lunedì 29 aprile 2013


di Vanja
LA NOTIZIA IN PRIMA PAGINA
- volevo colpire i politici - Secolo XIX
- volevo ammazzare i politici - il Mattino
- volevo sparare ai politici -
il Messaggero
- volevo sparare ai politici - la Stampa
- volevo uccidere i politici -La Repubblica
- spari e paura nel giorno del governo - Corriere della Sera
- sangue nel giorno del governo - l'Unità
- il grilletto - il Giornale
- scemi di piombo - Libero

Mentre la repubblica parlamentare di Salò si auto-nominava, si chiamava all'appello e da sola firmava e si dichiarava "presente", ecco arrivare l'inatteso, l'irrazionale, lo psicopatico, il gesto d'un folle, il gesto isolato, il debole sul quale ha vinto la pulsione dell'odio, alimentata dai "populismi" e dalle "demagogie" [Nessuno, nemmeno a sinistra*si è mai sognato di di fare un bel distinguo nella cosiddetta demagogia: Gramsci infatti ne individuava due tipi: una deteriore ed un'altra positiva. Ma ne riparleremo.] 

Il dissenso è quindi violenza, è estremismo, isolato e/o organizzato che sia, il dissenso è barbaro, è infedele, il dissenso è utile e funzionale alla macchina del consenso. Perchè, se come dice il poco letterato Saviano esiste la macchina del fango per singoli o singoli gruppi da sbugiardare, da mettere alla gogna mediatica con un dossier sempre pronto per chiunque, allora esiste pure la macchina del consenso, l'enorme betoniera con cui si cementifica il pensiero comune, lo si immobilizza, lo si mummifica, lo si uccide ma non si dice che è morto: certi bendaggi giornalistici sono in grado di dissimulare la morte, la morte reale in morte apparente ed in vita, la balla di fieno in fascina di grano.

Saviano, ad esempio, ci può essere relativamente utile a comprendere i fenomeni mafiosi dei clan, ma ci è completamente inutile a comprendere i fenomeni politici interni ed internazionali, essendo funzionale al sistema, com'è funzionale un sistema ormonale al tumore prostatico, che d'ormone si nutre e vien nutrito: nelle sue mistificazioni moralistiche sul linguaggio politico "buono" ma senza qualità di sinistra della sinistra* odierna, sulle sinistre-arcobaleno cilene vittime di Pinochet ma mai dei segretari-sovvertitori americani, sul contrapporre il "socialista giolittiano" Turati, già anziano e post-repubblicano al giovane e rivoluzionario e ovviamente "violento" Gramsci, sul mistificare la grande democrazia dello stato israeliano, senza accennare al fatto che sia comandata dalle estreme destre anti-arabe e dalle mafie russe esportatrici di armi, egli già compie l'opera, il capolavoro, il compito che spetterebbe ad ogni buon intellettuale crociano, di insaccare tutto e chi c'è, c'è, chi non c'è è un "pazzo con la bava alla bocca": ecco travestito lo stato parlamentare in un principio eterno, indistruttibile. 

Ma nemmeno il primo Gentile, quello che fu poi ministro fascista dell'istruzione fascista (mentre la Montessori veniva allontanata) arrivò intellettualmente a tanto, si legga "la battaglia delle idee" a pag.4 di questo documento di cui il download- link http://www.2shared.com/document/-mi0FnDx/mdds-on101.html

Ma torniamo un secondo al nostro "pazzo".
Dare dello psicopatico ad un uomo perchè si fa finta di non comprenderne il gesto, cui "gesto incomprensibile" è mistificazione, è copertura, è scudo e fossato per affossare e ristabilire, se ce ne fosse bisogno ancora, i canoni di bene e male, senza peraltro andare "al di là del bene e del male", come diceva Nietzsche e come di quest'ultimo l'aneddoto "i sordi danno del pazzo al danzatore perchè non sentono la musica".

Ma qui gli striscianti non sono sordi, qui si tappano le orecchie, perchè molti degli striscianti pennivendoli sanno bene quale sia il contesto, ne diramano ogni giorno le cifre, i bollettini, la cronaca di guerra, mettono i suicidi, cioè le negazioni degli istinti di sopravvivenza in sesta pagina, quasi fossero "dall'estero", anche se ci fu chi si diede fuoco davanti a Montecitorio; mentre gli attentati alla sopravvivenza, all'integrità del sistema da cui poi originano le pur personali ma generali negazioni degli istinti, sono in prima pagina, con la consona etichetta, criminalizzati non solo nel gesto contro l'autorità, ma pure demoliti dal punto di vista umano, con l'etichetta d'un bigottismo anni '50, quello di psicopatici fuggiti da manicomio. 

E chi li ha creati questi manicomi e sanatori?
Infatti nessuno diceva di quale psicopatia si trattasse: gli sciacalli davano dello psicopatico fino alla prova contraria della smentita d'un familiare, cercando di salvarsi con la formula magica dei "debiti di gioco", di quali, però? Di quelli promossi dallo stato anche a mezzo tv? 

Di quelli che tengono le persone sospese e chine a grattare un quadrato di carta come unico orizzonte futuro, data la ristrettezza sistemica d'orizzonti politici?
E se anche fosse un'avventura isolata di psicopatia, perchè allora si tenta di politicizzarla con strumentali richiami alla morale, al linguaggio, viste le performance passate e recenti del governissimo e nessun richiamo invece, al contesto di devastazione politico-sociale che l'ha procurata? 

Non penserete davvero che basti un "vaffanculo" per armare un uomo seppur depresso? E soprattutto, quanti altri psicopatici conoscete, oltre voi stessi, quanti son emigrati, quanti hanno debiti "legali" con equitalia, eh...ditemi, quanti, compresi magari molti vostri genitori, parenti, figli e fratelli? 

Siamo tutti psicopatici, individualmente tutti potenziali assassini dell'autorità, di cui oggi vediamo l'ultimo atto reazionario parlamentare e come si usa dire "democratico". 

Salò duro 600 giorni, vediamo questa quanto dura, e tenete a mente i gironi delle 120giornate di Pasolini.

Quest'informazione gretta, oscena e pornografica, è utile solo come tappezzeria quando s'imbianca casa. Buona fine.

[...]qui in occidente dobbiamo fare i conti con uno sviluppo più alto del capitalismo: gli ostacoli sono maggiori, la resistenza è più accanita. Il sistema borghese non ha creato soltanto il suo stato repressivo, ma una società civile, ha i suoi centri del consenso, i suoi meccanismi di corruzione e persuasione, una scuola di classe raffinata: pensate ai privilegi corporativi, alle aristocrazie operaie: lo stato non è che una trincea avanzata, dietro c'è tutto un campo trincerato.[...]
[...]apriamo gli occhi: per esercitare il suo dominio, la borghesia non ha sempre bisogno della coercizione, della violenza legale, del terrorismo di stato, come in Italia oggi: per imprigionare milioni di teste usa armi più sottili, dei fili con cui lega Gulliver. 

Da secoli ci ha persuaso e ci persuade ogni giorno che i suoi valori sono valori assoluti: famiglia, educazione, rapporti di lavoro, metodi di lotta politica. L'ideologia borghese ha una risposta pronta per tutto, ed è una risposta che è capace di convincere, di assicurare il consenso, spontaneo, proprio di quelli che sono sfruttati e che sono anche ingannati nei sentimenti, nelle idee, fino al punto di sostenere il dominio dei loro stessi nemici. 

L'egemonia della classe borghese noi la respiriamo meccanicamente, come l'aria, è diventata senso comune nella coscienza di milioni di individui [...] Nino G.

sabato 20 aprile 2013


Sa Defenza condivide la visione esposta de DR. Carboni quando dice:
...oggi necessita progettare la zona franca, fare un business plan, un progetto operativo, nel quale siano previsti tutti i particolari, non ultimo quello dell'occupazione prevista. Cruciale è quindi capire che non è una zona franca di consumo che ci serve , come a Livigno, ma una zona franca alla produzione ed esportazione, come ad esempio a Shannon in Irlanda o più articolata al turismo e all'agroindustria e ai servizi, come nelle Canarie, se si vuole creare un nuovo modello di sviluppo ed uscire dalle macerie attuali e dalla disoccupazione dilagante.

La zona franca delle bancarelle: la Sardegna come Livigno

MARIO CARBONI


La risposta europea alla richiesta del Presidente Cappellacci di inserire la Sardegna nell'Art.3 del Codice doganale europeo al pari di Livigno e Campione d'Italia è stata negativa. 
Non poteva essere altrimenti dato che la Commissione europea nulla può nei riguardi dei territori extradoganali che sfuggono alla sua giurisdizione perché fuori dal territorio doganale europeo. 

Per evitare la cortese bacchettata sarebbe bastato leggere più righe dell'Art.3 del Codice ed approfondire la differenza fra territorio extradoganale e le aree considerate come extradoganali quali sono le zone franche. Infatti si potrebbe supporre che il confine politico di uno Stato coincida con il suo territorio doganale ma così non è. 

All'interno del territorio doganale europeo esistono invece territori parte del territorio politico di Stati membri come Danimarca, Germania, Spagna,Francia ed Italia, che non fanno parte del loro territorio doganale e sono territori extradoganali. 

Puntualmente elencati nell'art. 3 del Codice doganale europeo essi sono: le isole Færøer e la Groenlandia, l'isola di Helgoland e il territorio di Büsingen, Ceuta e Melilla, Saint-Pierre e Miquelon e Mayotte,Livigno e Campione d'Italia. 

Il Codice doganale europeo oltre a questi territori che sono posti fuori dalla linea doganale europea non soggetti alle sue norme doganali e considerati come territori esteri e appunto extradoganali de factoprevede che vi siano altri territori denominati zone franche che fictio iuris sono solo considerati come posti fuori dalla linea doganale europea .

Le zone franche sono previste dal Codice doganale europeo nell'articolo 167 ove si precisa che solo gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale della Comunità a zona franca o autorizzare depositi franchi. 

Ai territori elencati nell'Art.3 ed ai previsti nell'Art. 167 corrisponde una diversa situazione giuridica. Nei primi che sono extradoganali per loro natura, di fatto totalmente sottratti alla giurisdizione giuridica doganale dello Stato a cui politicamente appartengono sono consentiti l'uso ed il consumo di merci estere in franchigia di dazio. 
Nei secondi ove insistono le zone franche, tutte le attività sono sottoposte ad una giurisdizione limitata perché assimilati ai territori extradoganali per finzione di legge, sono vietati l'uso ed il consumo delle merci estere in franchigia di dazio se non previsto nelle loro leggi istitutive. 

Confondere queste due differenti fattispecie di zone extradoganali e non capirne la genesi e le differenze può portare a gravi errori e confusioni. 
Delle prime indicate nell'art.3 del Codice doganale europeo bisogna conoscerne le particolari condizioni storiche che le hanno originate, le posizioni geografiche, i rapporti interstatali e confinari nei quali sono inserite, gli esiti di antichi rapporti coloniali e gli irrisolti problemi di decolonizzazione, senza confonderle con le zone franche che sono tutt'altra cosa. 

Questa confusione ha raggiunto livelli dannosi in Sardegna con l'idea, sbagliata e limitativa, diffusa recentemente nel prefigurare la zona franca sarda come assimilabile alle condizioni di Livigno e Campione d'Italia, Comuni rispettivamente di 6.068 e 2.121 abitanti, mentre la Sardegna durante l'estate supera i due milioni. 

Su Livigno e Campione come ideale di zona franca, corrono anche diverse leggende metropolitane diffuse per mirare in Sardegna non a una zona franca di sviluppo, che aumenti il PIL, gli investimenti, le esportazioni, l'occupazione e il benessere, ma per prospettare una zona franca delle bancarelle che aumenterebbe la sua dipendenza dall'esterno, il sottosviluppo e la disoccupazione. 

Ciò che per questi due particolarissimi Comuni è stata una medicina per la Sardegna sarebbe un veleno mortale.


giovedì 18 aprile 2013


I paesi emergenti creeranno la loro Banca per lo Sviluppo e la propria agenzia di rating per fermare la dittatura del FMI e della Banca Mondiale
I BRICS rompono le loro catene
Pepe Escobar 
Tradotto da  Diana Garrido

I report sulla morte prematura dei BRICS (Brasile, Russia, India e Sudafrica) sono stati grandemente esagerati, i media delle corporazioni occidentali rendono dichiarazioni assurde come questa, perpetrata, in questo caso, dal capo di Morgan Stanley Investment Management.
La realtà è diversa, il vertice BRICS, che ha avuto luogo a Durban (Sudafrica) martedì scorso (26 marzo, ndr), aveva tra gli obiettivi quello della creazione della propria agenzia di rating del credito, anche quello di emarginare la dittatura (o per lo meno le “agende interessate”, nel linguaggio diplomatico di Nuova Delhi) come quella di Moody’s insieme a Standard & Poor’s. Inoltre, concretizzare il progetto della creazione della Banca per lo Sviluppo BRICS, la quale conterà su un capitale iniziale di 50 miliardi di dollari. Rimangono solo da ultimare i dettagli strutturali, lo scopo principale della suddetta banca è di sostenere progetti di infrastruttura e sviluppo sostenibile.





L’aspetto più importante consiste nel fatto che tanto gli USA che l’Europa sono fuori dalla Banca del Sud, che è considerata un’alternativa concreta alla Banca Mondiale gestita dall’Occidente e dal sistema di Bretton Woods, specialmente l’India ed il Brasile sono particolarmente interessati a sostenere questo progetto.

Come ha affermato Jaswant Singh, ex ministro delle finanze Indiano, una tale banca per lo sviluppo, per esempio potrebbe incanalare il know-how di Pechino con il fine di aiutare a finanziare le necessità generate dall’infrastruttura indiana.

Le enormi differenze politiche ed economiche tra i BRICS sono evidenti, però man mano che crescono come gruppo, la questione principale non è se dovrebbero salvare l’economia globale della continua crisi del capitalismo da casinò.

La questione principale è che, oltre alle misure per facilitare il commercio reciproco, i loro interventi diventano ogni volta più politici, visto che i BRICS non solo estendono il loro potere economico ma adottano misure concrete che portano verso un mondo multipolare. Il Brasile è particolarmente entusiasta al riguardo.

Inevitabilmente, i soliti fanatici atlantisti del consenso di Washington, non riescono – in maniera miope – a vedere altro che “i BRICS chiedono riconoscimento da parte delle potenze occidentali”.

Ovviamente i problemi ci sono. La crescita economica del Brasile, della Cina e dell’India ha subito un rallentamento. Mentre la Cina, per esempio, era diventata il principale socio commerciale del Brasile (ancora prima degli USA) i settori più importanti dell’industria brasiliana hanno sofferto per la concorrenza dell’economica manodopera cinese.

Alcune prospettive a lungo termine sono inevitabili. I BRICS avranno più incidenza di fronte al Fondo Monetario Internazionale. E uno degli aspetti fondamentali è che per gli scambi commerciali useranno le loro proprie monete, includendo uno yuan globalmente convertibile, allontanandosi dal dollaro USA e dal petrodollaro.


La frenata cinese
Jim O’Neil, di Goldman Sachs, è colui che ha dato nel 2001 il nome di BRIC a questo gruppo (all’epoca non ne faceva parte il Sudafrica) e risulta interessante sapere qual è la sua opinione al riguardo.

O’Neil segnala che anche se la Cina è cresciuta economicamente “solo” del 7,7% nel 2012 “ha creato, in 11 settimane e mezza, l’equivalente dell’economia greca”. Il rallentamento della Cina è stato “strutturale e ciclico”, un ciclo pianificato per riuscire a controllare il riscaldamento e l’inflazione.

Lo slancio dei BRICS fa parte di una tendenza globale, la maggior parte è stata decifrata in un recente rapporto del Programma di Sviluppo dell’ONU. Il risultato finale: il Sud globale sta superando ad una velocità vertiginosa il Nord nella gara economica.

Secondo il report “questa è la prima volta negli ultimi 150 anni che il PIL complessivo dei 3 paesi economicamente più forti tra i cosiddetti paesi in via di sviluppo (il Brasile, la Cina e l’India) è approssimativamente uguale al PIL complessivo delle antiche potenze del Nord”.

In conclusione si può sostenere che “la crescita del sud sta cambiando radicalmente il mondo del XXI secolo dove le nazioni del 2° mondo promuovono una crescita, strappando centinaia di milioni di persone dalla povertà e spingendo molte altre persone verso una nuova classe media globale”.

E proprio al centro di questo processo troviamo un’epopea eurasiatica: lo sviluppo dei rapporti strategici fra la Russia e la Cina.


Si tratta sempre del Pipelineistan (1)
Il presidente russo Vladimir Putin non vacilla, vuole condurre i BRICS ad “un meccanismo di cooperazione strategico e complesso che ci permetta di cercare nell’insieme le soluzioni di problemi chiavi della politica globale”.

Questo implicherà una politica estera comune tra i BRICS e non soltanto un coordinamento selettivo su determinati aspetti. Porterà via un po’ di tempo, sarà difficile e Putin lo sa perfettamente.

Ciò che rende gli avvenimenti ancora più affascinanti è che Putin ha approfittato della visita del nuovo presidente cinese Xi Jiping per fare presenti le sue idee, ed ha voluto sottolineare che i rapporti fra la Russia e la Cina sono in questo momento “i migliori della storia” di questi due paesi, da secoli.

Non è certamente una cosa gradita dagli atlantisti egemonici, che sono ancora desiderosi di inquadrare il rapporto in termini di Guerra Fredda.

Xi ha risposto nei seguenti termini: “non siamo venuti a passeggiare” e bisogna aspettare finché la creatività cinese comincerà a dare i risultati.

Inevitabilmente il Pipelineistan è al centro del primordiale rapporto complementare dei BRICS, la necessità del petrolio e del gas russo.

Per la Cina è un argomento di sicurezza nazionale. La Russia vuole vendere e lavora sia sulla quantità che sulla qualità superando le vendite dell’occidente. Inoltre la Russia apprezzerà straordinariamente le inversioni cinesi sul suo Lontano Ovest, l’enorme regione del Trans-Baikal.

In ogni caso il “pericolo giallo” non sta prendendo il sopravvento in Siberia, come piacerebbe all’Occidente. Solo 300.000 cinesi vivono in Russia.

Una conseguenza diretta del vertice Putin-Xi è che d’ora in poi Pechino pagherà in anticipo il petrolio russo - in cambio la Cina chiede di essere coinvolta in una serie di progetti ad esempio nello sfruttamento congiunto da parte di CNPC (cinese, ndr) e Rosneft (russa, ndr) dei giacimenti off shore nel mare di Barents ed altri giacimenti del territorio russo.

Gazprom, da parte sua, ha chiuso un accordo di gas con CNPC: 38.000 milioni di metri cubici annualmente concessi dal gasdotto Espo della Siberia a partire del 2018. E alla fine del 2013 i cinesi firmeranno un contratto con la Gazprom, che riguarderà forniture di gas per i prossimi 30 anni.

Le ramificazioni geopolitiche sono enormi. L’importazione di grandi quantità di gas russo aiuta Pechino a sfuggire gradualmente dal suo dilemma di Malacca e Ormuz – per non parlare dell’industrializzazione delle provincie interne altamente popolate e dipendenti dall’agricoltura, dimenticate nel periodo del boom economico.

In questo modo il gas russo si è adeguato al piano maestro del Partito Comunista cinese: configurare le provincie interne come una base di fornitura per la classe media cinese di 400 milioni sempre più ricca, urbanizzata, con maggiore incidenza sulla costa dell’est.

Putin ha sottolineato che non considera i BRICS “un concorrente geopolitico per l’Occidente”, è stato l’argomento decisivo; la smentita ufficiale conferma che è vero. Durban può consolidare proprio l’inizio di tale concorrenza. Non c’è bisogno di dire che le potenze occidentali – anche se sono impantanate nella recessione e nella bancarotta - non cederanno i loro privilegi senza combattere ferocemente.





Per concessione di Come Don Chisciotte

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.phpname=News&file=article&sid=11711
Fonte: http://www.atimes.com/atimes/World/WOR-01-260313.html

mercoledì 17 aprile 2013


Oro e Cipro, i due "gialli" che interessano anche l'Italia

Mauro Bottarelli 
www.ilsussidiario.net 


EUROPA SOLIDALE

Ci siamo, la sciarada - come in “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler - sta per concludersi.

 Due dei principali consiglieri economici di Angela Merkel, i professori Lars Feld e Peter Bofinger, hanno dichiarato nel corso del fine settimana che i paesi in difficoltà dovrebbero pagare di più per il loro salvataggio, ovvero reso mantra quanto da giorni circolava sottotraccia: nei paesi del Mediterraneo ci sono abbastanza patrimoni privati e immobiliari per coprire i costi dei programmi di risanamento. 

In un afflato quasi comunista, il professor Bofinger ha dichiarato: «I ricchi dovranno cedere parte del loro benessere nei prossimi dieci anni», intendendo per ricchi paesi come l’Italia e Cipro. 

I due economisti, membri del Council of Economic Experts, meglio noto anche come “I cinque saggi”, hanno insomma lanciato il macigno nello stagno, facendo intendere chiaramente quale sarà uno degli argomenti principali della campagna elettorale di settembre. 

 Parlando allo Spiegel, il professor Bofinger ha anche dichiarato come utilizzare l’arma del prelievo forzoso sui conti ciprioti sia stato un errore ma non perché la libera circolazione dei capitali e l’intangibilità dei depositi sono tutelati dall’Europa a livello statutario, bensì perché «i ricchi nel sud Europa aggirano questa pratica spostando i loro soldi nella banche dell’Europa del Nord». 

Immediato gli ha fatto eco il professor Feld, forte del recente studio della Bce in base al quale i cittadini dei paesi in crisi sono più ricchi di quelli tedeschi: «Questo dimostra come la Germania faccia bene a tenere una linea oltranzista». 

 Stando all’Eurotower, la ricchezza media a Cipro è di 267mila euro, contro i 51mila in Germania, dove solo il 44% dei cittadini è proprietario di casa e moltissima gente non ha di fatto alcuna proprietà. 

Altri dati, parlano di livelli medi di 183mila euro in Spagna, 172mila in Italia e 102mila in Portogallo. 

Insomma, il Club Med batte in ricchezza pro capite media i Paesi con rating AAA. 

Ora, permettetemi un salto logico: perché l’oro cala, scendendo ai minimi da due anni, addirittura sotto quota 1400 dollari l’oncia, nonostante le continue turbolenze sui mercati che dovrebbero sostenere verso l’alto la quotazione del bene rifugio per antonomasia? Il peggio della crisi è passato? Primo effetto collaterale del diluvio di denaro giapponese sui mercati? 

No, si sta già prezzando il surplus di offerta che giungerà da investitori sovrani a garanzia di nuovi pacchetti di salvataggio, oro che le banche centrali dei paesi forti compreranno al volo e a prezzo ribassato, stante il calo di questi giorni. 

Timing perfetto od operazione a tavolino, tanto che più di una grande banca d’affari aveva previsto la correzione al ribasso? 

 Venerdì scorso l’Eurogruppo ha dato il via libera ai 10 miliardi di aiuti per Cipro, la prima tranche dei quali dovrebbe essere sbloccata già a metà maggio, ma, non si sa perché, a Nicosia hanno ben poco di cui stare allegri. 

Prima si sono visti imporre il prelievo forzoso sui conti correnti sopra i 100mila della Laiki Bank e della Bank of Cyprus, misura che non ha colpito né le banche straniere alla ricerca di alti rendimenti, né gli oligarchi russi, bensì medie aziende e la stessa Università di Cipro. 

Venerdì, poi, hanno scoperto che dovranno vendere i tre quarti delle loro riserve auree come misura per concorrere all’abbattiment o del debito: era scritto nero su bianco su minute preparatorie dell’Eurogruppo di cui è entrata in possesso la Reuters. 

 Cosa significhi questo è chiaro: primo, ormai Cipro non ha più sovranità e lo ha detto chiaro e tondo il governatore della Banca centrale di Nicosia nel tardo pomeriggio di venerdì. 

Secondo, quando un domani Nicosia vorrà - o dovrà - dire addio all’eurozona, sarà decisamente più difficile farlo senza sufficienti riserve auree a parziale garanzia della nuova valuta. 

La clausola 29 del documento è molto chiara: «Vendita di riserve auree in eccesso. Le autorità cipriote si sono impegnate a vendere il quantitativo in eccesso delle riserve auree di proprietà della Repubblica. Si stima che questo genererà un’entrata una tantum di 400 milioni di euro». 

Né la Banca centrale cipriota, né i funzionari sapevano però niente della misura: chi ha preso la decisione, quindi? 

Misteri dell’eurozona, dove le cose si materializzano senza paternità, salvo poi scoprire come sia stata la Bce a imporre la misura all’Eurogruppo per vedersi ripagati in parte i soldi del programma di liquidità d’emergenza Ela da parte della Banca centrale cipriota. 

 Oltretutto, al netto dei 10 miliardi sbloccati, i costi per il salvataggio sono già saliti dai 17 miliardi iniziali ai 23 attuali e l’onere di trovare i 6 miliardi extra ricadrà interamente su Cipro, la Germania e il Fmi sono stati netti sulla questione. 

Di più, il governo si aspetta una contrazione dell’economia del 13% quest’anno, ma Megan Greene della Maverick Intelligence teme che il dato sarà ben peggiore, vista la portata dell’austerity che sta per abbattersi sull’isola: «Per Cipro sarebbe meno doloroso un amichevole divorzio dall’eurozona», ha dichiarato. 

Certo, per tutti gli eurocrati quello di Cipro è un “caso unico”, ma se così non fosse preme ricordare i tre precedenti che la lezione impartita a Nicosia dall’Ue ha generato: prelievi forzosi sui conti correnti, controlli sul capitale e ora, di fatto, confisca (o vendita forzata, se vi piace di più) delle riserve auree. 

Quando un domani non troppo lontano toccherà all’Italia scendere a patti con la troika per essere salvata, pensate che Cipro resterà un “caso unico” o il risparmio privato più alto d’Europa, l’immenso patrimonio immobiliare dello Stato e la quarta riserva aurea del mondo (circa 2500 tonnellate, prima di Roma solo Usa, Germania e Fmi) faranno troppa gola ai salvatori dell’Eurozona? 

 Prima dell’Italia, però, potrebbe esserci il Portogallo e temo che l’intervento sulle riserve auree sia un chiaro indizio del fatto che Lisbona avrà bisogno non solo di più tempo ma anche di un secondo salvataggio. E non sarà un free lunch. 

La nazione, infatti, è impantanata in una trappola debitoria spaventosa, la contrazione economica è molto più profonda di quando preventivato, grazie alle politiche di austerity che la Corte costituzionale ha bocciato questa settimana, innescando la volontà di rappresaglia di Bruxelles. 

Lisbona dovrà finanziarsi per 14,1 miliardi l’anno prossimo e per 15 miliardi nel 2015, il 30% in più di quanto necessario quando scoppiò la crisi nel 2011. Insomma, i 78 miliardi di salvataggio non bastano, la situazione è più grave: la ratio debito/Pil raggiungerà il 124% quest’anno e il carico per il finanziamento e il servizio del debito continuerà a salire almeno fino al 2017. 

L’unico settore che traina è l’export, peccato che conti solo per il 30% del Pil, quindi non riesca a compensare la devastante contrazione della domanda interna. Il deficit è al 6% del Pil, mentre il debito esterno è pari al 300% del Pil. 

In compenso, grazie ai metodi poco urbani di Salazar, il Portogallo ha 382 tonnellate di riserve auree, le quattordicesime al mondo, più di Gran Bretagna (grazie a Gordon Brown che lo svendette quando le quotazioni erano ai minimi) e Spagna. 

Se, come appare ormai ovvio, il Portogallo avrà bisogno di un altro salvataggio, pensate ancora che Cipro resterà un “caso unico”? Altro che oro per la patria, qui è oro per la Bce. E per le elezioni della Merkel. P.S.: Un po’ di timing, tanto per farvi capire meglio. 

Venerdì scorso, giorno dell’Eurogruppo , il mercato futures dell’oro di New York ha aperto con una monumentale vendita di 3,4 milioni di once, circa 100 tonnellate in contratti futures sul mese di giugno. Guarda caso, questo shot iniziale ha portato l’oro a 1540 dollari l’oncia, di fatto il livello di supporto per molti traders. 

Nei 30 minuti seguenti, sono state vendute altre 10 milioni di once, circa 300 tonnellate, un timing perfetto per impattare sul mercato più liquido, quello di New York e per fare sentire lo scossone su altri mercati chiave esteri, come Londra, che in quel momento era aperta al trading. Insomma, in un’ora è stato venduto il corrispettivo del 15% della produzione annuale mineraria d’oro: chi e perché ha fatto partire quell’ordine destabilizzante venerdì? 

Chi è talmente short sull’oro da aver guadagnato una fortuna venerdì scorso e ancora ieri e chissà per quanto ancora? 

Chi beneficerà del calo del prezzo d’oro, ora che molti paesi potrebbero vedersi costretti a intervenire sulle riserve per finanziare i loro salvataggi, garantendosi acquisti a prezzo di saldo? 

Scusate, ma io alla bolla aurea e allo tsunami giapponese non ci credo.

ORUM EUROPEUM MORTEM CIPRUM EST

lunedì 15 aprile 2013


15 aprile, ore 10, SIT-IN mensile, Cagliari Piazza Carmine
fronte sede rappresentanza del Governo

VERITA’ e GIUSTIZIA 
per gli uccisi da veleni di guerra e di poligono 
  FERMARE la STRAGE di STATO
Cade un altro tabù sui crimini di Stato nel Salto di Quirra (Pisq):
approfittare del disastro ambientale per potenziare il poligono.

L’intervento della Procura e del Gip di Cagliari - sequestro delle piste del Pisq, il generale comandante indagato - conferma le nostre previsioni. La messa in sicurezza delle aree dove la contaminazione è ampiamente dimostrata e ammessa persino dalle Forze Armate, imposta dalla Procura di Lanusei, è stata distorta e indirizzata, sostiene la Magistratura, a “fini ben diversi da quelli di tutela della salute”.  l’intuito popolare indica questi fini: predisposizione delle opere di costruzione della “Pista tattica multifunzionale”, altrimenti detto la costruzione ex novo dell’aeroporto militare, annoso progetto sempre respinto dalla popolazione, funzionale al potenziamento del poligono e all’incremento delle attività belliche. In Italia, variegati pezzi di Stato sono da sempre maestri nella turpe arte di usare e/o provocare disastri ambientali per trarre profitti per sé e per pochi a discapito della collettività. La Protezione Civile guidata da Bertolaso è solo la scuola più nota.

La  Procura di Cagliari ha messo in luce la bieca volontà di vertici militari, ministri della Difesa, Governi - sostenuti dalle truppe degli ascari sardi desiderosi di droni, i robot assassini volanti da aggiungere agli aerei di guerra scorrazzanti nei cieli della Sardegna - di raggirare, piegare ai loro scopi, trarre vantaggi dal terremoto originato dall’eruzione delle verità nascoste, i crimini e scempi del Pisq documentati dalla Procura di Lanusei. L’appropriazione militare di strade comunali, spacciata come finalizzata alla tutela della salute pubblica, è ancora oggetto d’indagine. Sono scandalosamente nude le manovre per approfittare del disastro ambientale, ormai non più occultabile, volgendolo in occasione di espansione e consolidamento del poligono della morte, garanzia della sua intangibilità.

Indigna il coro osannante la “radicale bonifica” sbandierata dai politicanti, fatta sistemando recinzioni e cartelli di divieto d’accesso.
 Ripugna la tracotanza, la certezza dell’immunità, di farla franca, di farsi beffe della legalità, di riuscire ad affossare il lavoro della Procura di Lanusei, d’impedire il rinvio a giudizio e lo svolgimento del processo. A Lanusei, il prossimo 22 aprile, il gup Nicola Clivio, dovrà accogliere o respingere la richiesta del pm Fiordalisi affinché ordini “ l’ immediato sequestro probatorio dell’area demaniale del Poligono Salto di Quirra con blocco di ogni attività militare nelle aree ad alta intensità militare fino al giorno in cui il Perito nominato dal Giudice completerà i “nuovi” campionamenti”,  l’ennesima indagineinutile ai fini dell’accertamento dei reati contestati, utile però a procrastinare la scomoda decisione di rinviare a giudizio gli indagati eccellenti. Realisticamente il PM valuta che la perizia decisa dal Giudice “difficilmente potrà impiegare un tempo inferiore ai due o tre anni “ e calcola che per almeno otto dei venti indagati scatterà la prescrizione. 


Ferisce il servilismo e/o l’insipienza delle Autorità locali scattate sull’attenti, prima, per avvallare il Piano di Monitoraggio truffa (2008-11) messo sotto accusa dalla Procura di Lanusei, poi, nella conferenza dei servizi, per coprire con il silenzio e l’inerzia lo scempio delle piste abusive e l’inganno della “messa in sicurezza” incriminati dalla Procura di Cagliari.

Registriamo l’ennesimo atto criminoso dello Stato italiano, perpetrato tramite “il servitore dello Stato” Comandante del Pisq, mirato a rinsaldare e perpetuare la schiavitù militare della Sardegna, il ruolo di campo di guerra e campo di sterminio del popolo sardo dove la legalità è sospesa.

Noi non cessiamo di esigere che il Governo assuma le sue responsabilità, l’obbligo di porre fine e riparo al disastro ambientale e alla strage provocata dalle devastanti attività militari, adotti con urgenza le misure sintetizzate nello slogan portante del sit in mensile e degli incontri con il rappresentante del Governo, l’acronimo
 SERRAI (CHIUDERE)

      S      Sospensione delle attività dei poligoni dove si sono registrate le patologie di guerra;
      E      Evacuazione dei militari esposti alla contaminazione dei poligoni di Teulada, Decimomanno-Capo Frasca, Quirra
     R      Ripristino ambientale , bonifica seria e credibile delle aree contaminate a terra e a mare;
      R      Risarcimento alle famiglie degli uccisi, ai malati, agli esposti, Risarcimento al popolo sardo del danno inferto all’isola.
     A      Annichilimento , ripudio della guerra e delle sue basi illegalmente concentrate in Sardegna in misura iniqua;
  I        Impiego delle risorse a fini di pace. 


Comitato sardo Gettiamo le Basi , tel 3467059885; 

Famiglie militari uccisi da tumore, tel 3341421838 

Comitato Amparu (Teulada) 3497851259; 

Comitato Su Sentidu (Decimo) 3334839824 ;




sabato 13 aprile 2013


di Andrea Terzi- da ilpunto.it
Chi la settimana scorsa si aspettava da Mario Draghi l’annuncio di un Piano B per rimettere in moto l’economia europea è rimasto deluso. A chi gli chiedeva se la Banca Centrale Europea non sia per caso in grave ritardo rispetto all’attivismo dei suoi colleghi americani e giapponesi, Draghi ha replicato difendendo l’operato della Bce sulla base di due principali argomenti:
a) il successo dell’Omt (Outright Monetary Transactions) e
b) i vincoli di mandato della BCE.
Annunciato da Draghi nell’estate del 2012, l’Omt non è mai stato attivato, e può apparire singolare che Draghi lo consideri «lo strumento più potente» della politica monetaria della Bce. Ma il motivo è evidente: esso rappresenta quella potenza di fuoco che con l’intensificarsi della crisi era stata auspicata da un crescente numero di osservatori (1) e il suo inserimento tra le munizioni della Bce ha avuto effetti positivi sui differenziali di rendimento, le borse, la volatilità, contrastando con successo il “redenomination risk”, ovvero il premio per il rischio di possibili uscite dall’euro.
Quanto al vincolo di mandato all’interno del quale la Bce è chiamata ad operare, mi pare che per comprendere meglio il quadro concettuale di riferimento di Draghi sia utile considerare le conclusioni di un recente studio della Bce (2) in cui gli autori paragonano la crisi iniziata nel 2010 a quella del 1931. Allora, al posto della Grecia, o della Spagna, o di Cipro, c’era la Germania.

Il rischio è ripetere la crisi tedesca del ‘31

La  “madre di tutti i mandati” di una banca centrale è massimizzare il benessere sociale di lungo periodo. L’autorità monetaria deve quindi poter disporre degli strumenti che consentono di contrastare efficacemente le crisi di liquidità che minando la fiducia nelle banche e nei titoli di stato compromettono la solvibilità di ogni altro debitore privato e pubblico. Nessun’altra istituzione può disporre dello stesso potere di cui gode il produttore monopolista della moneta. Eppure, come sostengono gli stessi autori, a mettere in difficoltà la banca centrale nel prefiggersi tale compito può essere la presenza di obblighi di natura giuridico-istituzionale, quali:
- una parità fissa obbligata (con l’oro o con valute straniere),
- i requisiti minimi sul collaterale nei prestiti concessi alle banche,
- i limiti al volume dell’indebitamento concesso alle banche e
- i limiti al finanziamento dei debiti di stato.
Nell’elenco qui sopra ogni osservatore della crisi europea riconoscerà i vincoli di cui si è molto discusso. In particolare, come spiegano i ricercatori della Bce, i limiti al finanziamento degli stati costringono le banche a diventare prestatrici di ultima istanza degli stati, ma ciò a sua volta mette in moto un “circolo diabolico” tra solvibilità degli stati, solvibilità delle banche ed economia reale. Come è regolarmente accaduto.
La Reichsbank, nel 1931, la sfida la perse. E, come scrivono gli autori, i motivi che impedirono alla Reichsbank di agire furono gli impegni interni e internazionali che il presidente Luther non volle rompere, confidando che sarebbe riuscito a sanare la situazione in tempo utile. Sappiamo invece che la Bce questa sfida l’ha fin qui vinta grazie alle tempestive decisioni in materia di:
- finanziamento illimitato alle banche (ovvero le aste a tasso fisso e piena assegnazione),
- ampliamento della lista del collaterale, e
- Omt, che Draghi ha difeso di fronte al Bundestag spiegando che non contiene alcuna minaccia per l’inflazione.
Nell’ottica del confronto con la Germania del 1931, la Bce ha dunque evitato l’esito funesto della crisi interpretando correttamente il proprio mandato istituzionale di assicurare la sopravvivenza della moneta senza venir meno alla stabilità dei prezzi.

Il Piano C

Ma allora perché, dopo aver affrontato con successo le spinose questioni di cui sopra, Draghi fa ancora riferimento ai vincoli all’interno dei quali la Bce è chiamata ad operare? Mi pare che lo studio citato offra un’interessante chiave interpretativa.
Discutendo il caso dell’eurozona, gli autori sottolineano due particolari limiti operativi con possibili riflessi depressivi sull’economia reale: non solo l’assenza di un’unione bancaria ma anche quella di Eurobonds. I titoli di debito di ciascuno stato, spiegano gli autori, sono legati ai destini dei singoli paesi e, come accadde nella Germania del 1931, il divieto di finanziamento del debito costringe lo stato a ridurre il proprio fabbisogno mettendo in atto politiche di austerità che finiscono per prostrare l’economia senza poter contribuire alla soluzione del problema.
Draghi ha dunque ragione quando afferma che la Bce non può offrire un Piano B per l’economia reale. È l’Europa politica che dovrebbe proporre un Piano C che comprenda non solo l’unione bancaria, ma anche la creazione di un mercato di titoli europei e una decisa svolta verso la fine dell’austerità nell’eurozona.
Sull’unione bancaria Draghi ha parlato forte e chiaro. Forse dovrebbe fare altrettanto per richiamare l’Europa alle proprie responsabilità, la più grave essendo quella di aver messo in moto una devastante politica pro-ciclica che assomiglia troppo a quella della Germania di 80 anni fa, quando la Reichsbank, convinta che il disastro si sarebbe potuto evitare, traghettò il proprio paese e l’Europa tutta verso la tragedia della dittatura e della guerra.
Certo, non ci si può aspettare molto dai leader europei che hanno prodotto il pasticcio di Cipro, senza contare l’assenza forzata dal palcoscenico europeo di uno stato fondatore senza un governo nel pieno delle proprie funzioni. Ma è anche per questo che Draghi, oltre ai moniti sulle riforme strutturali e sui bilanci dei singoli stati, dovrebbe volere affrontare anche questa emergenza, che mettendo a repentaglio l’economia reale, tiene quella monetaria sul filo del rasoio. Sembra che i ricercatori della Bce lo abbiano ben compreso.
*Docente di Economia, Franklin College e Università Cattolica
(1) Ad esempio, su LaVoce, A. Terzi, Il grande bazooka della BCE, 21.11.2011
(2) Ulrich Bindseil and Adalbert Winkler, Dual liquidity crises under alternative monetary frameworks: a financial accounts perspectiveECB, Working Paper Series, NO 1478, October 2012

giovedì 11 aprile 2013

A distanza di anni, era il 2009, si vede in questo articolo di Ellen Brown un futurismo ed un'attualità avvincenti che ti portano dritto nella realtà che viviamo tutti i giorni quì da noi ed ovunque. 
E' sicuramente un trattato che apre gli occhi che sebbene sia datato è sempre più presente e dolente nel non aver capito prima che il capitale e le sue propagazioni elitarie hanno indotto il mondo ad una grande fattoria dove tutti sono servi del DUCE imperante: la FINANZA.
Sa Defenza

Come il GRANDE FRATELLO DI BASILEA:
IL Financial STABILITY BOARD minaccia Le SOVRANITÀ NAZIONALE


Bank for International Settlements



Sepolta a pagina 83 delle 89 pagine del rapporto sulla riforma della regolamentazione finanziaria «Report on Financial Regulatory Reform»  dal governo degli Stati Uniti il ​​17 giugno è una raccomandazione che il nuovo Financial Stability Board rafforzare e istituzionalizzare il suo mandato di promuovere la stabilità finanziaria globale. 

La stabilità finanziaria è un obiettivo degno, ma il diavolo è nei dettagli. Il nuovo Grande Fratello globale è basato presso la Bank for International Settlements  un istituzione controversa che decide cosa si possa e non si possa fare nel settore finanziario, il che solleva molti dubbi tra i cauti. . . .

"Grande Fratello" è il termine usato da George Orwell nel suo romanzo classico 1984 per lo stato totalitario che si blocca in posizione durante l'anno del suo titolo. Perché ha scelto quel particolare anno è poco chiaro, ma una teoria è che lui faceva eco Jack London è "The Iron Heel" , che racconta l'ascesa di una tirannia oligarchica negli Stati Uniti.

Nel libro di London  immaginaria città delle meraviglie della oligarchia, alimentato dai lavoratori oppressi, doveva essere completato entro il 1984. Orwell ha fatto eco anche le immagini di
quando ha descritto il futuro sotto il Grande Fratello come - In "un stivale che schiaccia una faccia umana per sempre.Nel libro "Secret Records Revealed: The Men, the Money, and the Methods Behind the New World Order(1999), il dottor . Dennis Cuddy ha chiesto:

"Lo stivale, potrebbe essere il nuovo palazzo da 18 piani della Bank for International Settlements (BIS) completato nel 1977 a Basilea, Svizzera, e proprio di quella forma? '?"

La forma di stivale come l'edificio è abbastanza strano essere stimolante (vedi foto), ma più inquietante è la descrizione dal Dr. Carroll Quigley del ruolo centrale assegnato alla BIS per mettere il potere finanziario nelle mani di pochi privati. Professor Quigley, che fu mentore di Bill Clinton alla Georgetown University, ha affermato di essere un insider ed evidentemente conosceva il suo soggetto. Ha scritto in Tragedy and Hope (1966):

"[I] l potenti del capitalismo finanziario avevano un altro obiettivo di vasta portata, niente meno che di creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private capace di dominare il sistema politico di ogni paese e l'economia del mondo nel suo complesso. Questo sistema doveva essere controllato in un modo feudale dalle banche centrali del mondo che agissero di concerto, tramite accordi segreti , grazie a  frequenti incontri privati ​​e conferenze. Al'vertice del sistema doveva essere la Banca dei Regolamenti Internazionali (Bank for International Settlements) (BIS) a Basilea, Svizzera , una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali mondiali, esse stesse corporazioni private ".

Questo ci aiuta a darci una spiegazione dell’allarme che risuonò fra gli osservatori quando ad aprile (2009) il Presidente Obama firmò il collegamento della BIS con il nuovo Financial Stability Board (FSB). Quando i leader del G20 riuniti a Londra il 2 aprile 2009, hanno deciso di ampliare i poteri del vecchio Financial Stability Forum (FSF) in questo nuovo Consiglio. La FSF è stato istituito nel 1999 per servire in veste meramente consultivo dal G7 (un gruppo di ministri delle finanze formata dai sette paesi più industrializzati). Il presidente della FSF è stato il
General Manager della BIS.. Il nuovo FSB è stata ampliato per includere tutti i G20 iscritti (19 nazioni più l'Unione europea). Il G20, formalmente chiamato il "Gruppo dei Venti Ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali," è stato, come il G7, originariamente creato come un forum finalizzato alla cooperazione e la consultazione sulle questioni relative al sistema finanziario internazionale. Ma il suo nuovo Financial Stability Board era assetato  imponendo "obblighi" e "impegni" ai suoi membri.

L'oscuro Financial Stability Board

Il Report on Financial Regulatory Reform rilasciata dall'amministrazione Obama il 17 giugno comprende una raccomandazione che l'FSB "rafforzare" e "istituzionalizzare" il suo mandato. Qual è il mandato del FSB, quali sono i suoi poteri ampliati, e che è in carica?

Un articolo del The Guardian di Londra affronta questi problemi in domande e risposte:

Chi gestisce i controllori? Il Financial Stability Forum, presieduto da Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia. La segreteria ha sede presso la Banca dei Regolamenti Internazionali (Bank for International Settlements) con 'sede a Basilea, in Svizzera ".

Draghi era direttore generale del Tesoro italiano dal 1991 al 2001, dove è stato il responsabile  della diffusa privatizzazione (svendita delle aziende di Stato agli investitori privati). Dal gennaio 2002 al gennaio 2006, tuttavia, è stato partner di Goldman Sachs di Wall Street,  altro gruppo controverso. Come già osservato, "basandosi" la collocazione dell’FSB presso le BIS non è un segnale rassicurante, considerando l’oscura e controversa storia della BIS.

La Dr  Cuddy, scrivendo nel 1999, fonti giornalistiche citate descrivono la BRI e i suoi leader dietro le quinte come "una mafia finanziaria... un gruppo segreto... dei baroni della finanza che controllano la fornitura mondiale di denaro "(Washington Post, 28 giugno 1998)," alcuni degli uomini più potenti e meno visibili al mondo... funzionari capaci di spostare miliardi di dollari e cambiare il corso di intere economie con un colpo di penna "(New York Times, 5 agosto 1995); uomini che possono" spostare enormi quantità di denaro da e verso i mercati in un nanosecondo "e "rovesciare i governi con un semplice clic del mouse" (della ABC "Nightline", 1 luglio 1998). 

Cosa faranno i nuovi controllori? L'autorità di regolamentazione  monitorano i rischi potenziali per l'economia. . . collaborerà con il Fondo monetario internazionale FMI, con sede a Washington organismo che controlla la salute finanziaria delle nazioni, concedendo prestiti in caso di necessità. . . . "

Il FMI è un'organizzazione bancaria internazionale che è anche essa discutibile. accusata da Joseph Stiglitz , ex capo economista della Banca Mondiale (World Bank),di aver incastrato deliberatamente i Paesi del Terzo Mondo in una trappola del debito dalla quale non usciranno mai. I debitori non in grado di pagare sono imbrigliati in clausole che impongono loro, per onorare comunque il debito, la svendita dei beni statali agli investitori privati.
  
" Che cosa controllano questi controllori?
Tutte le istituzioni, gli strumenti ed i mercati finanziari di importanza sistemica. "

Il termine "di importanza sistemica" non è definita. Includono forse tali istituzioni sistemicamente importanti come i tesori nazionali, e tali mercati di importanza sistemica come l'oro, il petrolio e il cibo?

Come funziona? Viene istituito un collegio di vigilanza per monitorare ciascuno dei maggiori società internazionali di servizi finanziari. . . . Esso fungerà da camera di compensazione  (clearing house) per la condivisione delle informazioni e la pianificazione di emergenza a beneficio dei suoi membri. "

Esistono contesti, nei quali lo scambio di informazioni è chiamato collusione.  Il loro scambio di informazioni includerà accordi segreti fra Banche Centrali per comprare o vendere una specifica valuta? Acquisendo così il potere di far stare in piedi o crollare le intere economie prese di mira? Si consideri la vendita allo scoperto del  peso messicano con l'azione collusiva nel 1995, quella delle valute  del Sud-Est asiatico nel 1998, e la collusione tra le banche centrali per sostenere il dollaro USA nel mese di luglio dello scorso anno (2008) - buono per il dollaro e i grandi investitori che avevano informazioni privilegiate (illegali) dall'interno,  ma non così buone per i piccoli investitori che puntando ragionevolmente sulla forza del mercato comperarono oro e valute estere, rimettendoci anche le mutande.

Cosa faranno i nuovi controllori per il debito ed i prestiti? Per evitare un'altra bolla del debito (siamo nel 2009), il nuovo organismo  consiglia alle società o istituti finanziari mantenere riserve contro le perdite di crediti e potrebbero imporre limiti sui prestiti ".

Che tipo di vincoli? Gli accordi di Basilea imposti dalla BRI in generale non hanno funzionato bene. Il primo accordo di Basilea, pubblicato nel 1998, è stato accusato di aver causato la depressione in Giappone , da cui il paese non si è ancora ripreso, e il secondo accordo di Basilea e la sua associata regola sui mercati (mark to-market)  sono stati accusati di portare alla attuale crisi del credito (era il 2009), da cui gli Stati Uniti e il mondo devono ancora recuperare . Queste accuse sono state analizzate a lungo altrove . 

Il sospetto è che questi fallimenti sono intenzionali. Gli avvertimenti vengono alla mente del membro del Congresso Louis MacFadden, responsabile del House Banking and Currency Committee ai tempi  della Grande Depressione ha detto: 

"E 'stato un evento accuratamente calcolato. 
I banchieri internazionali hanno cercato di provocare una condizione di disperazione, in modo che possano emergere i governanti di tutti noi. " 

David Rockefeller ,ha un ruolo fondamentale nella finanza internazionale, nel 1994 a una cena delle Nazioni Unite ha detto: "Siamo sull'orlo di una trasformazione globale. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è una grande crisi così tutte e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale. "

I 12 mai-chiariti codici  Internazionali

Più preoccupante, forse, è questo vago riferimento tra parentesi in un comunicato emesso dalla BRI, dal titolo "Forum per la stabilità finanziaria nuovamente affermata come il Financial Stability Board":

"Come gli obblighi che comporta l'adesione, i paesi membri e territori si impegnano a. . .attuare le norme internazionali finanziarie (compresi i 12 standard e codici internazionali).. . . "

Questo non è solo un consiglio amichevole di un comitato consultivo. Si tratta di un impegno a conformarsi, in modo che ci si aspetta un po 'di discussione approfondita riguardo a ciò che tali norme comportano. Tuttavia, una ricerca dei mezzi di comunicazione più importanti rivela praticamente nulla. I 12 principi fondamentali e dei codici internazionali sono lasciato indefinito e non discussi. Il sito FSB li elenca, ma è vago. Le norme e i codici coprono grandi aree che sono soggette a modifiche apparentemente come comitati incaricati ritengano opportuno. Essi comprendono:
  • Il denaro e la trasparenza politica finanziaria
  • Politica di trasparenza fiscale
  • Diffusione dei dati
  • Insolvenza
  • Corporate governance (Amministrazione societaria)
  • Contabilità  (Accounting)
  • Revisione  (Auditing)
  • Regolamento e pagamento
  • Integrità del mercato
  • La vigilanza bancaria
  • Regolamentazione dei valori mobiliari
  • Sorveglianza sul settore assicurativo
Prendere "trasparenza fiscale politica" come esempio. Il "codice di buone pratiche in tema di trasparenza fiscale" è stato adottato dal Comitato interinale dell'FMI nel 1998. La "descrizione sinottica", recita:

"Il codice contiene i requisiti di trasparenza per fornire garanzie al pubblico e al mercato dei capitali che un quadro abbastanza completo della struttura e delle finanze del governo è disponibile in modo da consentire la validità della politica di bilancio a essere attendibilmente valutato."

Veniamo a sapere che i membri sono tenuti a fornire una "fotografia della struttura e delle finanze del governo", che è sufficientemente completa per una valutazione della sua "solidità" - ma una valutazione da parte di chi, e cosa succede se un governo non supera la prova? È un comitato eletto privata con sede a la BRI ha permesso di valutare la "struttura e la funzione" di particolari governi nazionali e, se sono determinati ad avere politiche di bilancio che non sono "suono", per imporre "condizioni" e "misure di austerità" di il tipo che il FMI è noto per imporre ai paesi del Terzo Mondo? Il prudente potrebbe chiedersi se è così che i potenti Stati Uniti deve essere portato sotto il tallone del Grande Fratello, finalmente.

Per tre secoli, privati ​​interessi bancari internazionali hanno portato i governi in linea, bloccando loro di rilasciare le proprie valute e chiedendo loro di prendere in prestito banchiere-emessi "banconote", invece.Mayer Amschel Bauer Rothschild famoso ha detto nel 1791, "Permettetemi di emettere e controllare la valuta di una nazione, e non mi importa chi farà le leggi."

La rivolta reale dei coloni americani nel 1776, secondo Benjamin Franklin, era contro un padrone straniero che proibiva ai coloni di emettere il proprio denaro e pretendeva che le tasse si pagassero in oro. I coloni, non avendo oro, dovevano acquistare dai banchieri britannici delle banco-note garantite dalloro.

Il tranello è che le banco-note sono state create in "riserva frazionaria" con il sistema, che permette ai banchieri di emettere fino a dieci volte più banco-note che in realtà dell'oro che si ha di riserva, in sostanza, li crea dal nulla, proprio come i coloni stavano facendo. Il risultato è stato non solo di bloccare i coloni in debito ai banchieri stranieri, ma per spingere la nazione in una depressione paralizzante.

Alla fine, i coloni si ribellarono e si misero a stampare la loro moneta potendo così finanziare la rivoluzione contro la più forte potenza del mondo e grazie al denaro che essi stessi stamparono, riuscirono a sconfiggere gli oppressori ed a conquistare lindipendenza.


Il colonialismo politico è una cosa del passato ma, stando alle nuove regole FSB, le nazioni potranno ritrovarsi nuovamente in una condizione di sudditanza di tipo feudale nei confronti di padroni stranieri. Immaginiamo questa situazione: la nazione XYZ va avanti finanziariamente bene stampando la propria moneta. L’FSB stabilisce che tale pratica rappresenti una non più tollerabile confusione fra settori pubblico e privato, e che si tratti di una pratica bancaria chiaramente proibita in base ai 12 codici e standard internazionali secondo i quali la buona politica sia una moneta nazionale emessa dai banchieri privati. 

La nazione XYZ sarà forzata ad abbandonare il concetto anacronistico che l’emettere la propria moneta nazionale sia una funzione specifica di un governo. A quel punto dovrà andare a prestito dai banchieri internazionali che la intrappoleranno nella rete del debito gravato da interessi.


Si consideri un altro scenario: Come nelle colonie americane, le nuove regole FSB precipitare una depressione globale del calibro di cui non sono mai stati visti. Paese XYZ si rendono conto del fatto che tutto ciò non è necessario - che si potrebbe creare la propria moneta , liberarsi dalla trappola del debito, piuttosto che prestiti da banchieri che creano denaro per schermi di computer e carica di interesse per il privilegio di prendere in prestito la .

Ma questa consapevolezza arriva troppo tardi: il bagagliaio scende e XYZ è schiacciato in linea. La sovranità nazionale è stato abdicato ad un comitato privato, senza dire dagli elettori.

Orwell era solo 25 anni in anticipo?

Osservatori sospetti potrebbe dire che questo è il modo per instaurare  una dittatura globale privata:
(1) creare una crisi globale,
(2) nominare un "organo consultivo" per conservare e mantenere la "stabilità", e poi
(3) "formalizzare" il organo consultivo come regolatore globale.

Con il tempo le persone si svegliano  e si accorgeranno di quanto è successo, ma, è troppo tardi.
Marilyn Barnewall, che è stata eletta da Forbes Magazine la "decana del settore bancario privato americano", scrive in un articolo aprile 2009 dal titolo: " Cosa è successo alla sovranità americana G-20? "What Happened to American Sovereignty at G-20?"

"Sembra che i banchieri del mondo hanno eseguito un colpo di stato senza spargimento di sangue e ora rappresentano tutte le persone in tutto il mondo. . . . Il presidente Obama ha concordato alla riunione del G20 a Londra, per creare una commissione internazionale con l'autorità di intervenire in società americane dettando compensi dei dirigenti e approvare o disapprovare le decisioni di gestione aziendale. Sotto il nuovo  Financial Stability Board (FSB)   gli Stati Uniti hanno un solo voto. In altre parole, il gruppo sarà in gran parte controllato da banchieri centrali europei. La mia ipotesi è, essi si rappresentano, non tu e non io e certamente non l'America. "

Un colpo di stato senza spargimento di sangue. . . Ancora una volta si è ricordato delle ammissioni di David Rockefeller, che ha scritto nelle sue Memorie (Random House 2002):

"Alcuni credono che facciamo parte di una cabala (setta) segreta che manovra contro gli interessi degli Stati Uniti, caratterizzando la mia famiglia e me come 'internazionalisti' che cospirano con altri nel mondo per costruire una più integrata struttura globale politica ed economica - un unico mondo, se volete. Se questa è l'accusa, mi dichiaro colpevole, e sono fiero di esserlo. "

Gli impegni del Financial Stability Board
Costituire un trattato di commercio che richiedono  2/3 dei Voti al Senato.

Adozione del FSB non è mai stato votato dal pubblico, singolarmente o attraverso i loro legislatori. Il vertice del G20 è stato definito "una nuova Bretton Woods", riferendosi agli accordi conclusi nel 1944, che stabilisce nuove regole per il commercio internazionale. Ma Bretton Woods è stato messo in atto in accordo con l'esecutivo del Congresso, che richiede un voto di maggioranza della legislatura, e più propriamente avrebbe dovuto essere fatto per trattato, che richiede una maggioranza dei due terzi del Senato, in quanto si trattava di un accordo internazionale vincolante sul nazione. Lo stesso dovrebbe essere mandato prima di imporre la volontà della BRI a base di Financial Stability Board sugli Stati Uniti, le sue banche e le sue imprese. Ecco una rapida rassegna della legge :

Articolo II, sezione 2 della potenza Costituzione degli Stati Uniti concede al Presidente di stipulare trattati solo con il "consiglio e consenso" dei due terzi del Senato. La Costituzione non prevede espressamente per qualsiasi alternativa alla procedura di cui all'articolo II del trattato. Tuttavia, storicamente, il presidente ha anche fatto "accordi internazionali" attraverso Congresso esecutivi accordi che vengono ratificati solo con una maggioranza da entrambe le Camere del Congresso, o solo gli accordi esecutivi del Presidente da solo.

Un Congresso esecutivo accordo può riguardare solo le materie che la Costituzione pone esplicitamente nella competenza del Congresso e del Presidente, mentre una suola esecutivo accordo può riguardare solo le materie di autorità del presidente o di materie in cui il Congresso ha delegato il potere al presidente .

Una suola esecutivo accordo può essere negoziato e concluso solo attraverso l'autorità del Presidente (1) in materia di politica estera, (2) come comandante in capo delle forze armate, (3) da un atto preliminare del Congresso, o (4 ) a partire da un trattato precedente. Gli accordi di là queste competenze deve avere l'approvazione del Congresso (Congressional-Executive per accordi) o al Senato (per i trattati).

Se un accordo commerciale internazionale contiene vincolanti "trattato" impegni, quindi due terzi dei voti del Senato può essere richiesto .

Anche con due terzi dei voti del Senato, prima che il Congresso dia il proprio consenso è necessario elaborare norme a garanzia che i controlli e gli equilibri imposti dalla nostra Costituzione sono integrati nell'accordo. Ciò può essere fatto mediante l'attuazione di una controparte legislativa al FSB con un totale controllo e poteri correttivi. I legislatori degli stati membri potrebbe essere tenuto a eleggere un organo di rappresentanza per fornire controllo e adottare misure correttive, se necessario, con i rappresentanti rendere conto ai loro elettori nazionali di tale istituzione.

Orwell 1984 ha fatto notizia ancora una volta nel mese di aprile 2009, quando la regina Elisabetta ha scelto il libro come suo dono cerimoniale per la visita il presidente Felipe Calderon del Messico. Calderon, che rivolte frantumate con l'avvio, come la gravità, dopo essere stato accusato di brogli elettorali di rubare le elezioni dal suo avversario populista, è stato detto di essere un ammiratore del lavoro di Orwell. L'evento ha provocato sospetti che 1984 era stato nascosto scelti da una moderna oligarchia finanziaria come ispirazione modelloper l'attuazione Grande Fratello globale. Il libro si conclude con il protagonista Winston torturato e il lavaggio del cervello ad accettare la linea del partito. Abbiamo bisogno di agire rapidamente e con decisione per garantire che la sua controparte storica ha un lieto fine.


Inviato di GlobalResearch.Ca

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