mercoledì 30 ottobre 2013

ECCO PERCHE' VOGLIONO (ELIMINARE) IL NOSTRO CONTANTE
Paolo Cardenà
Re Giorgio e il ministro F. Saccomanni

Secondo quanto riportato dalla Reuters, il Ministro Saccomanni avrebbe espresso la volontà da parte dell'esecutivo di ridurre ulteriormente i limiti di utilizzo del contante. 

Nell'agenzia si legge: 
Il governo intende ridurre la soglia massima di pagamento in contanti, attualmente posta a 1.000 euro."Questo è un punto su cui l'Italia resta indietro ed è un punto su cui vogliamo intervenire", ha detto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, durante un'audizione in Parlamento sulla legge di Stabilità.
Di seguito vi propongo alcune riflessioni, in parte già ospitate su numerosi articoli presenti sul blog.


Nella vita comune, l'utilizzo del denaro contante è  una delle cose più normali che esista. La possibilità di utilizzare denaro contante per compensare transazioni commerciali, costituisce elemento di libertà di  ogni essere umano, oltre che motore di sviluppo alla crescita economica e al benessere collettivo.
Quotidianamente, avvengono milioni e milioni di transazioni che hanno come contropartita l'utilizzo del denaro contate,  senza il quale, con ogni probabilità, parte di queste non avverrebbero mai, o avverrebbero in maniera sensibilmente ridotta


L'utilizzo del denaro contante è semplice, è pratico, è efficace, è veloce e non è costoso.
Questo, unito alla possibilità di utilizzare anche altre forme di pagamento che il progresso tecnologico ha reso disponibile, contribuisce ad elevare il grado di efficienza della società e delle pratiche commerciali le quali, a seconda dei casi, richiedono strumenti di pagamento più o meno consoni a talune tipologie di spese

Ridurre o eliminare del tutto l'utilizzo del denaro contante nelle pratiche commerciali, implicherebbe che chi ha uno stipendio, ad esempio, dovrà riceverlo obbligatoriamente in banca. Così come ogni sostanza contante di cui si dispone, dovrà essere depositata in banca, e da lì spesa attraverso la moneta elettronica.

Di colpo, grazie ad un atto normativo, il cittadino verrebbe privato oltre che di questa forma di libertà (cioè quella di utilizzare il contante), anche dell'unica forma di dissenso a sua disposizione nei confronti del sistema bancario. Per contro, le banche verrebbero graziate in quello che per loro costituisce il vero e proprio incubo: la corsa agli sportelli.

A quel punto, essendo il denaro smaterializzato e sostituito con un algoritmo astratto e intangibile, ne deriva che se non esiste moneta contante da scambiare e da prelevare, viene meno anche il pericolo che la popolazione possa chiedere la restituzione di ciò che non esiste. E' evidente, e le banche festeggiano.
Nel corso dei secoli, la necessità degli stati e quindi della politica, di contare sempre più sull'appoggio del sistema bancario per il finanziamento degli abusi di spesa della macchina statale e dei privilegi di politici (spesso corrotti ed incapaci), ha favorito l'instaurarsi di  una connivenza simbiotica tra la politica e il sistema bancario. Ciò  per reciproca convenienza: quella della politica di poter contare sui favori dei banchieri; e quella di quest'ultimi, di poter godere di  un quadro normativo di  favore per incrementare i propri affari e, in caso di dissesti, contare sull'interventismo statale.



Il denaro, per il sistema bancario, è elemento sul quale fonda i propri affari: in buona sostanza è la merce da vendere.  Avere il controllo e la gestione di tutto il denaro, per la banca, è un moltiplicatore del proprio business e quindi di redditività.
In un sistema basato sulla riserva frazionaria quale è il nostro, accade che i 1000,00 euro che vengono depositati in banca,  possono  diventare (per il sistema bancario) fino a 100.000, ossia cento volte tanto. E ciò è possibile per l'effetto moltiplicativo  dei depositi. Siccome sulle somme depositate la banca è tenuta ad accantonare solo l'1% del deposito (nel nostro caso 10 euro, l'1% di 1000) per far fronte ad eventuali esigenze di cassa e richieste di rimborso delle sostanze depositate, ne consegue che le altre 990 possono essere  immesse nuovamente nel sistema, mediate la concessione di prestiti. A questo punto i 990 euro concessi in prestito, vengono nuovamente depositati sul sistema bancario e la banca, dopo aver provveduto ad accantonare un'altro 1% (9.90 euro in questa seconda fase) della somma depositata,  avrà nuovamente a disposizione 980.10 da poter  concedere di nuovo in prestito, e così via fino a che non si sarà esaurito l'effetto moltiplicatore sul deposito iniziale. Ossia fino a quando non si sarà prodotta moneta virtuale per 100.000 euro a fronte dei 1000 euro di deposito reale iniziale. In sostanza, per ogni mille euro di deposito, la banca potrà moltiplicare fino a 100.000 euro la materia oggetto dei propri affari: il denaro. 

Sulla massa di prestiti concessi, in questo caso 99.000 euro,  la banca trae un enorme profitto applicando un tasso di interesse che chi ha usufruito del prestito  dovrà rimborsare a determinate scadenze, unitamente al capitale preso in prestito. Alla luce del ragionamento appena esposto, risulta del tutto agevole comprendere l'interesse da parte del sistema bancario affinché si giunga alla completa eliminazione della denaro contante. Tanto meno sarà il contante in circolazione, tanto più elevata sarà la possibilità riservata alle banche di incrementare il proprio giro d'affari e aumentare a la redditività prodotta, che si traduce in bonus milionari pagati ai super manager.



Il sistema bancario così deterrebbe in deposito la maggior parte della ricchezza del paese. Deterrebbe in custodia i vostri investimenti in titoli, azioni, obbligazioni, i preziosi custoditi in cassette di sicurezza, e ora anche il denaro che, obbligatoriamente, deve essere depositato sul conto corrente.

Siccome le pretese impositive dello Stato si fondano su imponibili di cui lo Stato stesso ne dovrebbe conoscere le dimensioni e la collocazione, se ne deriva che lo Stato non potrebbe tassare ciò che non conosce, come ad esempio il denaro contante che voi custodite a casa. Almeno fino a questo momento.

Il pericolo è proprio quello di essere obbligati, tramite un provvedimento di legge, a privarsi dell'utilizzo del contante, per rendere la macchina coercitiva del fisco ancora più efficiente, funzionale, perfetta e micidiale.

Tra qualche giorno,  le banche italiane dovranno trasmettere all'anagrafe tributaria tutte le movimentazioni dei nostri conti correnti. Lo stato, con un semplice click, potrà conoscere in tempo reale ogni vostra ricchezza: sia la sua collocazione, che la sua dimensione complessiva. Ricchezza incrementata, ovviamente, dai depositi di denaro contante che, oltre a far aumentare la base imponibile da colpire con un'eventuale imposizione patrimoniale, offre allo Stato la garanzia del buon esito della sua pretesa tributaria.

Quindi, in questo caso, avrebbe a sua completa disposizione ogni forma di ricchezza, e potrebbe tassare, confiscare ed espropriare, ogni importo a suo piacimento, desiderio e necessità, sia per salvare chi tale ricchezza la detiene in deposito (le banche), sia per salvare se stesso e i privilegi del manipolo di gerarchi da un eventuale bancarotta.

Anzi, questo pericolo è quantomai reale e percepibile al punto che buona parte della nomenclatura politica del paese non nasconde affatto il desiderio di applicare un'imposta patrimoniale.
Volete un esempio su cosa potrebbe fare lo stato con il vostro patrimonio? Bene, basta prendere ad esempio Cipro. La cosa più semplice da fare è proprio quella di aggredire il deposito sui conti correnti. Sono sostanze disponibili e quindi per definizione idonee ad essere immediatamente trasferite, dal conto corrente alle casse dello stato.
E poi se lo Stato è fortunato e a voi vi dice male, sul conto corrente potrebbe anche trovare un saldo particolarmente elevato derivante dal mutuo che la vostra banca, magari, vi ha accreditato qualche giorno prima per comprare la vostra casa o finanziare la vostra attività. Quindi un "extragettito" per lo Stato, una maggiore rapina per voi, su dei patrimoni a debito che dovrete rimborsare alla banca.

La cosa vi sorprende? Nel 1992, con la patrimoniale di Amato, è accaduto proprio questo. Aziende efamiglie di sono viste confiscare ricchezza su delle somme derivanti da un finanziamento concesso dalla banca e temporaneamente depositato sul conto corrente bancario. Vi sembra giusto?

Volete un'altro esempio? Eccovi serviti. Parte della politica, ad esempio, come dicevamo, non nasconde 
affatto l'idea che sarebbe favorevole ad un'imposta patrimoniale sui grandi patrimoni. A parte il fatto che non si forniscono chiarimenti su cosa debba intendersi per patrimonio, ossia se si dovranno considerare beni immobili, mobili, investimenti, aziende ecc., il sospetto è che, quando si accorgeranno che il gettito derivante da un'imposizione patrimoniale sarà molto ridotto, probabilmente, abbasseranno di molto il livello di patrimonio dal quale far scattare l'imposizione al fine di aumentare la base imponibile.

Solo per citare un esempio, qualora dovesse essere tassato il patrimonio immobiliare, non è detto che il contribuente abbia disponibili gli importi per adempiere all'obbligazione tributaria. Ecco quindi che il fisco potrebbe aggredire il conto corrente dove si detengono, per obbligo normativo, anche le risorse indispensabili per il sostentamento dei propri congiunti, lasciando a pancia vuota tutta la famiglia.

Ma la carrellata di casi e gli aspetti inquietanti di una simile coercizione della libertà individuale è ancora lunga, fitta ,se non interminabile. Si potrebbe andare avanti per ore, ma non cambierebbe affatto il risultato.

La banca, concludendo, diverrebbe una gigantesca camera di compensazione, ossia soggetto giuridico al servizio (più di quanto lo sia oggi) dello Stato per espropriare ricchezza: ossia il presente e il futuro di liberi ed onesti cittadini.
Il perché è chiaro: per rendere solvibile il debitore non c'è via più semplice che quella di compensare debiti del debitore con i crediti del creditore. E il gioco è fatto

martedì 29 ottobre 2013

Postiamo questo articolo veramente interessante , che pensiamo sia illuminante per tutti noi (lettori) , ma anche per qualche politico intelligente, se lo legge e si fa un'idea di quale  futuro si prepara a sua insaputa, ma che a breve ci presenterà il conto sul piatto;

L'importanza del conoscere queste informazioni ci pone due passi avanti a tante situazioni che accadranno in tempi relativamente brevi ,(pochi anni) e perciò saper costruire una politica che sia , una risposta vera a una società che sarà un appiattimento verso il basso , nella povertà generalizzata dei popoli ed una ricchezza estrema in quel 5% della popolazione mondiale.

 Ci rivolgiamo a tutti i movimenti indipendentisti e non a tutti coloro che si ritengono antisistema, esortandoli di prendere a cuore queste info e trasformare una politica di valenza popolare vincente perché sapere  questo in largo anticipo torni a nostro favore nella costruzione dell'alternativa percorribile da subito.

Grazie a Uriel Fanelli.

Sa Defenza


Il gratis che uccide
Uriel Fanelli 

keinpfusch.net/




Forse molti di voi si sono accorti di un atteggiamento allarmato da parte mia. Non tanto per PRISM, quanto per tutte le sue implicazioni. Ho motivo per allarmarmi? Essenzialmente si. Si tratta di dialoghi estemporanei che ho con persone che non sono -grandissimi- manager, ma sono pur sempre dei product owners, gente che manda avanti singoli "prodotti". Per intenderci, "google maps" e' un "prodotto" e dentro Google ha un "product owner" , un manager che lo gestisce.

Nella mia posizione , parlo coi product owners di applicativi che usano il nostro plesso per comunicare, circa 370. Cosi', quando ci scappa la cena per il lancio di un prodotto , o di una nuova versione, mi capita di avere dei dialoghi interessanti. E allarmanti.

La settimana scorsa, per dire, parlavo con il product owner di un prodotto che verra' lanciato , che e' un sistema di billing. Si, usare il cellulare come carta di credito e bancomat. E' un progettone grande, con due dozzine di vendor coinvolti, e ancora piu' tenants che vogliono aprire canali di vendita. Hanno circa 60 , solo tecnici, per l'integrazione, piu' tutta la parte di progetto, sviluppo, project management. Un progettone da 200 FTE per due anni, nel mondo telco, si nota. 

Si parlava, per via del mio lavoro, di forecast di traffico, ovvero di quanti utenti, quanto uso, eccetera. Mi serve per dimensionare il nostro sistema. Il dialogo e' stato circa questo:



Uriel: Allora, avete dei forecast di traffico? PO: si, sappiamo che , se lanciamo prima di Natale, avremo tot e tot di traffico.  
Uriel: beh, e' una bella partenza. Avete idea di come possa sviluppare dopo? PO: non facciamo piu' proiezioni, come una volta, per via degli Over The Top. 
Uriel: cioe'? PO: prendi per esempio il progetto , quello per cancellare i cellulari rubati o per localizzarli. Quelli che abbiamo fatto insieme a . Appena Google ha visto che noi ed altri facevamo soldi , hanno fatto la stessa cosa GRATIS. E arriva di default su OGNI android. GRATIS  

Uriel: ma che senso ha per Google dare gratis qualcosa con cui si fanno soldi? PO: ha il senso di sbatterci fuori dal mercato. 
Uriel: ma sbattendo fuori dal mercato i concorrenti non fai cash flow. Non ti entrano soldi. Come finanziano questi progetti? PO: quando google annuncia il suo prodotto, il "mercato" in borsa lo premia sempre con un fiume di soldi. Un fiume senza senso.
Uriel: e quando lo annunciate voi?PO: non ci capiamo. A comprare le azioni di google con qualsiasi scusa buona, anche se annunciano una nuova receptionist bionda nella sede centrale, e' la FED. Stampano soldi e li buttano così. Noi abbiamo solo il normale mercato finanziario.  

Uriel: ah. Ma cosi' come fate coi nuovi prodotti? PO: non ci saranno nuovi prodotti consumer dopo questo. Noi, e quasi tutte le telco, stiamo uscendo dal mondo del VAS consumer. Questo, per noi, e' l'ultimo. PO2: e non dimenticare che gli americani sono molto interessati a dati sulle transazioni finanziarie. Appena Google farà il suo prodotto uguale al nostro, il governo gli pagherà uno, due miliardi di dollari all'anno per avere i dati. Potranno offrirlo GRATIS e SENZA alcun costo o commissione. 
Adesso ce l'ho chiaro: compagnie come twitter, che hanno ricevuto prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI senza neanche avere un business model, (1) offrono gratis servizi che a chi sta su un mercato normale, ove le cose costano, costano.  
Tante telco hanno provato ad introdurre servizi di microblogging, ma nessuna aveva dietro prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI, e quindi non poteva competere. 
Andiamo a seconda discussione con PO, questa volta e' una delle tante case automobilistiche che, come da direttiva UE, dovranno installare una microsim in OGNI auto , per chiamate di emergenza e crash reaction.Uriel, come al solito, ha bisogno di una previsione del traffico.  
Uriel: allora, che forecast avrete? So che volete entrare nel mercato gia' prima del 2015.... PO: vero. Copriremo subito tutti i nuovi modelli, e tra OTA per l'abilitazione e blablabla il nostro traffico sara' tot. Con lo SLA tot. E availability tot. Uriel: fischia. E come cresce fino al 2015? PO: fino al duemilaquindici ci sara' questo rampup, con un ovvio picco quando si tratterà di installare le scatoline sulle auto, come obbligo.  
Uriel: pero' . Ok. Per curiosità, avete delle simulazioni anche per dopo il 2015? PO: non facciamo più questo tipo di simulazioni, così a lungo termine. Non sappiamo nemmeno se ci saremo ancora.  
Uriel: ok, so benissimo che nessuno prevede il mercato così a lungo. Mi chiedevo solo se aveste almeno a spanne un'idea. PO: no, davvero. Non sappiamo davvero se ci saremo ancora.  
Uriel: eh? Mi sembra un pochino difficile che qualcuno vi scalzi... PO: per niente. Potrebbero dare le auto gratis.  
Uriel: eh?                                                                                                                         PO: hai presente quando compri una stampante? Paghi 20 euro una stampante, e poi loro si rifanno sulle cartucce. Sul materiale di consumo.

Adesso ce l'ho chiaro: compagnie come twitter, che hanno ricevuto prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI senza neanche avere un business model, (1) offrono gratis servizi che a chi sta su un mercato normale, ove le cose costano, costano. 
Tante telco hanno provato ad introdurre servizi di microblogging, ma nessuna aveva dietro prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI, e quindi non poteva competere. Andiamo a seconda discussione con PO, questa volta e' una delle tante case automobilistiche che, come da direttiva UE, dovranno installare una microsim in OGNI auto , per chiamate di emergenza e crash reaction. 
Uriel, come al solito, ha bisogno di una previsione del traffico. Uriel: allora, che forecast avrete? So che volete entrare nel mercato già prima del 2015....  
PO: vero. Copriremo subito tutti i nuovi modelli, e tra OTA per l'abilitazione e blablabla il nostro traffico sarà tot. Con lo SLA tot. E availability tot. Uriel: fischia. E come cresce fino al 2015? PO: fino al duemilaquindici ci sara' questo rampup, con un ovvio picco quando si trattera' di installare le scatoline sulle auto, come obbligo. 
Uriel: pero' . Ok. Per curiosità, avete delle simulazioni anche per dopo il 2015?                                                                                 PO: non facciamo più questo tipo di simulazioni, così a lungo termine. Non sappiamo nemmeno se ci saremo ancora. 
Uriel: ok, so benissimo che nessuno prevede il mercato così a lungo. Mi chiedevo solo se aveste almeno a spanne un'idea.                       PO: no, davvero. Non sappiamo davvero se ci saremo ancora. 
Uriel: eh? Mi sembra un pochino difficile che qualcuno vi scalzi... PO: per niente. Potrebbero dare le auto gratis. Uriel: eh?                     PO: hai presente quando compri una stampante? Paghi 20 euro una stampante, e poi loro si rifanno sulle cartucce. Sul materiale di consumo. 
Uriel: ah. E vogliono farlo con le auto?                                       PO: si. Con quelle elettrica. La sta prendendo contatti con banche, per un finanziamento enorme. Produrrà auto che daranno GRATIS, e si rifaranno sulla batteria e sulle altre parti di consumo , tipo i pneumatici, o altro. 
Uriel: ma a parte la batteria....                                                   PO: mica tanto. Il motore elettrico può anche stare dentro la ruota stessa, e allora la ruota andrò mandata in manutenzione: sai, gli urti, l'acqua, lo sfasamento: ogni tanto dovrai fargli manutenzione, se vuoi quattro ruote che girino all'unisono. Anche quelle saranno beni di consumo. Come la batteria. 
Uriel: e perché non lo fate anche voi? Avete anche voi le auto elettriche.                                                                              PO: perché per dare un'auto gratis a tutti, e recuperare i costi in dieci anni, servirebbero 20-30 miliardi di euro: occorre prima farle, ‘ste auto. Poi col tempo si va a break even. Ma se ci presentiamo a chiedere 30 miliardi di euro a dieci anni, i mercati ci ridono in faccia. 
Uriel: e a non ridono in faccia?                                                 PO: no, perche' loro si presentano a banche che fanno venture capital, che poi producono bond, che poi il governo (la FED) gli compra in contanti, stampando soldi. 
Uriel: e non c'e' modo di avere soldi qui in Europa, per qualcosa del genere?                                                                                PO: tra noi, e servirebbero 200 miliardi di euro per fare una cosa simile. Stiamo parlando di una cosa tipo "da domani si regalano auto", capisci? Tutto il mercato cancellato. E poi occorre costruire la filiera e la distribuzione e l'item management delle parti. 
Uriel: quindi non scherzavate?                                                  PO: no, sul serio. Potremmo anche non esserci più. Non hai notato un certo calo nello sviluppo di nuovi modelli? 
Ora, quando cominciano a farvi dei discorsi del genere, iniziate a chiedervi che diavolo stia succedendo. Perché se abbiamo ,2,4,6,8,10, sappiamo bene che poi seguiranno 12,14,16.... e sappiamo che divergeremo verso infinito. 
Ma come diverge un trend simile? Semplice: diverge con la cancellazione di qualsiasi industria europea. 
QUALSIASI COSA facciate, sinché la Fed stampa soldi, potranno darvela GRATIS. 
Oh, non e' un gratis davvero gratis. 
E' come la stampante che vi costa 20 euro e poi ogni cartuccia ne costa 40. Ma il punto e' che questo modello "tutto gratis, e il ROI arriverà", nel caso di industria manufatturiera, ha costi iniziali MOSTRUOSI. 
Che solo una banca centrale che stampi dei soldi a iosa può sostenere. E' ovvio che questa situazione non può reggere a lungo. Prima o poi, qualche crollo eclatante sveglierà i politici che ancora non hanno capito il problema, ed i governi, ed i popoli, che ancora non hanno realizzato che il GRATIS uccide. 
Sarete felicissimi di avere il vostro cellulare gratis , e di avere anche l'abbonamento gratis. Meno felici sarete perché ad offrirvelo saranno Google e Facebook, che si rifinanzieranno vendendo i vostri dati ad NSA. 
E sarete ancora meno felici quando , siccome TUTTE le telco chiuderanno, rimarrete disoccupati. Sarete dei disoccupati col telefono gratis in tasca. 
Sarete felicissimi quando avrete la vostra auto elettrica gratis. Sarete meno felici quando , compreso l'indotto, rimarranno a casa altri 6 milioni di lavoratori in Europa, più i benzinai, più le officine di ricambi. Ne avrete una sola. Americana. 
Quando l'auto si rompe lo segnala ad un sistema di "industrial internet " , che produce il pezzo e ve lo manda. Nel tempo, ve lo manderanno prima che si rompa. (http://www.ge.com/stories/industrial-internet)
Ovviamente, oltre ai vostri soldi prenderanno anche quelli del governo USA, cui l'automobile comunichera' la sua posizione, e l'identita' dell'autista e delle persone a bordo. Qualche altro miliardo non fa male. 

Se non si svegliano, e oggi solo DUE leader europei sembrano aver capito il gioco (Una e' tedesca, l'altro e' francese) , non solo l' Italia, ma l'intera Europa perderanno l'intero manufatturiero, schiacciato dal "gratis" americano. 

Gli americani useranno la FED come finanziatore per merci e servizi GRATIS. A questo si aggiungera' lo spionaggio che regalera' altri soldi, per avere i dati da servizi e prodotti. Questo implica, nel lungo termine, la scomparsa totale di OGNI azienda che non sia americana. 

Gli americani inonderanno di servizi e prodotti GRATIS o sottocosto il mercato, al solo scopo di eliminare ogni industria e ogni grande azienda che non sia americana. 

I primi a subire questa cosa sono i "Tier-1" telco. Ovviamente, l'attacco parte laddove l'abitudine al "gratis" e' forte. Ma gia' dei middle manager - con cui parlo- sono al corrente del pericolo nel mondo automotive. 
Qualcuno ha gia' paura nel mondo della produzione di aerei civili: gli USA vogliono essere l'unico paese con un'aereonautica. 

In tutti i settori ove gli USA vogliono restare leader, si stanno concentrando i soldi stampati dalla FED, sotto forma di finanziamenti che di fatto sono a fondo perduto, il cui scopo e' di offrire prodotti e servizi GRATIS, al cui scopo ultimo c'e' la cancellazione di ogni altra industria concorrente. 

Per questo e' necessario bloccare, con urgenza assoluta, l'accordo di libero scambio UE-USA. Se succederà, diventeremo tutti dei barboni col cellulare in tasca, (gratis), che cercano disperatamente un lavoro girando su un'auto (gratis) , ma non sapremo ancora come mangiare oggi. Anzi, forse per un pochino - in modo da distruggere l'agricoltura europea - vi daranno il cibo gratis, come fa Dropbox, gratis sino a due GB. Allora vi daranno cibo gratis, diciamo sino una volta a settimana. Quel tanto che basta a sopravvivere.

Inizialmente le masse gioiranno di tutta questa roba gratis, gioiranno così tanto che non vedranno le fabbriche europee chiudere tutte, una ad una. Perché McDonald's vi darà il cibo gratis, a patto che qualcuno sappia cosa mangiate e dove e quando. Quindi , magari, all'inizio non sentirete neanche la fame. 

Poi quando voi scoprirete che mangiate merda - gratis - da McDonald's , che guidate un'auto elettrica di merda - ma gratis - che vestite con vestiti riciclati - gratis - vi chiederete se per caso non potreste avere di più. Vedrete i ricchi del mondo che mangiano meglio, che guidano auto migliori, che vestono meglio, e allora, nella DIFFERENZA tra poveri che vivono di merda ma gratis, e ricchi che hanno tutto, capirete che non potete permettervi più nulla se non la merda che il convento passa gratis. Allora cercherete un lavoro per guadagnare di più, e scoprirete che il gratis ha distrutto OGNI azienda

C'e' qualche settore al sicuro? No. 

 La moda? Facile. Immaginate di produrre un vestito riciclabile, e di darvene GRATIS 4-5 esemplari ogni anno, a patto che poi torniate con lo scontrino dalla stessa azienda a restituire il vecchio e prenderne uno nuovo, diciamo a 30 euro, l'anno dopo. Risultato: i vestiti "veri" li avranno solo i ricchi, il 5% della popolazione. Su quella scala, il progetto va a break even in 6-7 anni. Richiede certo un investimento iniziale ENORME, ma poi il prezzo del vestito e' solo il costo di riciclaggio. Inoltre, qualcuno che ha un NSA ci metterà i suoi soldi per sapere di preciso come siete vestiti, cosicché ogni telecamera vi possa riconoscere meglio. E tutto il vostro settore "moda" collassa in pochi mesi. 

Il cibo? Oh, Mc Donald's della situazione vi darà da mangiare gratis, nel senso che vi darà il "refill infinito": se comprate UNA VOLTA, poi avete refill infinito (come con la coca cola nei McDonald's USA), con un "renew" di 40 dollari al trimestre. A patto che torniate nello stesso negozio con lo scontrino ed un documento. In qualche anno, questo cancella ogni altro catering o industria alimentare. Incidentalmente, NSA pagherà per sapere dove mangiate, e quando, e qualche azienda di assicurazioni sanitarie pagherà per sapere cosa e quanto mangiate. 
Non c'e' limite al gratis: vi possono dare l' Hotel gratis a patto che ritornate, e cancellare ogni settore turistico. Vi possono dare qualsiasi cosa, a patto che qualcuno paghi immensi costi iniziali, e poi venda le informazioni a qualcun altro che e' interessato. 

 Non illudetevi di essere al riparo, nessun settore lo e'. Il mondo IT lo sperimenta prima perché e' iniziato così. Ma arriverà ovunque. Tutto ciò che fate, qualcun altro lo farà GRATIS. 

Personalmente non credo si arriverà lì, perché vedo qualcuno ostinatamente determinato a bloccare il trattato di libero scambio, e almeno due politici che si opporranno a questo. 

E credo che presto qualche telco europea farà un grosso botto, manifestando chiaramente il problema, che oggi attacca soprattutto il mondo IT, schiacciato dal "gratis" americano.
Quando succederà, verranno prese "misure straordinarie" , e non riesco ad immaginare quali. 

Mala tempora currunt. 

 Uriel 

 (1) CHIUNQUE si presenti in banca senza avere un business model, per quanto famoso, NON prende una lira. Quelle finanziarie hanno semplicemente preso quel credito di twitter, di classe junk, e lo hanno rivenduto alla FED, che ha stampato dollari per pagarlo. Il mercato non c'entra NIENTE. 


domenica 27 ottobre 2013

AVAAZ. ASTUZIA ED INGANNI. COME 

TI SEDUCO  IL MILITANTE ONESTO. 

SOLIDARIETA'. UMANITARISMO. GUERRA.

ANCHE QUESTO E' IMPERO.




NON FIRMATE 


PIU'

A. Boassa




Molti militanti mi hanno chiesto di firmare delle petizioni con Avaaz. Petizioni giuste preciso. Berlusconi , debito pubblico ...
Non ho firmato . 


La strategia di Avaaz è semplice e allo stesso tempo ben elaborata . Lanciare campagne progressiste che naturalmente non siano contrarie agli interessi dell'impero ed infilare (Totò avrebbe detto tomo tomo cacchio cacchio) , con modalità "solidali" e "umanitarie" , i criminali obiettivi delle banche, delle multinazionali , della CIA ...

Alcuni esempi . Siria . Ecuador .
Siria . "Il presidente Obama può anche lanciare delle incursioni ma non ha il necessario supporto popolare per una vera guerra ..." Come a dire che "una vera e propria guerra" sarebbe giusta perché umanitaria ma purtroppo per Avaaz non si può fare perché manca l'istigazione alla guerra da parte del popolo . Curioso . Il popolo al quale Avaaz si affida questa volta non è stato all'altezza .


L'organizzazione "pacifista" si lamenta che "negli ultimi due anni la comunità internazionale ha lasciato vergognosamente la situazione in stallo , abbandonando a se stessi i cittadini siriani" . Nessun accenno ai tagliagole Jihadisti armati dalle petromonarchie e dall'Occidente . Sulle armi chimiche Avaaz non ha dubbi proprio come Obama e kerry. Si disinteressa di Carla Del Ponte , delle prove satellitari presentate dai Russi all'Onu , delle intercettazioni telefoniche e sopratutto non sente la necessità di attendere gli esiti degli ispettori dell'ONU dato che risulta " evidente a tutti come l'attacco sia stato lanciato dalle forze del regime ".


Ecuador . Petizione . Si chiede a Correa , Presidente dell'Ecuador di ritirare l'autorizzazione per la ricerca del petrolio nel nord-est del paese per non arrecare danni alle foreste pluviali e agli stessi indigeni . Una "giusta" campagna a favore dell'ambiente e dei diritti umani . E dunque come non firmare ? Veniamo a sapere che per venti anni le aziende americane avevano fatto scempio di vaste aree dell'Ecuador ma Avaaz nulla aveva proposto

Veniamo a sapere che Correa aveva buttato fuori dall'Ecuador le aziende USA in modo che le ricchezze petrolifere venissero gestite da una compagnia statale nazionale , la Petroamazonas , i cui profitti invece di volare verso gli States finanziano i servizi sociali in loco . Veniamo a sapere ,tra l'altro, che l'azienda statale può prospettare ma non estrare il petrolio senza la convalida di un referendum . E non dobbiamo dimenticare quanto sia "odioso" Rafael Correa un personaggio che ha chiuso la base militare USA ,che non ha pagato una parte del debito perché giudicato "una truffa dei banchieri", che ha ospitato e protetto nella sua ambasciata il "terrorista" Julian Assange .
L'Ecuador non è più il cortile di casa degli Usa . Ciò è intollerabile per l'impero . Urge destabilizzazione . 

Avaaz può fare la sua parte.
Del resto perché agire diversamente ? 

Creata da Soros , spietato speculatore ,finanziatore della campagna alla presidenza di Obama, con illustri dirigenti come Tom Perriello che ,come deputato,ha votato per il proseguimento della guerra in Afghanistan , o come Richen Patel dirigente della Rockefeller Foundation e della Bill Gates Foundation, Avaaz potrebbe realmente agire per la pace e per la giustizia sociale ?

Ringrazio Patrick Boylan di Peacelink delle molte informazioni acquisite e chiedo a chi ha letto queste note e non le ha ritenute una stupidata di condividere e di far girare 



sabato 26 ottobre 2013

ZUCCHERO , L'AMARA VERITA'

Gary Taubes,

The New York Times Magazine,





È difficile evitare la
conclusione che lo
zucchero provoca il
tumore, anche se
questa affermazione
può sembrare drastica
e senza precedenti

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Nella figura qui sopra potete osservare le quattro strutture ad anello possibili per il fruttosio. Due strutture con un ciclo a sei atomi, dette piranosiche, e due strutture con cinque atomi, dette furanosiche.
Il 26 maggio 2009 Robert Lustig ha tenuto una conferenza dal titolo “Zucchero: l’amara verità”,

che nel luglio del 2010 è stata postata su YouTube. Da allora il filmato è stato visto più di 800mila volte e ha avuto una media di 50mila nuovi spettatori al mese. Sono numeri piuttosto
sorprendenti per una dissertazione di un’ora e mezza sulla biochimica del fruttosio e la fisiologia umana.

Lustig è uno specialista di endocrinologia pediatrica e il massimo esperto di obesità infantile alla School of medicine dell’università della California di San Francisco, una delle migliori facoltà di medicina degli Stati Uniti.

Ma il successo della conferenza ha poco a che vedere con le credenziali di Lustig e si deve piuttosto alla sua convincente tesi sullo zucchero, che lui definisce una “tossina” o un “veleno”. Con il termine “zucchero” Lustig non intende solo la sostanza bianca e granulosa che mettiamo nel caffè – tecnicamente conosciuta come saccarosio – ma anche lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, quello che Lustig definisce “l’additivo più demonizzato che si ricordi”.

Se Lustig ha ragione, l’eccessivo consumo di zucchero è la causa principale del vertiginoso aumento dei casi di obesità e diabete negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni. Ma la sua tesi ha altre conseguenze. Implicherebbe che il consumo di zucchero è anche la probabile causa di molte patologie generalmente attribuite allo stile di vita occidentale, come le cardiopatie, l’ipertensione e vari tipi di tumori.

Il fatto che tante persone abbiano visto il video della conferenza significa che forse le parole di Lustig cominciano a essere ascoltate. I ricercatori e i funzionari del servizio sanitario che ho intervistato per questo articolo, spesso mi dicevano: “Sicuramente avrà già parlato con Robert Lustig”. E non perché Lustig abbia fatto ricerche fondamentali sullo zucchero, ma perché, a differenza di tanti studiosi, è sempre pronto a ribadire pubblicamente che lo zucchero è una sostanza tossica di cui si abusa. Secondo lui va considerato come l’alcol e le sigarette: un vero e proprio killer.

Una cosa è affermare, come quasi tutti i nutrizionisti, che una dieta sana richiede un maggior consumo di frutta e verdura, e forse meno grassi, carne rossa e sale, o che bisogna mangiare meno. Ben diverso è sostenere che un elemento particolarmente piacevole della nostra dieta non solo è poco salutare, ma potrebbe addirittura essere tossico. Eppure Lustig ha raccolto e sintetizzato una montagna di prove che giudica

Si sa che troppo zucchero fa male. Ma secondo alcuni ricercatori è più nocivo di quello che si pensa:potrebbe essere responsabile dell’aumento dei casi di diabete e di obesità. E all’origine di certi tumori abbastanza valide per condannare definitivamente lo zucchero.
Ho deciso di esaminarle perché la tesi di Lustig mi è sembrata convincente. Ho passato gran parte degli ultimi dieci anni a fare inchieste giornalistiche sull’alimentazione e le malattie croniche e sono arrivato a conclusioni analoghe a quelle di Lustig.

Cominciamo con il chiarire alcune questioni, a partire dal fatto che Lustig usa il termine “zucchero” per indicare sia il saccarosio – lo zucchero di barbabietola bianco e quello di canna scuro – sia lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. È un punto essenziale, soprattutto perché lo sciroppo di mais è ormai diventato “la causa principale della generale diffidenza nei
confronti degli alimenti lavorati”, dice Marion Nestle, nutrizionista della New York university e autrice di Food politics.

Eppure gli effetti biologici delle due sostanze sono di fatto identici. “Non c’è nessuna differenza tra lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio e lo zucchero”, ha detto Lustig in una conferenza del 2010 a cui ho partecipato. “Sono entrambi nocivi – ugualmente nocivi eugualmente velenosi”.

Le calorie vuote

Lo zucchero raffinato, cioè il saccarosio, è formato da una molecola di glucosio legata a una di fruttosio. È il fruttosio, che è quasi due volte più dolce del glucosio, a distinguere lo zucchero da altri alimenti ricchi di carboidrati come il pane o le patate, che durante la digestione si scompongono in solo glucosio.

Nella forma consumata più comunemente, lo sciroppo di mais è per il 55 per cento fruttosio e per il rimanente 45 per cento quasi tutto glucosio. È stato lanciato per la prima volta sul mercato alla fine degli anni settanta e quando viene usato nelle bibite non si distingue dallo zucchero raffinato. Dato che entrambi questi zuccheri nell’intestino si trasformano in glucosio e fruttosio, il corpo umano reagisce a entrambi allo stesso modo e gli effetti fisiologici sono identici. In uno studio del 2010, Luc Tappy, un ricercatore dell’università di Losanna considerato la massima autorità mondiale negli studi sul fruttosio, ha scritto che non esiste “neanche un indizio” del fatto che lo sciroppo sia più nocivo di altre fonti di zucchero.

La questione, quindi, non è se lo sciroppo di mais è meglio o peggio dello zucchero, ma cosa fanno al nostro organismo e come lo fanno. L’opinione più difusa è che gli zuccheri al massimo provocano la carie e forniscono “calorie vuote” (cioè senza sostanze nutritive come proteine o vitamine) che tendiamo ad assumere in eccesso perché hanno un buon sapore.

Vera o falsa che sia, la tesi delle “calorie vuote” è sicuramente molto comoda perché permette di dare la colpa dell’obesità e, per estensione, del diabete (due condizioni così strettamente legate che alcuni esperti hanno coniato il termine “diabesità”), all’eccessivo consumo di alimenti in generale e allo scarso esercizio fisico, dal momento che il punto è la quantità di calorie ingerite e una caloria è sempre una caloria.


La tesi di Lustig, però, non riguarda il consumo di calorie vuote, ed era già stata avanzata dai biochimici, anche se con meno clamore. Il problema è che lo zucchero ha caratteristiche specifiche – soprattutto per il modo in cui il corpo umano metabolizza la componente di fruttosio – in grado di renderlo particolarmente nocivo, per lo meno se consumato in certe quantità.


Dritto al fegato


La definizione usata da Lustig quando spiega questo concetto è “isocalorico ma non isometabolico”. Significa che possiamo assumere 100 calorie di glucosio (da una patata, un panino o altri amidi) oppure 100 calorie di zucchero (metà glucosio e metà fruttosio), e queste calorie saranno metabolizzate in modo diverso e avranno un effetto diverso sul nostro corpo. Le calorie sono le stesse, ma le conseguenze metaboliche sono molto diverse.


Il fruttosio presente nello zucchero e nello sciroppo di mais è metabolizzato principalmente dal fegato, mentre il glucosio presente nello zucchero e negli amidi è metabolizzato da ogni cellula del corpo. Consumare zucchero (fruttosio e glucosio) significa più lavoro per il fegato che se avessimo assunto la stessa quantità di calorie di amido (glucosio). E se si consuma quello zucchero in forma liquida – una bibita o del succo di frutta – fruttosio e glucosio colpiranno il fegato più rapidamente di quando mangiamo una mela (o varie mele, per ottenere quella che i ricercatori definirebbero la dose equivalente di zucchero). La rapidità con cui il fegato deve svolgere la sua funzione influenza anche il modo in cui metabolizza il fruttosio e il glucosio.


Negli animali, o almeno nei ratti e nei topi di laboratorio, quando il fruttosio colpisce il fegato in quantità sufficiente e con sufficiente rapidità, il fegato ne trasforma buona parte in grasso. A quanto sembra questo induce una condizione nota come insulino-resistenza, che oggi è considerata il problema fondamentale dell’obesità e il diffetto alla base delle cardiopatie e del diabete di tipo 2, quello che si riscontra spesso nelle persone obese o sovrappeso. Potrebbe anche essere il punto di partenza per spiegare diverse forme di tumore.


Se quello che succede ai roditori di laboratorio succede anche agli esseri umani, e se mangiamo tanto zucchero da farlo succedere, allora siamo nei guai.
L’ultima volta che un’agenzia del governo statunitense ha esaminato a fondo la relazione tra zucchero e salute è stato nel 2005, in un rapporto dell’Institute of medicine, un istituto che fa parte delle National academies. Gli autori ammettevano che lo zucchero può aumentare il rischio di patologie cardiache e diabete, facendo perino salire il colesterolo Ldl – il cosiddetto colesterolo “cattivo” – ma non consideravano definitivi questi studi. La questione era piuttosto confusa: non era neppure possibile stabilire in quale quantità lo zucchero fosse efettivamente troppo.



Riprendendo il rapporto del 2005, uno studio dell’Institute of medicine pubblicato nell’autunno del 2010 ribadiva: “Non c’è consenso scientifico sulla quantità di zuccheri che si possono consumare in una dieta equilibrata”. Era la stessa conclusione a cui era arrivata la Food and drug administration (Fda), l’agenzia statunitense per il controllo dei farmaci e dei prodotti alimentari, l’ultima volta che aveva affrontato il problema dello zucchero, nel 1986. Gli esperti della Fda avevano detto che a parte il contributo calorico, “nessuna prova conclusiva dimostra che vi siano rischi per la popolazione quando gli zuccheri vengono consumati ai livelli attuali”. È un altro modo per dire che le prove non confutavano affatto tesi come quelle avanzate oggi da
Lustig e già allora da altri ricercatori, ma solo che non erano definitive o incontrovertibili.



Quello che dobbiamo tenere presente, sostiene Walter Glinsmann, amministratore della Fda, principale autore del rapporto del 1986 e oggi consulente della Corn reiners , l’associazione dei rainatori di mais, è che lo zucchero e lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio possono anche essere velenosi, ma qualunque altra sostanza può esserlo se consumata in modi e in quantità innaturali per gli esseri umani. La questione è sempre la stessa: quale dose rende nociva una sostanza innocua? Quanta ne dobbiamo consumare prima che diventi pericolosa?
Quando Glinsmann e i suoi colleghi della Fda decisero che nessuna prova conclusiva dimostrava la pericolosità dello zucchero, si basarono su un consumo medio pro capite di circa 18 chili all’anno oltre alla quantità assunta naturalmente da frutta e verdura: 18 chili all’anno di “zuccheri aggiunti”, come dicono i nutrizionisti.



Questa dose equivale a 200 calorie di zucchero al giorno, cioè meno di quante ne contengano una lattina e mezza di Coca-Cola o due bicchieri di succo di mele. Se veramente consumassimo questa quantità di zuccheri aggiunti, la maggior parte dei nutrizionisti sarebbe molto soddisfatta, Lustig compreso.


Ma 18 chili l’anno erano 16 chili in meno della quantità calcolata all’epoca dagli analisti del ministero dell’agricoltura – circa 34 chili all’anno a testa – e di regola le stime di questo ministero sono considerate le più affidabili. All’inizio degli anni 2000, sempre secondo il ministero dell’agricoltura, il consumo di zuccheri era passato a più di 40 chili all’anno pro capite.
Poiché questo aumento ha coinciso con l’epidemia di obesità e diabete, la tentazione di dare la colpa del problema al saccarosio e allo sciroppo di mais è forte. Nel 1980 circa un americano su sette era obeso e quasi sei milioni erano diabetici, e i tassi di obesità non erano cambiati in modo significativo rispetto al ventennio precedente.
All’inizio degli anni 2000, quando il consumo di zucchero ha raggiunto il picco massimo, un terzo degli americani era obeso e 14 milioni erano diabetici.



Grasso e resistente


esagerare in zuccheri : il risultato
Medici e autorità sanitarie hanno ormai accettato l’idea che una condizione nota come sindrome metabolica sia uno dei maggiori se non il maggiore fattore di rischio per la cardiopatia e il diabete. Secondo le stime dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, oggi ne soffrono circa 75 milioni di americani.


Il primo sintomo che i medici cercano per diagnosticare la sindrome metabolica è l’aumento della circonferenza vita. Questo significa che se una persona è sovrappeso ha una buona probabilità di avere la sindrome metabolica, e di conseguenza ha più possibilità di avere un infarto o di diventare diabetica (o entrambe le cose). Ma anche i magri possono avere la sindrome metabolica, e in questo caso hanno un rischio maggiore di cardiopatia e diabete rispetto ai magri che non hanno questa sindrome.


Quando una persona ha la sindrome metabolica le cellule del suo corpo ignorano attivamente l’azione dell’insulina, un ormone che attivando diversi processi metabolici e cellulari riduce la concentrazione di glucosio nel sangue. Questa condizione è tecnicamente nota come insulino-resistenza.


Da cosa è provocata l’insulino-resistenza? Ci sono diverse ipotesi, ma i ricercatori ritengono che una probabile causa sia l’accumulo di grasso nel fegato. In base agli studi che hanno tentato di rispondere a questa domanda, dice Varman Samuel, che studia l’insulino-resistenza alla Yale school of medicine, la correlazione tra presenza di grasso nel fegato e insulino-resistenza nei
pazienti, magri o obesi che siano, è “decisamente forte”.



Questo fa sorgere un’altra domanda: cosa provoca l’accumulo di grasso nel fegato? Una delle ipotesi più comuni è che ingrassare renda più grasso anche il fegato, ma questo non spiega il fegato grasso nelle persone magre. In parte il fenomeno potrebbe essere attribuito a una predisposizione genetica ma, tornando a Lustig, c’è anche la possibilità molto concreta che sia
provocato dallo zucchero.



Nei primi anni 2000, i ricercatori che studiavano il metabolismo del fruttosio avevano già confermato alcuni risultati e avevano valide spiegazioni biochimiche per quello che stava succedendo. Se si alimentano gli animali con abbastanza fruttosio puro o abbastanza zucchero, il loro fegato converte il fruttosio in grasso – l’acido grasso saturo palmitato per essere precisi
– che si ipotizza provochi cardiopatie perché fa aumentare il colesterolo Ldl.



Il grasso si accumula nel fegato e poi arrivano l’insulino-resistenza e la sindrome metabolica.
Secondo Michael Pagliassotti, un biochimico della Colorado state university che alla fine degli anni novanta ha condotto molti studi sugli animali, se gli animali mangiano enormi quantità di fruttosio e di zucchero (il 60 o il 70 per cento delle calorie della loro dieta) questi cambiamenti
possono verificarsi anche in una sola settimana. Ci vogliono mesi, invece, se mangiano quantità di zucchero più simili a quelle che consumano gli esseri umani: il 20 per cento circa delle calorie della loro dieta (negli Stati Uniti). In entrambi i casi, basta abolire lo zucchero e il fegato grasso scompare rapidamente portando via anche l’insulino-resistenza.



Effetti simili sono stati riscontrati anche nelle persone, però di regola i ricercatori – come Luc Tuppy in Svizzera o Peter Havel e Kimber Stanhope dell’università della California a Davis – hanno basato i loro studi solo sul fruttosio.


Anche se le ricerche sullo zucchero aumentano, si può ancora sostenere che non ci sono prove conclusive. Gli studi sui roditori non sono necessariamente applicabili agli esseri umani. E il genere di studi condotti da Tappy, Havel e Stanhope – somministrare bibite dolcificate con il fruttosio e paragonare gli efetti a quelli che si ottengono consumando bibite dolcificate con il
glucosio – non sono applicabili all’esperienza umana, perché nessuno di noi consuma mai fruttosio allo stato puro. Lo prendiamo sempre insieme al glucosio, nella composizione in parti quasi uguali dello zucchero o dello sciroppo di mais. E poi di regola la quantità di fruttosio o saccarosio somministrata in quegli studi ai roditori o ai volontari umani è enorme.
Proprio per questo le valutazioni delle ricerche efettuate finora sull’argomento concludono invariabilmente che occorrono altri studi per stabilire a quali dosi zucchero e sciroppo di mais cominciano a diventare, come dice Lustig, “tossici”.



Il combustibile insulina


Per il momento sappiamo che lo zucchero e lo sciroppo di mais, a causa delle particolarità della metabolizzazione del fruttosio e nelle quantità che consumiamo oggi, potrebbero determinare un accumulo di grasso nel fegato seguito da insulino-resistenza e sindrome metabolica, scatenando un processo che causa patologie cardiache, diabete e obesità. Forse sono davvero velenosi, ma ci vogliono anni perché arrivino a causare danni. Non succede dalla sera alla mattina.


Fino a quando non saranno condotti studi a lungo termine, non potremo sapere niente di certo.
Quali sono le possibilità che lo zucchero sia ancora più dannoso di quello che pensa Lustig?
L’obesità, il diabete e la sindrome metabolica sono tutte condizioni che fanno aumentare l’incidenza dei tumori. Per questo accennavo al fatto che l’insulino-resistenza potrebbe essere alla base di molti tumori, così come è alla base del diabete di tipo 2 e delle cardiopatie.



Il collegamento tra obesità, diabete e tumore è stato documentato per la prima volta nel 2004 in alcuni studi sulla popolazione condotti da ricercatori dell’Agenzia internazionale per la ricerca
sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità. Non è una tesi in discussione: chi è obeso e affetto da sindrome metabolica ha maggiori probabilità di ammalarsi di cancro. La maggior parte dei ricercatori è d’accordo sul fatto che il rapporto tra dieta o stile di vita occidentale e tumore si manifesta attraverso questa associazione con l’obesità, il diabete e la sindrome metabolica, vale a dire l’insulino-resistenza.



Come funziona? Gli studiosi di tumori oggi ritengono che il problema dell’insulino-resistenza è che fa secernere più insulina, e l’insulina (così come un ormone correlato noto come fattore di crescita insulino- simile) di fatto facilita la crescita dei tumori.


Come mi ha spiegato Craig Thompson, che ha fatto gran parte di queste ricerche e oggi è presidente del Memorial Sloan-Kettering cancer center a New York, le cellule di molti tumori dipendono dall’insulina per trovare il combustibile (lo zucchero nel sangue) e i materiali di cui hanno bisogno per crescere e moltiplicarsi. L’insulina e il fattore di crescita insulino-simile (così come i fattori di crescita correlati) forniscono anche il segnale per avviare questo processo.
E per le cellule tumorali, più insulina c’è meglio è.



Quello che questi ricercatori chiamano segnale dell’insulina (o del fattore di crescita insulino simile) sembra essere un passaggio necessario per molti tumori umani, soprattutto quelli al seno e al colon. Lewis Cantley, direttore del centro tumori al Beth Israel deaconess medical center della Harvard medical school, sostiene che fino all’80 per cento dei tumori dipende da mutazioni o da fattori ambientali che operano aumentando o mimando l’efetto dell’insulina sulle cellule del tumore incipiente.


La maggioranza dei ricercatori che studiano il rapporto tra insulina e cancro sembra interessata soprattutto a trovare un farmaco in grado di sopprimere il segnale dell’insulina nelle cellule del tumore incipiente e quindi di inibire o scongiurare completamente la loro crescita. Molti esperti che scrivono di questo rapporto dal punto di vista della salute pubblica partono dal presupposto che livelli di insulina cronicamente elevati e insulino-resistenza siano causati dall’essere sovrappeso o dall’ingrassare.


Ma alcuni ricercatori, come Cantley e Thompson, sostengono che se l’insulino- resistenza è causata da qualcosa di diverso dall’essere semplicemente più grassi, questo qualcosa con ogni probabilità è la causa alimentare di molti tumori. Se è lo zucchero a provocare l’insulino-resistenza, allora è difficile evitare la conclusione che lo zucchero provoca il tumore – o almeno alcuni tumori – anche se questa affermazione può sembrare drastica e senza precedenti.
“Ho eliminato lo zucchero rainato dalla mia dieta e mangio il meno possibile”, mi ha detto Thompson, “perché in definitiva credo che così potrò diminuire il mio rischio di cancro”. Cantley lo dice chiaramente: “Lo zucchero mi spaventa”.



Lo zucchero ovviamente spaventa anche me. Vorrei mangiarlo con moderazione. Sicuramente vorrei che i miei due figli fossero capaci di mangiarlo con moderazione, senza consumarne quantità eccessive, ma non so cosa signiichi veramente.


Una cosa è dire che lo zucchero ci fa ingrassare: quando cominciamo a prendere peso,
possiamo mangiarne di meno. Ma stiamo parlando anche di cose che non si vedono: fegato grasso, insulino-resistenza e tutto quello che ne consegue. Ufficialmente non dovrei avere paura perché le prove non sono conclusive, però sono preoccupato lo stesso.



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