maggio con membri dell'opposizione curda siriana. Erano presenti i rappresentanti del Consiglio Nazionale Curdo (KNC), Robert Stephen Ford, ambasciatore uscente degli Stati Uniti in Siria (che ha svolto un ruolo chiave nel convogliare il sostegno ai ribelli) e Frederic C. Hof, un ex socio d'affari di Richard Armitage, che attualmente serve come l'amministrazione di "coordinatore speciale sulla Siria". (Ibid). La delegazione ha inoltre incontrato con il Segretario di Stato  degli Affari con il Vicino Oriente Jeffrey Feltman.

Frederic C. Hof, Robert Stephen Ford e Jeffrey Feltman del Dipartimento di Stato sono i decisori politici in Siria, hanno stretti legami con l'Esercito Siriano "Libero" (SFA) e con il Consiglio nazionale siriano (SNC).



Assistente Segretario di Stato per gli Affari nel Vicino Oriente Jeffrey Feltman 



Frederic C. Hof, dell'Amministrazione "coordinatore speciale per la Siria"


Robert S. Ford, ambasciatore uscente degli Stati Uniti in Siria 


Le dichiarazioni pubbliche del leader Sherkoh Abbas del KNA sulla scia della riunione del Dipartimento di Stato indicano che la frattura politica della Repubblica araba siriana lungo linee etniche e religiose, nonché la creazione di un "Kurdistan indipendente" sono stati discussi. "Il vice portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner ha descritto lo scopo [della riunione] come parte di 'sforzi in corso ... per aiutare la Siria [curda] e l'opposizione a costruire una opposizione più coesa ad Assad.'" (Ibid).
Il leader del KNA chiamato a Washington per sostenere la creazione di uno Stato curdo indipendente costituito da "una regione autonoma in Siria; e far entrare nel governo regionale del Kurdistan in Iraq - che confina con la regione curda in Siria, e forse uno stato ancora più grande curdo" [Greater Kurdistan].


Il Popolo curdo, da tutte le parti del Kurdistan, cercano il diritto di formare uno stato curdo indipendente. Possiamo raggiungere questo obiettivo a noi caro, con l'aiuto delle democrazie occidentali, e in primo luogo gli Stati Uniti", ha detto Abbas Sherkoh (Syria: An Alternative, Choice, Ekurd.net, May 22, 2012)
Vale la pena notare, a questo proposito, che la creazione di un "Grande Kurdistan" è stato previsto da diversi anni dal Pentagono come parte di un più ampio "Piano per ridisegnare il Medio Oriente". (Vedi mappa 2 qui sotto)

Questa opzione, che appare improbabile nel prossimo futuro, andrebbe contro gli interessi della Turchia, un alleato fedele sia degli Stati Uniti che di Israele. Un altro scenario, che è contemplata da Ankara consisterebbe l'annessione alla Turchia di parti del Kurdistan siriano. (Vedi mappa sopra).
Il "Grande Kurdistan" dovrebbe includere porzioni di Iran, Siria, Iraq e Turchia, convogliato in Coronel Ralph Peters (ret) mappa del celebre "The New Middle East" (vedi sotto). (For Further details see Mahdi Nazemroaya's November 2006 Global Research article).

Il colonnello Peters ha insegnato presso l'Accademia Militare degli Stati Uniti.

Piani per ridisegnare il Medio Oriente: il progetto per un "Nuovo Medio Oriente"
- Di Mahdi Darius Nazemroaya - 2006/11/18
Verso la balcanizzazione (divisione) e finlandizzazione (pacificazione) del Medio Oriente


Mappa 2. Il Nuovo Medio Oriente 
La mappa che segue è stato preparata dal tenente colonnello Ralph Peters. E 'stato pubblicato in Armed Forces Journal  nel giugno 2006,

Peters è un colonnello in pensione della U.S. National War Academy. (Map Copyright Lieutenant-Colonel Ralph Peters 2006).

Anche se la mappa non ufficialmente riflette la dottrina del Pentagono, è stato utilizzato in un programma di formazione presso il Collegio di Difesa della NATO per alti ufficiali militari.


Questa mappa, così come altre mappe simili, è probabilmente stata usata dalla National War Academy  nonché in ambienti di pianificazione militare. 

giovedì 21 giugno 2012

 Le aspettative delle popolazioni locali dopo l'inchiesta della magistratura Quirra: «Ora giustizia e verità» Vogliono il lavoro ma non lo barattano con la salute 



 Stefano Lenza
www.unionesarda.it


quirra


VILLAPUTZU ...L'industria di Capo San Lorenzeo (150 dipendenti) è specializzata in produzioni legate alle attività militari. «Che hanno subito un rallentamento, compensato però da altre commesse in Italia e all'estero. L'azienda sta facendo la sua parte. Investe e ha assunto 12 giovani. Un caso forse unico in Sardegna. È pronta a impegnarsi nella riconversione tecnologica». 
Chi ha visto parenti o amici morire di cancro pretende, ovviamente, che eventuali responsabilità vengano accertate e punite. Voglia di giustizia ma soprattutto di verità. 
«Prima negavano in blocco, ora si è scoperto che il problema riguarda una zona limitata», dice Franco Anedda, presidente di un consorzio cui aderiscono commercianti, artigiani e operatori turistici. 
«L'inchiesta è servita e la cosiddetta cattiva pubblicità ha inciso pochissimo sul calo degli affari. I turisti sono diminuiti qui come ovunque per via della crisi e del caro-traghetti. Noi, inoltre, scontiamo la mancanza di servizi: la gente arriva e se ne va perché non trova niente»


Don Gianni Cuboni, cappellano dell'ospedale di Muravera e parroco di San Priamo è uomo di fede, votato al perdono ma non all'indifferenza. Semmai alla diffidenza. «Risposte vere non ne sono arrivate anche se tante persone le hanno cercate con passione», dice a proposito delle indagini sul rapporto tra tumori e attività militari. «Noi che qui siamo nati, abbiamo il diritto - rivendica - di sapere come lo Stato ha usato il nostro territorio e fino a che punto è stato onesto nel riferire quel che si faceva nel Poligono». 


Il neo sindaco dispensa qualche certezza in più. «La realtà ambientale è stata certificata dalla relazione degli esperti presentata il 15 giugno 2011», sostiene Fernando Codonesu. Alle comunali ha sconfitto il suo predecessore, il consigliere provinciale Gianfranco Piu, che di sindrome di Quirra non voleva neppure sentir parlare, tanto meno leggere, e annunciava al mondo richieste di danni contro chiunque osasse ricorrere a quelle tre parole.


Codonesu non ha dubbi sul quadro delineato dagli esperti, lui compreso come fisico e ingegnere. «In alcune aree - riferisce - sono stati riscontrati inquinamenti significativi e direttamente collegati alle esercitazioni e agli esperimenti nel Poligono. In altre sono stati individuati metalli pesanti nei vari strati del terreno, rimessi in circolo per effetto della cosiddetta risospensione». Ovvero, le nano particelle provocate dalle esplosioni e poi sparse dal vento e dalle piogge. «Complessivamente, tutto ciò interessa tra gli 800 e i mille dei 13 mila ettari del Poligono. Nel resto - ritiene il sindaco - si può continuare a fare quel che si è sempre fatto nelle nostre tradizioni produttive e identitarie, come l'agricoltura e la pastorizia».


Parole che valgono oro per Francesca Locci e vorrebbe vederle nero su bianco con tanto di timbro delle autorità sanitarie. Lei e il marito hanno un allevamento di capre. «Circa 230 capi - racconta - ma ormai inutili. Non possiamo vendere il latte e neppure la carne». Non ce l'ha con il procuratore Fiordalisi e con le sue ordinanze di sgombero. «Lui non c'entra nulla. Ha fatto il suo lavoro. La politica invece no». Rischia di essere travolta da silenzi devastanti. «Un anno fa hanno analizzato latte, fieno, acqua e pascoli. I risultati? Ancora li aspettiamo». Nel frattempo sono stati lasciati soli. «Ci avevano promesso indennizzi ma non ci hanno dato neppure un centesimo. La Regione è totalmente assente sia a livello economico che politico. Il settore è in ginocchio e nessuno se ne occupa. Non vogliamo elemosine ma certezze, cioè una certificazione sanitaria che rassicuri gli acquirenti».


Il sindaco Codonesu ha fatto della chiarezza e della legalità i cardini della sua campagna elettorale e ora intende mantenere le promesse. «È finito il tempo delle lamentele inutili. Siamo consapevoli del ruolo pubblico e intendiamo assicurare ai cittadini il rispetto dei diritti garantiti dalla Costituzione.


Dei 13 mila ettari del Poligono, il 58 per cento (7.500) appartiene a Villaputzu che ha servitù militari sul 41 per cento del territorio comunale. «Numeri - annuncia il primo cittadino - da ridiscutere, ridefinire e che richiedono un riequilibrio in termini politici, economici e sociali». Non è che voglia cacciare i militari. Tutt'altro. «Siamo per una convivenza che non impatti sulla salute pubblica e sull'ambiente. Ci presenteremo a schiena dritta con proposte condivise e conosciute da tutte la comunità». Una novità chiamata trasparenza. Non è più tempo di patti segreti a porte chiuse.



La sospetta dichiarazione delle Nazioni Unite contro la Siria: un paese in guerra o in guerra civile?


15 giugno 2012 


Generalità
Mentre i Ponzio Pilato del Consiglio di sicurezza si lavano le mani con il sangue dell’iniziativa di Kofi Annan, il confine della Siria con Libano e Turchia diventa un campo di battaglia, dove migliaia di combattenti stranieri – di Afghanistan, Libia, Bosnia, Cecenia, emirati e sultanati arabi – si infiltrano e diffondono su tutto il confine, sostenuti da migliaia di mercenari arabo-atlantici. Anzi, sta diventando sempre più chiaro che i padroni della guerra imperialista contro la Siria vogliono, a qualsiasi prezzo, rovesciare l’equilibrio di potere a favore del governo siriano, ottenuto a seguito della caduta dell’emirato islamico di Bab Amr, lo scorso marzo. Tutti i dati sul campo, accumulati di recente, indicano che la crisi siriana si sta dirigendo verso una esacerbazione militare che di certo non porta ad una guerra civile, come desiderato dagli imperialisti, ma al crollo del tempio di Dagon [1] sulla testa Sansone e dei Filistei assieme.

La sospetta dichiarazione delle Nazioni Unite
Finalmente, dopo quindici mesi di violenze, terrorismo ed ingerenza arabo-atlantica negli affari interni della Siria, il segretario per il mantenimento della pace delle Nazioni Unite, Herve Ladsous, ha dichiarato il 12 giugno, che la Siria “è in stato di guerra civile” [2].


Tuttavia, prima di farsi prendere dalla “gloriosa scoperta” di Ladsous, è meglio osservare da vicino le sue parole, per svelare ciò che vi è di nascosto e in preparazione per la Siria nei postriboli delle Nazioni Unite e della Santa Alleanza arabo-atlantica. Inoltre, vista in superficie, la dichiarazione di Ladsous nega, infine, la propaganda arabo-atlantica che ci abbaglia da quindici mesi con le bugie circa la natura pacifica, “trascendentale” e “monaco-santificata” della cosiddetta “rivoluzione” siriana. Purtroppo, dopo tante vittime e sangue versato sulle strade della cospirazione imperialista contro la Siria, l’ONU ammette che il conflitto “adesso” si svolge tra due gruppi armati ‘fino ai denti’.” Onestamente, il signor Ladsous merita un grande ringraziamento dal popolo siriano per la sua “gloriosa scoperta”! Tuttavia, il nostro stato di esaltazione ben presto evaporerà, dal momento che ogni sentimento di estasi è condannato dalla sua breve durata. Vista in profondità, questa affermazione nasconde delle cattive intenzioni, e prepara dei giorni sanguinosi per la Siria.


In primo luogo, dobbiamo partire dal fatto che da quando le violenze sono iniziate, la posizione delle Nazioni Unite nei confronti della Siria è stata sospettata, e in diverse occasioni, il Segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ha reso parziali dichiarazioni su questo paese, in particolare nella sua reazione agli attacchi terroristici che hanno colpito al cuore Damasco. Purtroppo, mentre questi attacchi terroristici avevano le “impronte digitali” di al-Qaida [3], Ki-moon angelizzava i gruppi armati dell’“opposizione”, che hanno terrorizzato la popolazione civile, trattandola come la prima “avanguardia” delle rivoluzioni “primaverili” e demonizzando le forze di sicurezza che difendevano il paese contro l’infestazione terrorista, ed infine incriminando il presidente Bashar al-Assad di tutti i vizi dei figli di Adamo. Quindi, il Segretario Generale si è precipitato a sostenere la Santa Alleanza nella sua campagna contro la Siria.


In secondo luogo, le diverse visite in Siria dell’inviato delle Nazioni Unite e della Lega araba, Kofi Annan, e il dispiegamento di osservatori delle Nazioni Unite, sono stati utilizzati dalla Santa Alleanza al fine di raggiungere un unico obiettivo: fornire i gruppi armati e i combattenti stranieri del tempo necessario, di cui avevano bisogno, in modo da potersi riorganizzare, armare – e questa volta pesantemente – e penetrare di nuovo nel paese attraverso il confine con il Libano e la Turchia. Va ricordato qui che il nord del Libano si è recentemente trasformato in una sorta di emirato salafita [4], fornendo agli insorti siriani una retrovia sicura [5]. La prova è che, dal cessate il fuoco del 12 aprile, i gruppi armati hanno preso il controllo di gran parte della Siria e del nord del Libano, e sono riusciti a cacciare l’esercito siriano e l’esercito libanese, come affermato da Hervé Ladsous [6]. Inoltre, ora che i gruppi armati hanno rafforzato i propri ranghi, sostenuti da migliaia di terroristi e mercenari stranieri, la Santa Alleanza e la sua bella [7], il Consiglio nazionale siriano (CNS),  annunciano la morte dell’iniziativa di Annan, senza preoccuparsi di seppellirla.


In terzo luogo, il governo siriano ha espresso il suo “stupore” per la dichiarazione sospetta di Ladsous, e l’ha considerata una violazione della prevista neutralità dei funzionari delle Nazioni Unite. Una dichiarazione del ministero degli esteri ha sottolineato che la Siria aveva atteso e attende che i funzionari delle Nazioni Unite affrontino con obiettività e neutralità gli ultimi sviluppi in Siria, soprattutto dopo il dispiegamento degli osservatori internazionali nella maggior parte dei governatorati siriani: “Parlando di guerra civile in Siria, non si allineano alla realtà e si contraddicono con gli orientamenti del popolo siriano, perché ciò che sta accadendo in Siria è una guerra contro dei gruppi armati che hanno scelto il terrorismo, come voce per raggiungere i loro obiettivi e attuare il loro complotto contro il futuro del paese“, dice la nota. [8]


Tenendo conto dei tre punti citati in precedenza, la dichiarazione di Ladsous ricade sotto la rete del sospetto. A cosa servono queste assurdità e queste menzogne ufficiali! Ne sapete abbastanza della propaganda imperialista per comprendere l’assurdità di questa affermazione a priori ostile alla Siria.

Stato di guerra o stato di guerra civile?
Dichiarando che la Siria è in stato di guerra civile, il segretario delle Nazioni Unite crea la falsa immagine di ciò che accade sul campo e mira a raggiungere diversi obiettivi:


In primo luogo, parlare di una guerra civile falsifica la realtà che la Siria è in guerra contro i gruppi terroristici di al-Qaida e del wahhabismo, una volta considerati il nemico più pericoloso dalle potenze occidentali, sono oramai visti da queste stesse potenze come i “messia salvatori” dei popoli arabi.
In secondo luogo, il termine “guerra civile” dà l’impressione che il governo siriano sia caduto e il regime crollato. Inoltre, questo lavoro crea panico tra la popolazione siriana, sostenendo che il paese sia ora diviso e lacerato da gruppi belligeranti: il regime “canaglia” da un lato ed i‘santi’ dell’opposizione dall’altro lato.


In terzo luogo, la dichiarazione di Ladsous nega alla Siria il diritto e il dovere – secondo il diritto internazionale – di sradicare il terrorismo e affrontare omicidi, rapimenti, attentati contro strutture governative e private. Secondo il diritto internazionale e l’accordo iniziale con le Nazioni Unite del 19 aprile 2012, è dovere delle autorità siriane “affrontare questi crimini e imporre la propria autorità su tutto il territorio siriano” [9].


In quarto luogo, questa dichiarazione fornisce alla Santa Alleanza una scusa per intervenire militarmente in Siria senza ritornare al Consiglio di sicurezza, giustificando la sua aggressione dichiarando che la situazione in Siria è simile, sul lato umanitario, a quella della Bosnia negli anni ’90. Questo crea, in effetti, uno scenario hollywoodiano che permetterebbe alla NATO e ai suoi alleati arabi – le monarchie dispotiche oscurantiste della penisola arabica – di intervenire con il pretesto dubbioso della “Responsabilità a proteggere” (R2P). Tragicamente, l’applicazione di tale responsabilità in Libia ha portato alla completa demolizione del paese e al suo ritorno all’età della pietra [10].


In quinto luogo, dire che la Siria è entrata in una guerra civile ha il fine di “negare” il fatto che la maggioranza del popolo siriano sostiene il suo governo nella sua guerra contro il terrorismo, e in secondo luogo, da l’impressione che i siriani siano lacerati dalla loro appartenenza etnica, religiosa e confessionale; cosa che preparerebbe la divisione della Siria in diversi stati religiosi, etnici e confessionali.


In sesto luogo, tenendo conto dei punti citati in precedenza, la Santa Alleanza arabo-atlantica sarebbe liberata da ogni obbligo del diritto internazionale, e avrebbe il diritto di inviare i suoi arsenali e i suoi mercenari direttamente ai gruppi armati, senza paura della “rabbia” dello Zeus delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, sulla base del fatto che lo Stato siriano sarebbe crollato, e che il regime “canaglia” alawita starebbe assassinando la maggioranza sunnita, uno scenario che è stato ben giocato in Somalia, Bosnia e Kosovo. A maggior ragione, i gruppi armati hanno già ricevuto, negli ultimi due mesi, moderne e sofisticate armi anticarro e antiaereo, ed artiglieria pesante, dalle monarchie arabe oscurantiste e dalle potenze imperialiste, al fine di distruggere la supremazia dell’esercito siriano [11],  permettendo ai gruppi terroristici di occupare e mantenere “zone franche” lungo il confine con il Libano e la Turchia, e vicino alle grandi città, in particolare presso Damasco e Aleppo [12].


Troviamo utile aprire la parentesi qui e ci chiediamo perché la Santa Alleanza arabo-atlantica non applica la sua “responsabilità a proteggere” (R2P) nel caso della strage del popolo palestinese da parte dei soldati israeliani? Chiudiamo la parentesi.

La Siria in guerra contro il terrorismo
Tutti sanno ormai che una nuova “Santa Alleanza” è stata conclusa già quindici mesi fa tra l’imperialismo statunitense, il colonialismo europeo, l’islamismo turco e l’oscurantismo arabo. I principi divini di tale alleanza sono stati già applicati nella campagna arabo-atlantica contro la Siria. L’anima eterna di questa alleanza dei messia liberatori è l’assolutismo arabo. Comunque, tutta la campagna politica e diplomatica, l’armamento dei gruppi terroristici e l’infiltrazione di migliaia di mercenari in territorio siriano, riposano sulle spalle degli emirati e sultanati arabi. Aggiungete a questi sforzi di guerra, la cacciata degli ambasciatori siriani dai paesi occidentali [13], le sanzioni economiche arabe e occidentali contro il popolo siriano [14], le minacce di intervento militare, la propaganda arabo-atlantica contro il governo siriano, gli attacchi terroristici e i massacri contro i civili e le istituzioni dello Stato, potremmo anche citarne decine, per non parlare degli attacchi terroristici contro le comunità delle minoranze su iniziativa del settarismo religioso e confessionale diffuso dai media arabi; tutti questi sono atti di guerra contro la Siria e il popolo siriano.


In questo contesto, Faisal al-Qudsi, figlio dell’ex capo di Stato siriano Nazim al-Qudsi, ha detto che le sanzioni economiche colpiscono non solo il regime, ma l’intero Paese: “Da aprile, non vi è più turismo, questo rappresentava il 15% del PIL. Da novembre, le esportazioni di petrolio sono cessate, e questo rappresentava il 30% del PIL. A causa delle sanzioni sulle esportazioni dalla Siria, questi prodotti potevano essere esportati solo in Giordania, Iraq e Libano“[15], spiega in un’intervista a BBC World Service.


Tutti i dati riportati indicano che lo scopo principale della Santa Alleanza arabo-atlantica è distruggere la Siria e farla a pezzi, in un puzzle etnico e religioso.

Il destino del villaggio di Macondo
Detto questo, dobbiamo ancora dire agli ingenui del mondo arabo che si lasciano trattare come marionette nelle mani delle potenze imperialiste, che credevano e credono ancora che il conflitto che si svolge in Siria sia tra il vero messia liberatore della presunta “rivoluzione” e i demoni del regime siriano, diciamo loro: “Dormite bene! Fate sogni tranquilli! Domani, vi renderete conto con Aureliano” [16] che era tutto previsto nelle pergamene di Melquiades [17], e che la storia della cosiddetta “Primavera araba” era già stata scritta nei postriboli dell’imperialismo; quindi capirete che la vostra storia, parte della storia del genere umano, finisce qui e con voi, questo è il destino del villaggio di Macondo [18].




Testo originale in francese :
http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=31438


Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora


Note
[1] Dagon era un dio importante dei popoli semitici del Nord-Ovest. Era il dio delle sementi e dell’agricoltura ed era venerato dagli antichi Amorrei, gli abitanti di Ebla ed Ugarit ed è stato una delle principali divinità dei Filistei.
[2] Russia Today 13 giugno 2012. Syria now in state of civil war – UN
[3] Russia Today. 17 febbraio 2012. Guns & Glory in Syria: Al-Qaeda, US recipe for disaster
[4] CBS News. 2 giugno 2012. Pro and anti-Syrian groups clash in north Lebanon
[5] Russia Today. 4 giugno 2012. Clandestine intervention fuels Syrian conflict
[6] Syria now in state of civil war – UN, loc. cit
[7] Nella credenza popolare, il gufo, come uccello notturno e inquietante, porta miseria e annuncia la morte, rattrista chi l’osserva nel suo nido, ipnotizza i viandanti o getta il malocchio sui cacciatori.
[8] SANA. 13 giugno 2012. Le ministère des AE: les déclarations de Ladsous sur une guerre civile en Syrie ne se conforme pas avec la réalité
[9] loc. cit.
[10] Russia Today. 19 ottobre 2011. ‘NATO has bombed Libya back to Stone Age’
[11] al-Akhbar. 8 giugno 2012
[12] Hörstel, Christoph R. 14 giugno 2012. Terror zone shift: Syrian insurgents ‘try to set up new belt of strongholds’ (Op-Ed)
[13] Barluet, Alain. 30 maggio 2012. Les Occidentaux expulsent les ambassadeurs syriens. Le Figaro.
[14] Le Monde. 19 febbraio 2012. L’économie syrienne se désagrège sous l’effet des sanctions internationales
[15] loc. cit.
[16] In “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, Aureliano è il figlio di Aureliano Babilonia e della zia di quest’ultimo, Amaranta Ursula. Nasce con una coda di maiale. Lasciato incustodito dal padre dopo la morte della madre durante il parto, muore poco dopo la nascita divorato dalle formiche.
[17] In “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, Melquiades è un profeta zingaro che fa amicizia con il primo Buendia. Insieme cercano la pietra filosofale. Melquiades viene dichiarato morto, ma ritorna da Buendia dove ha scritto delle pergamene. Tormenta sempre la casa, e i suoi scritti raccontano la maledizione sui Buendia.
[18] Macondo è un villaggio fittizio nel romanzo “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez, perso da qualche parte nella giungla del Sud America. Nel suo isolamento, Macondo prima vive in un mondo volto verso la magia, sotto l’influenza degli zingari che ne hanno la conoscenza.
Dottore in Ricerca in Studi francesi (UWO, 2010), Fida Dakroub è una scrittrice e ricercatrice del “Gruppo di ricerca e studio sulle letterature e le culture del mondo francofono” (GRELCEF) presso l’University of Western Ontario. È autrice di «L’Orient d’Amin Maalouf, Écriture et construction identitaire dans les romans historiques d’Amin Maalouf» (2011).
Per contattare l’autrice: Bof Dakroub


Fida Dakroub is a frequent contributor to Global Research.  Global Research Articles by Fida Dakroub
Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!