giovedì 28 febbraio 2013


RISULTATI ELEZIONI 2013

Non soddisfatti ne delusi. Non soddisfatti perchè pensavamo che la presa d’atto del disastro avrebbe portato più sardi a rendere evidente la loro consapevolezza nell’ambito indipendentista.
Non delusi perchè SNI non si è mai presentata alle elezioni con l’illusione di cambiare le cose avendo eletti nei parlamenti italiani ma solo ed esclusivamente per dare nella scheda elettorale uno spazio di espressione che potesse ospitare l’evidente del rifiuto del sistema politico del disastro e della sudditanza imposta dalla dominazione italiana.

L’obiettivo di SNI.  L’obiettivo di SNI è sempre stato quello di portare la gente sarda nell’ambito indipendentista e costruire la Casa Comune dei Sardi, quello che il nostro fondatore Angelo Caria, identificava come “il partito che non c’è”. Ebbene almeno in buona parte questo obiettivo è stato conseguito coinvolgendo commercianti, artigiani e gente sarda libera nella costruzione della casa comune IpS-SOBERANIA. Ci dispiace che altri indipendentisti sardi non abbiano capito il progetto ed invece di mettere al sicuro i voti indipendentisti nel simbolo di IpS-SOBERANIA li hanno lasciati alla mercé di vecchi e specialmente nuovi saraceni italici.

GRILLO ha vinto ma non ha conseguito l’obiettivo dichiarato. Grillo non ha mandato a casa nessuno dei politici che intendeva mandarvi, le corazzate del potere sono rimaste indenni ed il suo fuoco ha affondato solo le barche dei pescatori che si trovavano nelle vicinanze. I berluschini e i pdini sono non solo non si sono arresi ma hanno conservato consensi e potere.

Grillo ha solo istituzionalizzato la protesta italiana e italianizzato la protesta sarda. Tutte le lotte fatte dai sardi, e specialmente dagli indipendentisti, contro il nucleare, contro le servitù militari, contro i termovalorizzatori, le discariche, il galsi, le lotte operaie, le lotte delle partite iva, quella dei pastori, la vertenza entrate e zona franca, sono state espropriate e portate dentro un baronato monocratico, per spegnerle nel mare indistinto del populismo strumentale. Gente mai vista nei momenti di lotta andrà a rappresentare un contesto di coscienza e dignità costruito dai sardi liberi con sacrifici e impegno, subendo processi e prendendo manganellate.

SNI continuerà con il suo impegno non per avere gratificazioni o riconoscimenti ma perchè questo è il motivo della nostra esistenza, continueremo ad essere componente attiva di IpS-SOBERANIA  e la apriremo a tutta la gente sarda che non si è fatta incantare da vecchie e nuove sirene italiane.

Una considerazione sullo stallo di governo in Italia. Il PD ha necessità interne ed esterne di fare il governo e lo farà, ma non con le alleanze ma con la compravendita di eletti, che con la scusa della governabilità formeranno un gruppo autonomo per appoggiare il governo Bersani e così non solo si libereranno del dovere di tangente da versare al partito o al movimento ma potranno mettere la condizione che privilegi e mangiatoie non vengano toccate.


CAGLIARI 26-02-2013  anno 152° Dominazione Italiana                           IL COORDINATORE NAZIONALE
                                                                                                   Bustianu Cumpostu
                                                                      

mercoledì 27 febbraio 2013

Giuseppe Marini
G. Marini

INCONTRO IN REGIONE PER RITIRO COPIA DOCUMENTI INVIATI A SARAS ED ENEL PER L'EROGAZIONE E LA DISTRIBUZIONE DEL CARBURANTE E DELL'ENERGIA ELETTRICA SENZA TASSE AGGIUNTE COME DA LEGGE SULLA ZONA FRANCA INTEGRALE.

Oggi mi sono recato con la Dot.ssa Randaccio in Regione come da accordi ieri confermati dall'Assessorato all'Industria, per ritirare la documentazione attestante l'avvenuta comunicazione da parte del Presidente Cappellacci alla SARAS e all'ENEL, per ordinare l'erogazione e la distribuzione dei carburanti e dell'energia elettrica, senza accise, senza dazi doganali e senza IVA, come prevvisto dal D. lgs 75/98 per cui la Regione ha dichiarato in data 12.02.2013 l'ATTIVAZIONE della Regione Sardegna ad operare in regime di Zona Franca Integrale. 
Dopo aver spostato di alcuni giorni questo appuntamento, la Regione oggi per bocca dell'Ass.re Alessandra Zedda, ci comunicava che il Presidente non confortato da quanto a lui riferito dall'Ufficio delle Dogane di Cagliari (Tale Demuro che in precedenza ha sottoscritto le risposte positive ai Sindaci che in precedenza avevano già delibrato a favore della Zona Franca Integrale) ha oggi preso la decisione di non comunicare quanto dovuto (come per legge) alla SARAS e all'ENEL. 
Pare che prima di fare quest'ultimo passo per la definizione dell'iter necessario per il ribasso dei costi di carburanti ed energia elettrica a favore di tutti i Sardi, intenda valutare quanto consigliato dal Ministero delle Finanze (seppure non abbia voce in capitolo poichè siamo Regione Autonoma). 
E' inoltre giusto che tutti sappiate che oggi per "PURA COINCIDENZA" c'è stato un'incontro a Villa Devoto fra la Presidenza e l'ex Ministro Passera (colui che ha bloccato i fondi CIPE della CEE per i contributi da dare alle Zone Franche, girandoli per intero al Porto di Trieste che risulta la Zona Franca della Germania e dell'Austria). In poche parole non esiste la posibilità che entro breve la SARAS e l'ENEL possano ricevere alcuna comunicazione in merito. 
Sappiate inoltre che i Sardi hanno il sacrossanto diritto, dal giorno 12.02.2013 (data di attivazione) di avere i carburanti e l'energia elettrica senza alcuna tassazione. Pertanto i Sardi possono richiedere alla Presidenza della Regione il danno subito da tale data per aver pagato tasse non dovute. 
I nostri legali stanno procedendo in questo momento a presentare una "denucia penale nei confronti del Presidente Cappellacci, con l'accusa di Ommissione di Atti d'Ufficio a danno dell'intero Popolo Sardo. Stanchi di avere giorno dopo giorno, con imposizioni dettate dai Palazzi Romani, per far sì che la Regione Sardegna non possa godere del Diritto di poter operare in regime di Zona Franca Integrale, a vantaggio di altri. Il nostro è un diritto che la CEE ci ha concesso dal 1998 e che con l'attivazione comunicata dal Presidente Cappellacci, non può più essere negato. 
Fra circa un'ora sarò dall'Assessore Zedda per esprimere ancora una volta la delusione del popolo sardo per l'operato di chi rappresenta la Regione Sardegna con un servilismo meschino e fuorviante, che offende un popolo che stanco delle angherie dei Governi fino ad oggi avuti, sta morendo giorno dopo giorno. 
Tanta rabbia per l'accaduto mi è stata dimostrata da tantissimi sardi che con telefonate e sms hanno espresso la volontà di non sopportare più altre perdite di tempo per l'attuazione di un diritto che oggi risulta importante (VITA O MORTE DEL POPOLO SARDO) per via della forte crisi e dell'accanimento delle banche e di EQUITALIA!! 
La Sardegna non intende attendere ulteriormente e chiede con forza e rabbia che il Presidente Cappellacci invii immediatamente quanto dovuto alla SARAS e all'ENEL, per dimostrare di essere dalla parte del popolo Sardo che lui dice di rappresentare!! 

martedì 26 febbraio 2013

Non solo al mare: anche la Provincia di Nuoro deve essere Zona Franca 
 Mario Carboni  Martedì 26 febbraio 2013  


Perchè escludere sempre le zone interne? 
Le si vuole riserva indiana? 

La Regione pare abbia aperto dei tavoli tecnici per dare risposta al decreto di attuazione 75/98 dell'articolo 12 dello Statuto sardo che ha istituito le zone franche di Olbia, Cagliari, Arbatax, Porto Torre, Porto Vesme e Oristano. 

Si tratta di stabilirne le perimetrazioni, i contenuti e le modalità di gestione. Naturalmente per essere efficaci questi elementi indispensabili e caratteristici di ogni zona franca dovranno essere concordati fra Stato e Regione e deliberati con una successiva Norma di attuazione dello Statuto. 

Salta immediatamente agli occhi l'esclusione del Centro Sardegna dalla progettata ciambella di zone franche sul mare a fronte della situazione drammatica della Provincia di Nuoro che è nota a tutti e sinora nessun intervento tradizionale o straordinario è riuscito ad interromperne la spirale negativa. 

E' ineludibile intraprendere allora nuove strade speciali e d'emergenza e senza rinunciare alla richiesta di adeguamento infrastrutturale con rilevanti investimenti europei, statali e regionali. 

Come in tutte le zone europee meno sviluppate ed essendo un'isola nell'isola di Sardegna, anche la provincia di Nuoro deve avvalersi della fiscalità di vantaggio ai massimi livelli possibili. 

Bisogna iniziare una battaglia politica e culturale affinché l'intero territorio provinciale, ormai unico senza un porto industriale al contrario delle altre province sarde, possa diventare in forza di una nuova e particolare Autonomia provinciale, dovutale per molte ragioni storiche, geopolitiche, economiche, culturali ed identitarie, sempre in attuazione dell'Art.12 del vigente Statuto speciale sardo, un intero punto franco o zona economica speciale o free zone. 

L'intera provincia di Nuoro potrà quindi svilupparsi e dare lavoro come una complessiva “Zona franca provinciale” o “Nuoro Free Zone” interessando città e paesi e tutti i settori economici. 

Oltre ai tavoli di lavoro citati a mio parere la Giunta regionale si dovrebbe impegnare ad operare con un tavolo specifico per ridare speranza e futuro ad un'area della Sardegna condannata, se così non si facesse, all'emarginazione, alla povertà, allo spopolamento e con il perdurare dell'assistenzialismo al conosciuto ed esplosivo disagio sociale. 

La strada è ardua ma semplice e si basa sull'impegno politico affinché la Giunta proponga al Governo assieme ai testi dei decreti legislativi per le zone franche sul mare il seguente decreto legislativo aggiuntivo: D.Lgs. Giorno mese anno, n. Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna concernenti l'istituzione di zone franche. 

 Articolo 1. 1. In attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, è istituita nella regione secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913/1992 (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione) la Zona franca di Nuoro o Nuoro Free Zone, coincidente con l'intero territorio della Provincia di Nuoro. 

La determinazione della fiscalità di vantaggio per la produzione ed il consumo e di ogni altra disposizione necessaria per la sua operatività viene effettuata entro sei mesi, su proposta della regione, con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri. 

 Se il decreto governativo dovesse essere emanato dopo il 24 giugno 2013, data di entrata in completo vigore del nuovo Codice doganale europeo rinnovato, i riferimenti ai Regolamenti europei dovrebbero essere cambiati citando solamente il Regolamento (CE) n.450/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008.





DI KARL MÜLLER 
zeit-fragen.ch 
riconquistarelasovranita

Ecco le cifre ufficiali alla fine del 2008: il disavanzo totale di tutti gli Stati dell’UE ha raggiunto 7.800 miliardi; alla fine del 2009, 8.900 miliardi; alla fine del 2010, 9.600 miliardi e alla fine del 2011, 10.300 miliardi di euro. Ciò corrisponde ad una percentuale del prodotto interno lordo (PIL) totale di tutti gli Stati membri dell’UE nel 2008 del 62,5%, nel 2009 del 74,8%, nel 2010 dell’80,0% e nel 2011 dell’82,5%. Per i 17 Stati della zona euro, i numeri sono ancora peggiori. (Ad esempio: il rapporto tra debito pubblico e PIL – in percentuale – della Svizzera si attesta a fine 2011 al 52%, mentre un anno prima, era ancora il 55% e nel 2012 ha continuato a scendere fino al 51%).


Solo il tempo ci dirà chi dovrà pagare queste somme colossali e come potrà farlo. I cosiddetti piani di salvataggio (“aiuti alla Grecia”, EFSF, MES, finanziamenti mirati, acquisti di obbligazioni da parte della BCE, ecc.) hanno lo scopo di far credere ai cittadini degli Stati membri dell’UE che si può risolvere il problema del debito attraverso una ridistribuzione tra gli Stati “ricchi” e gli “stati poveri” nell’UE. Ma se guardiamo più da vicino, tutti questi piani di salvataggio non portano esattamente ad una ridistribuzione tra Stati, ma una redistribuzione tra tutti gli Stati a spese dei contribuenti e a beneficio di un gruppo selezionato del grande capitale.

La speranza che alcuni paesi, tra cui in primo luogo la Germania, sarebbero i soli in grado di farsi carico di tutto ciò, è pura illusione. Nell’UE, il 20% di tutto il debito pubblico è della sola Germania, nel 2011 c’erano 2100 miliardi di euro che la Repubblica federale, dei Länder e dei comuni dovevano a ogni donatore. La verità è che in Germania, i capitali in mani private raggiungono quasi il doppio. E se si trattasse realmente e onestamente di un nuovo inizio, potrebbe anche essere possibile ammortizzare il debito, con l’aiuto dei cittadini, dove è ragionevole e giusto. Infatti, i cittadini sono sempre pronti a contribuire al bene comune. Ma al giorno d’oggi, tutti sanno che queste azioni di redistribuzione programmate, non sono per il bene comune.Non è accettabile dare più soldi a coloro che ne hanno già in abbondanza.
Questo è probabilmente il motivo per cui né l’UE né le élites attualmente al potere negli stati della UE, fanno affidamento sulla libertà e la ragione – perché sanno che l’uomo che ragiona liberamente vede in modo chiaro il doppio gioco – ma sulla menzogna e la coercizione. Ci raccontano la favola dell’”armonizzazione”, “razionalizzazione”, e “centralizzazione” indispensabili all’interno dell’UE. Tutto questo dovrebbe essere essenziale nel mondo globalizzato del XXI secolo, in cui gli stati nazionali sovrani, per la molteplicità delle proprie risorse, non sarebbero solo superati, ma disturbano semplicemente la soluzione dei problemi dell’umanità. Questo è in sostanza ciò che Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, ha affermato il 10 gennaio a Dublino. E chiede ai cittadini di:
  • rinunciare ad una pensione pubblica che corrisponde alla dignità umana – per un inaridimento delle finanze pubbliche degli enti locali,
  • rinunciare ad un giusto salario e ad una partecipazione nella creazione di valore – per un’ideologia di “competizione economica tra i siti”,
  • rinunciare alla libertà secondo la dignità umana, al diritto e alla democrazia – attraverso un’Unione Europea che si attribuisce sempre più competenze e di cui anche la Corte Suprema tedesca Costituzionale ha sentenziato che c’era, ovviamente, un “deficit democratico”.
Il principio secondo cui gli Stati membri dell’UE sono i “padroni dei trattati” è ancora valido. Gli Stati membri dell’UE possono sempre modificare i trattati europei, potrebbero anche sciogliere l’Unione, se volessero, e rimandare a casa i funzionari di tutte le istituzioni europee e tutti i commissari. La dittatura dell’UE può ancora essere evitata, secondo le norme di legge vigenti.

Ma ora si sta cercando di cambiare anche questo. Il 5 dicembre 2012, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha presentato un documento, Towards a genuine economic and monetary Union (“Verso una vera Unione economica e monetaria”), secondo cui – a suo piacimento – gli elementi costitutivi della sovranità nazionale devono essere smantellati. Questa è la legge del bilancio che rimane soprattutto nei diritti di sovranità dei Parlamenti ancora parzialmente funzionanti.

L’UE vuole utilizzare l’attuale crisi per riformare il parlamentarismo europeo. E’ possibile che i parlamenti nazionali che servono gli Stati, per l’Unione europea, siano piuttosto fastidiosi. Per questo motivo la Commissione europea vuole che in futuro tutte le decisioni importanti di bilancio non sono prese dagli Stati, ma dal Parlamento europeo. Questo è ciò che ilDeutsche Nachrichten Wirtschafts ha scritto il 7 dicembre 2012. E si legge ancora: “In futuro, l’UE dovrebbe avere voce in capitolo quando si tratta di bilanci nazionali. In particolare, van Rompuy avrebbe deciso quali sono gli Stati che devono attuare le riforme. La Commissione europea prevede pertanto che ciascuno Stato deve firmare un accordo vincolante con il quale accetta determinati requisiti. Ma Van Rompuy non vorrà smontare completamente i parlamenti nazionali da solo: essi dovranno accettare il loro scioglimento firmando formalmente un accordo di auto-liquidazione. In questo senso, le cerimonie degli yes-men del MES possono essere considerate come un primo test eseguito con successo. Qui, il Bundestag tedesco si è già qualificato per far parte della nuova Lega europea politico-democratica”.

Proprio come il Reichstag tedesco con la legge sui pieni poteri nel marzo 1933. All’epoca, il parlamento tedesco, il Reichstag, ha autorizzato il governo di Hitler ad emanare leggi senza l’approvazione del Reichstag, e così facendo, ha distrutto la separazione dei poteri. Poi tutto è successo molto rapidamente: in sei anni, il nuovo stato centralizzato di Berlino ha portato il mondo in guerra. In primo luogo, l’unificazione del paese, che si è svolta da cima a fondo: i parlamenti dei Länder sono stati eliminati, i Länder governati centralmente dai prefetti del Reich, i comuni con sindaci senza consiglio comunale. Poi la rottura continua con le disposizioni del trattato di Versailles. Poi il piano segreto quadriennale che doveva preparare alla guerra l’economia tedesca. La prova generale in Spagna, l’attacco aereo su Guernica. Monaco di Baviera nel 1938. Le conseguenze sono note. Sequenze che avrebbero potuto essere evitate, in punti diversi, ovviamente, anche dall’estero. Ma certamente dall’interno: è stato confermata ancora una volta in modo spaventoso ciò che i parlamentari avevano previsto al memorabile dibattito bavarese del 1871. Le grandi formazioni di Stati centralizzati che calpestano un’ organizzazione di stati federalisti, cercarono di sottomettere l’intera Europa dopo aver asservito i loro connazionali. Poi il mondo.
Il mondo ha imparato qualcosa? Nessuno fiata al giorno d’oggi, quando l’Unione europea si vanta di ripristinare l’economia attraverso il riarmo? E quando il mostro di Bruxelles pratica dal 2010 il metodo, proposto da Jean Monnet, di approfittare di una crisi per continuare a diminuire la sovranità degli Stati nazionali e di compiere nuovi passi verso una dittatura dell’UE?

Ma i leader dell’UE non vogliono solo imporre ai cittadini e agli Stati membri dell’UE ciò che devono fare o non fare. Ciò è dimostrato dalle attuali reazioni dell’UE verso i piani del nuovo governo giapponese per la ricostruzione, con l’aiuto di una spesa pubblica più alta, delle martoriate infrastrutture rilanciando così l’economia del paese, indebolita da anni. Il ministro delle finanze tedesco ha risposto con uno scatto rabbioso e condannato i piani del paese asiatico. “La razza tedesca guarirà il mondo”, dicevano in Germania, quando il paese era governato dal Kaiser che voleva estendere il suo impero. Oggigiorno, nessun paese accetterà che l’Unione Europea cerchi di dettare abusivamente al mondo, la via da seguire in materia politica, economica e culturale. Ed è un bene.
“Per me, è molto chiaro: in Europa, siamo andati troppo oltre. Siamo in un vicolo cieco, non è possibile continuare così. In un vicolo cieco, c’è una sola via d’uscita:. tornare indietro” Vaclav Klaus in “Neue Zürcher Zeitung” del 24/01/13
“Io non cerco la maggioranza negli Stati membri o nelle strutture dell’UE. Questo è un modo di pensare sbagliato. No, io cerco la maggioranza in Europa. Non dico questo in modo pretenzioso, ma nel senso che in politica, la maggior parte della popolazione deve essere valorizzata. In realtà oggi c’è già una maggioranza in Europa, ma le persone fanno fatica a organizzarsi. Ripeto: una maggioranza a Bruxelles non è lo stesso di una maggioranza della popolazione”. Vaclav Klaus in “Neue Zürcher Zeitung” del 24/01/13
Versione originale:Karl Müller è un editore e giornalista del giornale svizzero on-line Zeit-Fragen

Fonte: Die EU im Jahr 2013: Wirtschaftlich bankrott wird sie politisch zur Diktatur


Versione italiana:

Fonte: www.riconquistarelasovranita.it
Link: http://www.riconquistarelasovranita.it/?p=583
19.02.2013

domenica 24 febbraio 2013


Un articolo un poco datato ma molto attuale che sa defenza ri-mette in circolo oggi che la consapevolezza  è ad un livello più elevato grazie all'impegno di persone come Paolo  che si  spendono per la nostra amata Sardinya 


Paolo Maleddu 

“LA GRANDE TRUFFA” dei Gatti neri.

… bla bla bla …
Noi non parleremo di politici… è tempo perso … eviteremo di parlar male di loro e delle loro ultimemalefatte …per quanto possibile, eviteremo anche di nominarli … c’è tanto lavoro da fare per eliminare i grossi gatti neri … sì, perché l’unica cosa che possiamo fare con loro è …
eliminarli !
Come?
Semplicissimo, proprio come indicato inMouseland: evitando di eleggere grossi e grassi gatti neri che non rappresentano noi, ma che sono sempre, unicamente ed obbligatoriamente dei semplici camerieriportaborse dei grandi gruppi di potere bancario, vere e proprie associazioni a delinquere, unici possibili finanziatori di dispendiose campagne elettorali. Non andare a votare in occasione delle elezioni dell’ormai inutile parlamento romano sarebbe già un forte segnale di ribellione, servirebbe a capire quanti siamo e gridare: a Roma non vogliamo essere rappresentati da nessun gatto nero.
Votare è abdicare. Il potere decisionale non deve emigrare a Roma e Bruxelles, è fondamentale che rimanga in Sardegna.
Per quanto riguarda le elezioni comunali, sosteniamo coloro che partono con il piede giusto candidandosi in una lista civica. Evitiamo di eleggere coloro che si presentano in liste stilate dai leader nazionali di Roma o Milano che non mettono mai piede in Sardegna (meno male ..) se non in occasione dellafarsa elettorale. Se questi nostri conterranei confusi ambiscono a diventareservitori… dei camerieri… di banchieri criminali, … nessun problema, che vadano però a servirli in casa loro, a Roma e Milano.
Iniziamo finalmente ad eleggere degli umili ma dignitosi topolini come noi,orgogliosi di rappresentarci, scegliendoli tra i nostri stessi figli, cheobbligheremo a partecipare attivamente alla costruzione del loro stesso futuro facendo i propri, e di conseguenza anche i nostri, interessi. Menti giovani, fresche, pulite, dinamiche, non ancora anestetizzate dal Pensiero Unico consumistico, aggressivo, violento, usuraio, prevaricatore eguerrafondaio che Tv, stampa e cinema di Hollywood cercano ossessivamente di imporci. Giovani intelligenti e socialmente impegnati che vivono tra noi e che potremo quindi guidare, consigliare e correggere se sbagliano, affinchè difendano giustamente gli interessi della società dei topolini dalla quale provengono.
Sarebbe un iniziale grande segnale di presa di coscienza.
Dobbiamo invertire il flusso del potere.
Attualmente arriva dall’alto, dall’autorità non discutibile al popolo passivo. Il centro comanda e impone alla periferia: ma quale è il centro e quale la periferia?
L’essere umano è il centro della società.
Noi.
I politici sono una nostra emanazione, semplici cariche sociali, revocabili in qualsiasi momento. Invertiamo il flusso: da noi devono partire gli input per scrivere le regole di comportamento a nostro beneficio e non sempre ed unicamente a beneficio di una elìte di fanatici malati di delirio di onnipotenza …
Sino al raggiungimento de s’Indipendentzia Sardalinee guida dai comuni verso Roma, non ordini ed imposizioni da Roma verso i comuni… liste di cittadini nominati da tutti noi, figli della nostra società, non liste calate e approvate da Roma.
Liste civiche locali, non apparati di arricchimento, sfruttamento e spartizione di potere manovrati da Roma.
Noi, il Popolo Sardo Sovrano, diamo le indicazioni a Roma, non il contrario. Più il centro del potere è distante da noi, più è difficile da controllare e più diventa dispotico, falso potere … non ci appartiene, è potere di altri… lontano, vago, sfuggente… si stacca da noi, diventa autonomo, indipendente…dittatoriale
Il cambiamento può avere inizio dalle elezioni locali. Il comune di Aristanis è qui, controllabile… Cagliari, sede del potere regionale, un po’ più lontano, ma ancora controllabile… Roma… uhmm … c’è un mare di mezzo, c’è da prendere una nave, un aereo, spendere tanti soldi che non ci sono con compagnie navali ed aeree che non ci amano… Se Roma è lontana, Bruxelles è su un altro pianeta.
Guardacaso, tutte le regole più odiose, quelle senza nessuna logica apparente, sembrano di un altro pianeta…ordini non contestabili anche quando (sempre!) ingiusti.
Chi emette queste disposizioni che nulla hanno a che fare con la nostra unica e meravigliosa Terra Sarda?
Abbiamo una almeno vaga idea di chi ci sta governando da Bruxelles?
No, la maggior parte di noi non ha la minima idea di come sia strutturato il potere centrale europeo. Fortunatamente, qualcuno c’è, proprio in Sardegna: si chiama Paola Musu, una coraggiosa ragazza sarda che il 2 Aprile scorso ha depositato presso la Procura di Cagliari una formale denuncia affinché l’Autorità Giudiziaria competente… identificati gli autori, in particolare nelle persone del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri, dei ministri, dei membri del Parlamento…persegua ai termini di legge per tutti i reati ravvisabili… attentato contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato… associazioni sovversive… attentato contro la Costituzione dello Stato… attentato contro i diritti politici dei cittadini … Una rivoluzione pacifica, ormai inevitabile, sta muovendo i primi passi proprio in Sardegna.
Se noi sapessimo come il potere sovrano abbia preso il volo e sia atterrato lontano da noi, a Bruxelles, avremmo molto di che preoccuparci. I Trattati di Maastricht e di Lisbona e la dittattura dell’Unione delle Banche Europeesono argomenti che affronteremo presto in profondità, prima che sia troppo tardi.
Ci stanno sottraendo il futuro nostro e quello dei nostri figli, il che è ancora più grave. Gli Usurai senza volto nè nome e i loro burattini profumatamente remunerati con denaro rubato al popolo e con una volgare sovraesposizione nella società dell’apparire, sono gli attuali detentori del Potere solo perchè, badate bene, NOI LO ABBIAMO CONSEGNATO LORO CON IL NOSTRO VOTO.
VOTARE E’ ABDICARE… mettere la nostra vita in mani altrui… governa tu che sei intelligente perchè io non sono capace, dimmi tu cosa devo fare, cosa è meglio per me …
Questo è ciò che succede quando non partecipiamo alle decisioni da adottare ed andiamo ad eleggere grassi gatti neri…
Ma voi, quando i bla bla bla aprono bocca nelle loro logorroiche esternazioni nella società virtuale dell’apparenza televisiva, riuscite a cogliere qualcosa?
Aiutatemi, vi prego, perchè io vedo solo fumo, nebbia, nuvoloni neri in arrivo … Ma non sono poi così stupidi come sembrano (sarebbe il male minore), purtroppo per noi sono in perfetta malafede.
Infatti, con tanti soldi e tanto tempo a disposizione anche dei perfetti imbecilli sarebbero stati capaci di capire cosa non va in un sistema monetario che arricchisce unicamente una esigua percentuale della popolazione mondiale lasciandone invece una stragrande maggioranza (il 99,99 per cento) in estrema sofferenza o addirittura costringe una parte più indifesa a morire di fame nel pianeta dell’abbondanza.
Sono in malafede. Ci mantengono ignoranti e ci impoveriscono di proposito. Obiettivo: controllarci e manipolarci senza eccessivi problemi. Renderci schiavi. Cosa vogliamo subire ancora prima che ci rendiamo finalmente conto di essere governati dafanatici malati di delirio di onnipotenza?
Loro sono nostri nemici dichiarati: o noi eliminiamo loro, o loro eliminano noi.
Lo stanno già facendo. Ma non ci riusciranno.
Riprendiamo subito il comando che spetta di diritto al popolo sovrano, iniziando oggi, non domani, a pensare ad una partecipazione attiva per una riorganizzazione sociale nella quale poter mettere i nostri figli in cabina di regia con la nostra supervisione, per liberare finalmente la nostra SARDEGNA dagli estranei che non ci amano e dai loro servitori, che potranno andare a servirli a Roma …
Tutto da mettere in atto pacificamente, con la sola forza del nostro Diritto a una vita serena e la consapevolezza di essere gli unici detentori del Potere.
Pensateci bene prima di ripetere l’errore di eleggere per l’ennesima voltadei grossi famelici gatti neri, bianchi, o bianco/neri che logicamente, naturalmente e comprensibilmente continueranno ad emanare leggi buone solo per loro …

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