domenica 30 marzo 2014

Analisi a tutto campo sui costi e benefici (ovviamente nulli) a cui è sottoposta la politica economia italiota, lucida e profonda l'analisi di Gianni, mostra tutte le lacune e le svendite  atte ad affossare una nazione intera con i suoi cittadini.


Sa Defenza


I veri costi che nessuno taglia sono quelli della sovranità ceduta

Gianni Dessi 
720px-NATO_expansionPoco tempo fa, ho scritto in una nota che il presunto (?) taglio delle commesse legate all’acquisto dei famigerati, e sonori bidoni, Jet “F35”, sarebbe certamente sacrosanto, ma anche decisamente tardivo e non risolutivo in nulla. Un ritardo che ha permesso di buttare più di 3 miliardi già investiti dagli stessi cialtroni che oggi (ad un solo anno di distanza) dicono essere superflui.
(leggi articolo correlato a fondo pagina)


Ho anche già palesato che Il programma “soldato futuro”, come altri programmi militari, e’ certamente rinviabile a fronte delle esigenze impellenti generate dalla crisi attuale.


Ciò che proprio non mi torna, è la volontà dichiarata dal governo: da un lato, di non sostituire con altro le mancate acquisizioni – queste necessarie a tenere in vita un dispositivo accettabile ed autonomo di difesa; dall’altro, di operare un generale piano di dismissione della logistica militare italiana, rinunciando de facto et sine die alla possibilità di avere una politica militare indipendente.


Non torna, perché si mette in discussione la sicurezza, ed esistenza stessa, di una nazione in quanto tale, salvo avere in mente (non essendo loro né pacifisti né ingenui), il definitivo appalto della difesa ad organismi sovranazionali (UE e NATO), slegandola da ogni possibile ultimo trait d’union con la nazione stessa. Parte del più generale piano di liquidazione della sovranità nazionale italiana residua e dismissione dei suoi beni strategici e produttivi.


Questi tagli – questi si, populisti nel peggior senso del termine ed in assenza di una definita diversa e nuova politica estera, oggi completamente assente – rischiano di essere solo un palliativo ancor più dannoso delle spese.


Infine, giova chiedersi :dove andranno a finire questi risparmi? Ai disoccupati, alle famiglie, ai lavoratori, alle PMI? Ovviamente no, anche li si taglia alla grande. La risposta e’ – dati i parametri e gli impegni vincolanti dei trattati europei – andranno a ripianare il debito truffa ed a finanziare progetti UE e USA.
Il gioco delle tre carte sarebbe completo. Il banco vince sempre e noi continuiamo ad agonizzare.


A ben guardare, basterebbe 
semplicemente riappropriarsi della propria politica estera e sovranità nazionale (su quella monetaria, leggi articolo correlato a fondo pagina), ma questo non è in discussione e guarda caso va nella stessa direzione di quanto sopra esposto

Vediamo nel dettaglio alcune voci.
Iniziamo con il Fiscal Compact, il quale dovrebbe “comportare, ogni anno, tagli alla spesa ed aumenti delle entrate per complessivi 50 miliardi di euro circa. Nel tentativo di ridurre lo stock di debito pubblico, si ridurrebbe ulteriormente il Pil aumentando quindi il rapporto tra stock e debito”.



Per il MES, l’Italia dovrà versare in scaglioni una percentuale del 17,9% del totale, cioè 125,3 miliardi di Euro, sul totale di 700 miliardi di Euro previsti.Questo, non è messo minimamente in discussione.


Vogliamo parlare della nostra azione “poco diplomatica” in Ucraina e la volontà di aderire alle (auto)sanzioni europee alla Russia? Il nostro volume d’affari complessivo con la Russia si avvicina ai 28 miliardi di euro ( 10 export e 18,5 import), che verrebbero messi a rischio per assecondare i capricci Neo Atlantici di Mr. Obama e le voglie di mercati e materie prime della Cancelliera Merkel. Per non parlare dei danni alla nostra economia, non solo in materia energetica, che potrebbe causare un irrigidimento delle rispettive posizioni.


Insomma, dopo aver autoboicottato la nostra economia mediterranea e vicino orientale, contribuendo attivamente (e finanziariamente) ad attaccare i nostri migliori partner commerciali, facciamo seppuku anche con quello che rimane.


Giova ricordare i danni fatti con le cosidette “primavere arabe” che, per noi e per loro, si sono rivelati bui inverni. Il danno alla nostra economia è ammontato nel 2011 in un calo del 20% delle esportazioni complessive con il Nord Africa. La riduzione è in buona parte dovuta al crollo (-77%) delle esportazioni verso la Libia, a causa della guerra civile che ha interrotto per alcuni mesi il flusso di beni e servizi. Rilevante, ma certamente più contenuto, è il calo delle esportazioni verso l’Egitto (-12%) e la Tunisia (-11%).


Lo scempio portato avanti in Libia è costato da solo circa 2 miliardi di euro in esportazioni (fonte Camera di Commercio Italo Libica) e circa 1 miliardo di spese militari di guerra.


Con l’Iran (- 20% di solo export nel 2012) l’interscambio (import/export) è diminuito – dal 2011 al 2012 – di 3,5 miliardi. Senza valutare le enormi perdite future in termini di “costo opportunità”. Parliamo infatti, di un mercato di 79 milioni di persone, di cui il 70% tra i 15 e i 64 anni di età, in continua evoluzione.


Con la Siria, si è fatto ben di peggio (- 1,16 miliardi di euro) con l’abdicazione al ruolo di principale partner economico europeo e di terzo partner mondiale (dopo Cina e Arabia Saudita) acquisito grazie agli accordi bilaterali siglati da Bashar Assad e Silvio Berlusconi nel vertice del 20 febbraio 2002. Grazie a quegli accordi l’Italia giocava un ruolo da protagonista nell’estrazione del petrolio e delle materie prime e garantiva alle proprie aziende ruoli di primo piano nella realizzazione di infrastrutture collegate.


Volutamente, e non certo per secondaria importanza, sto tralasciando l’aspetto geopolitico ed umanitario (nel vero senso della parola, non usraeliano del termine), che è ben stato affrontato in molte altre sedi. Gli scempi fatti, e ancora in corso, chiedono vendetta davanti a Dio e agli uomini, italiani e non.


A questo fosco quadro, si dovrebbero aggiungere i costi del mantenimento attivo di truppe, uomini e mezzi, in giro per il mondo a combattere guerre per procura.
Dal dopoguerra ad oggi,ma il 90% negli ultimi 30 anni, le nostre FFAA sono state impegnate in 132 missioni internazionali ( 38 ONU, 27 NATO, 23 UE, 43 altre), di cui ben il 40% di peace keeping ed il 17% di peace enforcement. Ossia, di guerra. Ancora oggi, ben 27 missioni sono in corso, al modico costo di 1,5 miliardi annuiin chiaro”(2013).


Non sappiamo, ma ammontano a centinaia di milioni, i costi occulti delle nostre sovvenzioni in termini di intelligence, armi, logistica e fondi per le operazioni di destabilizzazione per conto della NATO, come in Siria. Come è difficilmente calcolabile la “quota parte” italiana, uscita sempre dalle tasche dei contribuenti, che l’UE impiega per ripianare debiti e assistere stati, da portare nell’alveo della dittatura finanziaria europea e del suo mercato drogato. Gli 11 miliardi promessi alla golpista Ucraina sono ascrivibili a questi.


Last but not least, spendiamo ben 3,5 milioni di euro al mese per l’operazione Mare Nostrum, il cui nome nono poteva essere più ingannevole e inappropriato. Qui, per conto della globalizzazione e dei suoi interessi, ci facciamo carico del “prelievo e trasporto a domicilio” di masse di diseredati (vittime come noi, non certo colpevoli) utili al dumping sociale in patria, alle politiche di deportazione forzata per conto delle multinazionali ed ai criminali progetti delle élite globali di distruzione delle identità e delle culture (di origine ed arrivo).


Si potrebbe anche andare avanti, ma credo che il quadro (equivalente a centinaia di miliardi di euro) possa bastare.


Appare chiaro che, nel nome dell’Europa e del suo prono servilismo agli USA/NATO, abbiamo distrutto una florida economia e decennali (alle volte, secoli) rapporti di parternariato commerciale.


Ora, ci continuano a chiedere dismissioni e privatizzazioni spacciandole come “necessarie”. Ci impongono rinunce salariali, tagli pensionistici e del personale, diritti del lavoro conquistati in secoli di dure lotte, pretendendo il plauso bovino delle masse anestetizzate da una politica assente e da media criminali e compiacenti. Ci vendono le continue cessioni di sovranità, più o meno mascherate, più o meno popolari, come i rimedi ai mali causati proprio dalla rinuncia al ruolo di Nazione e alla nostra esistenza come popolo, indipendente e sovrano.


Insomma, se proprio si vuole perire, almeno lo si faccia senza essere complici prudenti dell’assassino e con la dignità di una Nazione.
L'UE approva il meccanismo di prelievo forzoso

movisol


La scorsa settimana l'Unione Europea ha deciso sanzioni micidiali contro i proprio cittadini che, a differenza della Russia, non possono difendersi
Con il compromesso sull'Unione Bancaria raggiunto il 19 marzo, il Consiglio UE, la Commissione e il Parlamento Europeo hanno creato una macchina criminale che mira ufficialmente a confiscare i risparmi per mantenere in piedi le banche "zombie".

L'accordo stabilisce che il Meccanismo di Risoluzione Unico (SRM), il cosiddetto "secondo pilastro" dell'Unione Bancaria, sarà operativo nel 2015; due terzi dei 55 miliardi di euro del Fondo di Risoluzione Unico (SRF) possono essere usati dall'inizio e il 70% dopo tre anni. Il fondo sarà finanziato dalle banche, ma non è chiaro se solo dalle 128 banche che fanno parte dell'Unione Bancaria o se da tutte. Le casse di risparmio e le banche cooperative hanno già messo le mani avanti perché non intendono sacrificarsi per salvare le grandi banche. 

Il "primo pilastro" dell'UB, il Meccanismo di Supervisione Unico (SSM), come concordato precedentemente, sarà a regime già nel novembre di quest'anno.

L'intero sistema sarà indipendente dai governi nazionali. Il Consiglio sarà interpellato solo se lo decide la Commissione e solo nel caso che la Commissione disapprovi le decisioni prese dalla BCE e dal Consiglio del SRM (probabilità uguale a quella che gli asini volino).

Al cittadino viene spiegato che nel caso di una "risoluzione" (liquidazione) bancaria, verrà per primo utilizzato lo strumento del "bail-in", e cioè del prelievo forzoso: vengono confiscati, nell'ordine, le azioni, le obbligazioni e i risparmi al di sopra dei centomila euro. Se questi non bastano si ricorre al fondo. Inoltre, i governi possono chiedere un prestito all'ESM, che naturalmente significa consegnarsi alla Troika.

Il Commissario per il Mercato Interno Michel Barnier ha definito l'accordo "il passo più importante (…) dopo l'Euro". Il ministro del Tesoro tedesco Wolfgang Schaeuble ha ripetuto il mantra che col nuovo meccanismo i contribuenti non dovranno più sobbarcarsi il costo dei salvataggi bancari.

Due osservazioni. 
Primo, se salta una banca sistemicamente rilevante, la potenza di fuoco del nuovo meccanismo è del tutto insufficiente. Non miliardi ma migliaia di miliardi saranno necessari. Questo significa che i contribuenti non sono affatto al riparo
In secondo luogo, e ancor più importante, è che le nuove regole rovesciano il principio della fiducia su cui si basa ogni sistema di finanza e di credito, e cioè che il risparmio è protetto dalla legge
La maggior parte delle costituzioni nazionali lo afferma esplicitamente. Il nuovo accordo raggiunto dalle istituzioni UE, e che i parlamenti nazionali sono chiamati a ratificare, asserisce invece la supremazia della "stabilità del sistema finanziario" su ogni altro interesse o settore della società, compresi i risparmi.

Come abbiamo già denunciato, le norme di "risoluzione bancaria" affermano che i contratti derivati devono essere onorati se una loro sospensione minaccia "la stabilità del sistema".


L'UE ha dichiarato ufficialmente guerra ai risparmiatori e così facendo ha gettato le basi per l'autodistruzione del sistema.

sabato 29 marzo 2014

Siria: Guerra segreta della NATO, presunto drone turco abbattuto dall'esercito siriano
nsnbc internationale 
tradusiu de Sa Defenza
nsnbc : Mentre turchi e occidentali - sostengono i jihadisti,  nella zona di Kassab,  in fuga dalle forze armate siriane , un deputato del più grande partito di opposizione della Turchia CHP ha affermato che l'esercito siriano ha abbattuto un drone turco a Kassab .

Il giornale turco Aydinlik  (AD ) cita Mehmed Ali Ediboglu , deputato del più grande partito di opposizione, il CHP , della Turchia , come dire che le forze armate siriane hanno abbattuto un drone turco sopra la città siriana di Kassab .


L' abbattimento di un drone turco ha implicazioni internazionali , considerando che la Turchia è uno Stato membro della NATO .

La scorsa settimana , un jet da combattimento siriano è stato abbattuto sopra Kassab. 

Testimoni oculari hanno riferito alla nsnbc internationale che l'esercito turco schiera contro le posizioni dell'esercito siriano  artiglieria e tank  e  forze speciali turche sono state osservate in azione nella zona.

Ieri è emerso che membri del governo  dei partiti AKP  e PM  R.T. Erdogan potrebbe aver  sanzionato con  l'ordine di abbattere un aereo siriano , tre giorni prima l'incidente suddetto.


L' esercito  siriano  e il  turco che sostiene i cosidetti - ribelli  sono stati coinvolti in pesanti scontri dentro e intorno alla città di Kassab nella regione siriana  di Lattakia. I jihadisti hanno sofferto pesanti perdite. I combattimenti sono scoppiati il 21 marzo e continuano ancora .

Il  Quotidiano Aydinlik cita fonti locali come dire che l'esercito siriano è anche riuscito a neutralizzare il comandante del cosiddetto fronte Kastal Maaf , Mohammad al - Abdallah , e il leader delle brigate Mostapha nel nord Lattakia .

Le forze armate siriane hanno perseguito i terroristi che si erano infiltrati nella regione attraverso la Turchia . Gli "insorti" sono fuggiti dopo aver subito una pesante sconfitta nelle montagne di Samra e del Kassab .


Il membro del Parlamento , Mehmed Ali Ediboglu del partito CHP ha visitato la Turchia - nella zona di confine con la Siria a Yayladagi, dopo i pesanti scontri scoppiati nella regione. Ediboglu ha dichiarato che l'esercito turco permette agli  insorti di   attraversare il confine  dalla Siria facendoli entrare in Turchia.

Il giornale Aydinlik  cita il turco MP con cui ha relazione nei social media , e afferma che un drone turco è stato abbattuto con un missile dall'esercito siriano il 22 marzo . Ediboglu ha aggiunto che i jet turchi  avevano anche sconfinato a più riprese , al fine di raccogliere dati a favore dei terroristi da loro  armati .

Il deputato ha detto che il drone è stato abbattuto a circa 1,5 chilometri dalla città siriana di Kassab , in territorio siriano , e che il fatto è stato nascosto  dalla Turchia, per paura che potrebbe causare problemi in termini di diritto internazionale . 

Ediboglu ha chiesto un'indagine urgente su l'abbattimento di un aereo siriano da F-16 turchi lo scorso fine settimana , così come il drone turco è stato abbattuto dall'esercito siriano . 

La NATO potrebbe , forse ,  essere ritenuta responsabile  per l'uso di droni turchi  in territorio siriano, essendo la Turchia un membro dell'alleanza .


quarto post TRATTATO DI LIBERO SCAMBIO USA-UE . PER IL TRIONFO GIURIDICO ED ECONOMICO DELLE MULTINAZIONALI E PER L'ABBATTIMENTO DELLE COSTITUZIONI DEMOCRATICHE
A.Boassa


Obama ha voluto ricordarlo alla UE . Non c'è bisogno delle armi per imporre l'egemonia Usa in Europa . E' sufficiente un richiamo . Che il TTIP sia un accordo di guerra contro Russia e Cina


Che deve ulteriormente favorire la penetrazione delle multinazionali USA ed eventualmente una fuga di capitali europei negli States . Tutto questo è stato ribadito implicitamente . 

Sulla "lungimiranza" del Presidente sulle armi , sulle sanzioni , sulle minacce...dirò un'altra volta. Ora come promesso prendo in considerazione le tematiche principali del mandato negoziale

COOPERAZIONE DOGANALE

si aspira con l'entrata in vigore dell'accordo all'azzeramento dei dazi che allo stato attuale già presentano un livello di protezione tariffaria media "relativamente basso"(3,5% USA ; 5,2% UE) . 

Molto gradita in Italia ad alcuni settori(vedi calzaturiero) perchè verrebbero abbattuti picchi elevati, risulta evidente dall'esperienza storica e da un'ampia letteratura che l'eliminazione dei dazi favorirà un ampliamento del divario tra aree ad alto sviluppo e aree depresse , tra settori che si avvantaggeranno ed altri che subiranno una profonda crisi , tra il "centro dell'Europa e la sua periferia."


ADOZIONE DI STANDARD COMUNI

la differenza tra le misure regolamentari , tra gli standard relativi alla sicurezza , alla salute e alla tutela dell'ambiente costituirebbero degli ostacoli-si dice- alla conquista dei mercati . 

E perciò si promuove la rimozione degli stessi. 

Risulta evidente che Statunitensi ed Europei hanno vedute diverse sulla tutela dell'ambiente , sugli Ogm ,sulla ricerca sugli esseri viventi , sul ruolo dei servizi pubblici , sulla privacy... e risulta altresì evidente che il partner più forte riuscirà ad imporre la sua visione al partner debole che una volta ridimensionato il peso delle sinistre e dei sindacati confederali sta già demolendo di par suo un modello di società cui avevano concorso proprio quelle forze politiche che ora sono messe all'angolo (contro l'accordo la sinistra della Gue e i Verdi). 

Come ci ricorda Mauro Miccolis su "Sbilanciamoci" potremo mangiare carne agli ormoni , prodotti Ogm , importare carcasse di animali lavate con la varecchina , consumare senza disporre delle denominazioni di origine...

LIBERALIZZAZIONE DEI SERVIZI:

gli imprenditori europei gongolano dato il livello altamente protezionista degli Usa nel settore dei servizi (trasporti aerei e marittimi , poste...) e negli appalti pubblici (aperti alle imprese europee soltanto per poco più del 30%) . 

Gli Usa altresì pretendono protezione degli investimenti e (secondo loro) nessuna discriminazione . 

Il che significa aggressione legale a tutto ciò che può essere fonte di profitto : scuola ,istruzione universitaria , ricerca , salute ,acqua...Un autostrada ,tanto per intenderci , per sbarazzarsi di protesta popolare , di opinione pubblica , di referendum e di simili altri fastidiosi ostacoli che impediscano la riuscita di un ricco bottino (volevo dire profitto).

Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) tra l'altro , assieme al "filo di perle" militare Usa che sbarrerebbe in caso di guerra il transito delle navi cinesi verso le risorse petrolifere e il Trans Pacific Partnership (libero scambio USA con i paesi asiatici) , costituisce un ulteriore rafforzamento dell'accerchiamento del più importante creditore Usa : la Cina


Accerchiamento cui si aggiunge ora la Russia , determinandone una sua più stretta alleanza con "l'Impero celeste"

8 alimenti vegetali  per curare il cancro

tradusiu de Sa Defenza

naturalnews


(NaturalNews) Con il 44% degli uomini e il 39% delle donne  con diagnosi di cancro, è diventato più importante che mai  capire i cibi che nutrono non solo il corpo, ma che disintossicano pure ogni causa da agenti  cancerosi. Ecco alcuni degli alimenti anticancro potenti distruttori del male ed erbe aromatiche.

Verdure marine

Kelp, kombu e nori sono tre dei vegetali marini più comuni con effetti notevoli sul cancro. Sono una delle fonti più ricche e biodisponibili di iodio, una sostanza carente nella dieta media di molti pazienti con carcinoma mammario e ovarico. Sono anche ricchi di calcio e potassio, così come tutti i minerali, che aiutano a promuovere  un ambiente molto alcalino, che rende molto difficile al cancro  sopravvivere.

Alghe

Chlorella e Spirulina sono due dei più potenti alghe e hanno dimostrato combattenti del cancro. Grazie alla loro incredibile azione di disintossicazione (compresi il legame e l'eliminazione di metalli pesanti) e le proprietà d'amplificazione immuni (per promuovere la produzione di flora intestinale sana e combattere la crescita eccessiva del candida), che sono un must quando la guarigione del cancro.

Verdure crucifere

Verdure crucifere come broccoli, cavolfiori e cavoli sono stati collegati al ridurre i rischi di cancro e hanno la capacità di fermare la crescita delle cellule tumorali di tumori al seno, rivestimento uterino, polmone, colon, fegato e cervice. Sembra che un fitochimico chiamato sulforafano può stimolare gli enzimi che disintossicano agenti cancerogeni prima che danneggino le cellule, così come indolo 3-carbinolo e crambene*, che sono anche sospettati di attivare enzimi  disintossicanti.

Funghi medicinali

Funghi medicinali come il reishi e chaga hanno un numero notevole di molecole bioattive, compresi agenti anti-tumorali, individuati nella loro struttura. Questi composti bioattivi includono polisaccaridi, alcaloidi, tocoferoli, fenoli, flavonoidi, carotenoidi, folati, enzimi di acido ascorbico, e acidi organici. studi dimostrano che il consumo a lungo termine di reishi impedisce la proliferazione del tumore e la crescita aumentando il livello di antiossidanti nel sangue di un individuo , mentre migliora l'immunità di chi soffre di cancro in fase avanzata.

Aloe Vera

La ricerca mostra una forte immunomodulanti e anti-tumorali immobili in polisaccaridi in aloe vera, il che significa che aumenta la funzione del sistema immunitario e distrugge il cancro, i tumori. Uno studio de l'International Immunopharmacology ha dimostrato che i polisaccaridi di aloe vera ha potente attività macrofagi, tra cui la produzione di un aumento dei volumi di ossido nitrico e la sua attivazione, che ha un potenziale anti-tumorale.

Canapa

La pianta di canapa contiene alcune delle fonti più equilibrate e ricche di oli del pianeta, con un rapporto ideale di 3:1 per omega 6 e omega 3. Olio di semi di canapa contiene anche gli acidi grassi essenziali 80%, il più alto di qualsiasi impianto. Gli acidi grassi essenziali sono fondamentali per la funzione immunitaria a causa della loro antiossidanti e acidi grassi anti-infiammatori, che aiuta ossidano le cellule e ripristina la salute a livello cellulare. Poiché il cancro non può sopravvivere in un ambiente altamente ossigenato, il superbo contenuto EFA di canapa rende una grande opzione per la guarigione del cancro.

Aglio

Un doppio cieco, randomizzato, con oltre 3000 soggetti umani per sette anni clinici ha mostrato che il rischio di cancro è stato tagliato del 60% per quelli con il più alto consumo di allium contenente verdure, tra cui aglio invecchiato. Il nutriente miracoloso sembra essere la alliinase enzima (un nutriente in genere Allium) che produce i composti anti-cancro. La chiave è quello di schiacciare e lasciare riposare per 15 minuti al fine di rilasciare questi composti anti-cancro.

Curcuma

La Life Extension Foundation ha condotto approfondite ricerche sulle proprietà anti-cancro di curcuma e ha scoperto che si rivolge a 10 fattori causali coinvolti nello sviluppo del cancro, tra cui danni al DNA, infiammazione cronica, e la rottura delle cellule vie di segnalazione. 

Centinaia di studi hanno anche dimostrato che curcumina è un alimento anti-cancro potente che blocca lo sviluppo del cancro in un certo numero di modi unici. Spero che questo vi ispira a fidi natura, in modo che possiamo cominciare a invertire queste statistiche spaventose. 

Fonti per questo articolo L'autore: Motivato dalla sua storia di essere malato e paralizzato all'età di 30 anni, è sanato e senza dolore cinque anni più tardi, Derek è un esperto nell'aiutare le persone a scendere in campo in una frazione di secondo, cosa che  prese per  il suo cammino. 
Attivamente impegnato nella ricerca di guarigione naturale per oltre 6 anni, Derek ha speso oltre 3000 ore di studio e ha collaborato con le migliori menti in nutrizione e utilizza quella vasta conoscenza per consegnare i protocolli che aiutano le persone a superare i loro problemi di salute. 
Derek è il proprietario de il Maestro della Salute ne la guarigione del corpo , è autore di oltre 200 articoli per la salute naturale , molti dei quali sono presenti nella sua "guarigione del corpo" Fan Page di Facebook . 
Derek specializzato in programmi nutrizionali e di benessere specifici, dallo stile di vita semplice e di transizione per completare i protocolli di guarigione. Consulta il suo gratuito corso sanitario . 
NOTE
*Definizione: Crambene è un composto vegetale che si verifica naturalmente in verdure crucifere .Crambene è uno dei nitrili naturali (un composto organico cianuro), noto per la sua capacità di attivare specifici enzimi di disintossicazione che aiutano il corpo ad eliminare agenti cancerogeni prima che possano danneggiare i vostri geni.

venerdì 28 marzo 2014

La democrazia teorizzata e realizzata dai neoliberali è una cattiva imitazione della democrazia. I popoli europei sono stati ingannati dai loro governi. È mancata una spiegazione intellettualmente onesta della crisi, delle sue cause profonde. Gli economisti ci hanno lasciato solo concetti paludati di formule, incomprensibili ai più. Credo si possano tuttavia pensare nuove forme di democrazia diretta, non fosse altro per il fatto che quella rappresentativa non gode davvero di buona salute. Bisognerebbe però operare su più livelli. A livello di Unione Europea, il Parlamento è l’unico organo che attualmente eleggiamo. Quest’ultimo, però, pur disponendo del potere di veto, tende a non utilizzarlo a sufficienza e conta ancora davvero poco. Serve dunque una democrazia rappresentativa più strutturata.
La candidatura di Tsipras ha il merito di riportare la nostra attenzione al nesso tra crisi economica e crisi dellademocrazia. E di farlo ponendo dinanzi Martin Schulzai nostri occhi un esempio concreto come la Grecia, che meglio rappresenta il dramma del fallimento delle politiche di austerità. Dove, secondo l’ultimo rapporto della rivista di medicina “Lancet”, molte famiglie non hanno più nemmeno i soldi per curare i propri bambini. Dobbiamo esserne consapevoli, ciò che è successo ad Atene potrebbe avvenire anche in altri paesi dell’area euromediterranea. Questi sono i costi di unademocrazia autoritaria affidata alle tecnocrazie. L’Europa è una grande dimensione politica, che non possiamo permetterci in alcun modo di affossare. Dobbiamo recuperarne l’originario spirito federalista e pretendere che si sviluppi su ben altre direttrici.
Quella che oggi si chiama socialdemocrazia farebbe rivoltare nella tomba non pochi dei suoi illustri esponenti del passato. Se penso a quella tedesca, non dimentico che nella seconda metà del secolo scorso si è dimostrata in grado di introdurre grandi innovazioni in senso progressista. Poi però è arrivata l’Agenda 2010 e l’influenza del pensiero economico neoliberale ha preso il sopravvento. Nei primi anni duemila sono state approvate leggi che avevano come unico obiettivo quello di ridimensionare i capitoli principali della spesa sociale, così come sono state adottate politiche attive del lavoro che partivano dal presupposto secondo il quale se qualcuno era disoccupato lo era per propria responsabilità. Gli effetti sono stati quelli di una drastica segmentazione del mercato del lavoro tedesco e una forte moderazione salariale.
Oggi in Germania si contano 7,3 milioni di cosiddetti mini-jobbers che lavorano 15 ore alla settimana per guadagnare 450 euro al mese e solo i più fortunati riescono a sommare più lavori. Altri 7,5 milioni di lavoratori hanno sì un contratto a tempo indeterminato ma lavorano per meno di 6 euro all’ora. Basterebbero questi dati a farci capire che negli ultimi due decenni i socialdemocratici in realtà hanno smesso di tutelare i più deboli. Martin Schulz? Ho letto che si è detto contrario alle modalità con cui si sta costruendo l’Unione bancaria e qualche giorno fa la Commissione affari economici di Strasburgo ha approvato una mozione su questo. Non solo, la stessa commissione ha approvato anche una risoluzione che chiede la costituzione di un Fondo Monetario Europeo che rimpiazzi la Troika. Mi sembra si tratti di decisioni in controtendenza rispetto agli orientamenti Hannah Arendtdell’attuale ministro dell’economia tedesco, Wolfang Schäuble, con il quale la Spd governa. Fatti non trascurabili, ma ancora insufficienti.
Nel mio ultimo libro ho teorizzato un “colpo di stato” da parte di banche e governi. Ci sono molti studi che arrivano a questa conclusione. Si parla in un’involuzione autoritaria in cui decisioni di grande importanza, in questi anni, sono state prese da un numero ristretto di tecnici. Ciò che è avvenuto ricalca quello che la teoria politica definisce a tutti gli effetti un “colpo di Stato”, dove parti dello Stato che non ne avrebbero il diritto si arrogano poteri fondamentali attinenti alla sovranità costituzionale dello Stato medesimo. Il sistema finanziario ha preso il potere, in nome di una presunta eccezionalità, imponendosi ai governi nazionali e alla politica. Nuove forme didemocrazia a livello locale da cui ripartire? Un terreno potrebbe essere quello della lotta alle privatizzazioni dei servizi di pubblica utilità. Molte analisi Luciano Gallinoormai lo affermano senza alcun timore di sorta: sono operazioni inefficienti dal punto di vista economico.
Come sosteneva Hannah Arendt, la democrazia senza partecipazione non conta niente. Quello che conta maggiormente è il luogo democratico dove si forma l’agenda politica di una comunità, sia essa un comune, una regione, una nazione o un continente. Pensando agli enti locali di maggior prossimità, ci vorrebbero dei consigli comunali dove il primo obiettivo fosse quello di favore la discussione, il confronto aperto tra visioni diverse della società. Luoghi dove estrapolare e aggregare la conoscenza locale. La questione di fondo però è che i cittadini organizzati danno fastidio e la velocità dei processi economici considera i procedimenti democratici più un ostacolo che un’opportunità. Stiamo assistendo dunque a un’involuzione autoritaria. Non ci si può stupire allora che la cancelliera tedesca Angela Merkel, ma anche Van Rompuy e Olli Rehn, auspichino una democrazia “market conform”.
(Luciano Gallino, dichiariazioni rilasciate a Mattia Ciampicacigli per l’intervista “Il nostro nemico è la democraziaautoritaria” pubbicata da “Il Manifesto” e ripresa il 7 marzo 2014 dal sito “Lista Tsipras

giovedì 27 marzo 2014

Erdogan, al servizio dell'imperialismo USraeliano chiude il canale YouTube in Turchia accusandolo di spionaggio, ed attacca la Siria sostenendo i mercenari assassini di poveri contadini bambini e donne siriani.

La situazione è difficile , ma per quanto ci consta , abbiamo informazioni degli attacchi armati turchi contro l'esercito siriano , a sostegno dei mercenari assassini dei Saud.

Riceviamo e pubblichiamo .

Sa Defenza

Daniel Mabsout


L'assalto alla Siria nei confini settentrionali con la Turchia attraverso la porta e l'incrocio di Kasab è interamente assunta dalla Turchia il cui esercito sostiene i mercenari di Al Nusrat offrendo loro copertura militare su una base costante . 

L' obiettivo è quello di prendere posizione sulle colline che si affacciano sulla provincia Ladikiyya e di avere accesso diretto al mare che l'opposizione mercenaria ha perso quando al Hosn è stata cooptata .. 

I mercenari di Al Nusrat non sono in grado di raggiungere e mantenere l'occupazione di questo obiettivo , nonostante il grande aiuto ottengono dall'esercito turco sia militare che logistico . 

Grandi forniture alimentari e d'armi hanno raggiunto l'esercito siriano negli ultimi due giorni , così i soldati siriani sono stati messi in grado di reagire e subito hanno abbattuto una mongolfiera turca in missione di spionaggio . 

L'esercito siriano ha anche occupato la collina di Al Nisr sta assediando il vertice strategico, 45 terroristi continuano a muoversi e non sono in grado di prendere permanente posizione, e le battaglie sono ancora in corso in Kasab dove anche le chiese e le croci sono state colpite e danneggiate dai terroristi. 

 500 mercenari sono stati uccisi in questa operazione sono soprattutto Sauditi e Ceceni e il capo del battaglione al Mustafa di al Nusrat : Abu Rashad è stato ucciso. 

Questa battaglia ai confini della Turchia avviene, per volontà turca, per alleviare i mercenari combattenti ad Aleppo e per mantenere l'esercito siriano impegnato ai confini turchi, invece di poter continuare la battaglia di Aleppo nell'espulsione dei "ratti" mercenari.


In Siria, dove gli Stati Uniti hanno contribuito per un totale di 385 milioni dollari in "aiuti umanitari",  nessun  siriano ha ricevuto aiuti anche se finanziato dai contribuenti americani, secondo il Washington Post Liz Sly. Nella foto sopra vediamo l'azione di questi efferati assassini all'operaAncora peggio, alcuni siriani ritengono che l'assistenza è fornita dal Fronte Al-Nusra, il gruppo terroristico al servizio del Dipartimento di Stato USA  che ha recentemente giurato fedeltà al leader di Al Qaeda Ayman Al-Zawahiri.
Read more at http://patdollard.com/2013/04/al-nusra-front/#E6EpQGAKaUtfl3Ep.99

Il pacco atlantico : La vera agenda di Obama

di Manlio Dinucci e Tommaso Di Francesco
Scopo centrale della visita del presidente Obama in Europa – dichiara Susan Rice, consigliera per la sicurezza nazionale  – è «premere per l’unità dell’Occidente» di fronte alla «invasione russa della Crimea».
Il primo passo sarà l’ulteriore rafforzamento della Nato. L’alleanza militare che, sotto comando Usa, ha inglobato nel 1999-2009 tutti i paesi dell’ex Patto di Varsavia, tre dell’ex Urss e due ex repubbliche della Jugoslavia (distrutta dalla Nato con la guerra); che ha spostato le sue basi e forze militari, comprese quelle a capacità nucleare, sempre più a ridosso della Russia, armandole di uno «scudo antimissili», strumento non di difesa ma di offesa; che è penetrata in Ucraina, organizzando il golpe di Kiev e spingendo così la Crimea a separarsi e unirsi alla Russia. «Cambia il quadro geopolitico»,  annuncia il segretario generale  della Nato: «Gli alleati devono rafforzare i loro legami economici e militari di fronte all’aggressione militare russa contro l’Ucraina». Si prospetta dunque non solo un rafforzamento militare della Nato perché accresca «la prontezza operativa ed efficacia nel combattimento», ma allo stesso tempo una  «Nato economica», tramite «l’accordo di libero scambio Usa-Ue» funzionale al sistema geopolitico occidentale dominato dagli Stati uniti.
Una Nato che, ribadisce Washington, «resterà una alleanza nucleare». Significativo è che la visita di Obama in Europa si sia aperta con il terzo Summit sulla sicurezza nucleare. Una creazione dello stesso Obama (non a caso Premio Nobel per la pace), per «mettere in condizione di sicurezza il materiale nucleare e prevenire così il terrorismo nucleare». Questo nobile intento perseguono gli Stati uniti, che hanno circa 8000 testate nucleari, tra cui 2150 pronte al lancio, alle quali si aggiungono le 500 francesi e britanniche, portando il totale Nato a oltre 2600 testate pronte al lancio, a fronte delle circa 1800 russe. Potenziale ora accresciuto dalla fornitura del Giappone agli Usa di oltre 300 kg di plutonio e una grossa quantità di uranio arricchito adatti alla fabbricazione di armi nucleari, cui si aggiungono 20 kg da parte dell’Italia. Partecipa al summit sulla «sicurezza nucleare» anche Israelel’unica potenza nucleare in Medio Oriente (non aderente al Trattato di non-proliferazione) – che possiede fino a 300 testate e produce tanto plutonio da fabbricare ogni anno 10-15 bombe tipo quella di Nagasaki. Il presidente Obama ha contribuito in particolare alla «sicurezza nucleare» dell’Europa, ordinando che circa 200 bombe B-61 schierate in Germania, Italia, Belgio, Olanda e Turchia (violando il Trattato di non-proliferazione), siano sostituite con nuove bombe nucleari B61-12 a guida di precisione, progettate in particolare per il caccia F-35, comprese quelle anti-bunker per distruggere i centri di comando in un first strike nucleare.
La strategia di Washington ha un duplice scopo. Da un lato, ridimensionare la Russia, che ha rilanciato la sua politica estera (v. il ruolo svolto in Siria) e si è riavvicinata alla Cina, creando una potenziale alleanza in grado di contrapporsi alla superpotenza statunitense. Dall’altro, alimentare in Europa uno stato di tensione che permetta agli Usa di mantenere tramite la Nato la loro leadership sugli alleati, considerati in base a una differente scala di valori: con il governo tedesco Washington tratta per la spartizione di aree di influenza, con quello italiano («tra i nostri amici più cari al mondo») si limita a pacche sulle spalle sapendo di poter ottenere ciò che vuole..
Contemporaneamente Obama preme sugli alleati europei perché riducano le importazioni di gas e petrolio russo. Obiettivo non facile. L’Unione europea dipende per circa un terzo dalle forniture energetiche russe: Germania e Italia per il 30%,  Svezia e Romania per il 45%, Finlandia e Repubblica Ceca per il 75%, Polonia e Lituania per oltre il 90%.  L’amministrazione Obama, scrive il New York Times, persegue una «strategia aggressiva» che mira a ridurre le forniture energetiche russe all’Europa: essa prevede che la ExxonMobil e altre compagnie statunitensi forniscano crescenti quantità di gas all’Europa, sfruttando i giacimenti mediorientali, africani e altri, compresi quelli statunitensi la cui produzione è aumentata permettendo agli Usa di esportare gas liquefatto.
In tale quadro rientra la «guerra dei gasdotti»: obiettivo statunitense è bloccare il Nord Stream, che porta nella Ue il gas russo attraverso il Mar Baltico, e impedire la realizzazione del South Stream, che lo porterebbe nella Ue attraverso il Mar Nero. Ambedue aggirano l’Ucraina, attraverso cui passa oggi il grosso del gas russo, e sono realizzati da consorzi guidati dalla Gazprom di cui fanno parte compagnie europee. Paolo Scaroni, numero uno dell’Eni, ha avvertito il governo che, se venisse bloccato il progetto South Stream, l’Italia perderebbe ricchi contratti, come l’appalto da 2 miliardi di euro che la Saipem si è aggiudicata per la costruzione del tratto sottomarino. Bisogna però fare i conti con le pressioni Usa.
Il presidente Obama si dedica comunque anche a opere di bene. Con Papa Francesco parlerà domani del «comune impegno nel combattere la povertà e la crescente ineguaglianza». Lui  che durante la sua amministrazione ha fatto salire il tasso di povertà negli Usa dal 12% al 15% (oltre 46 milioni di poveri) e quello infantile dal 18% al 22%, mentre i super-ricchi (lo 0,01% della popolazione) hanno quadruplicato il loro reddito. Obama «ringrazierà il Papa anche per i suoi appelli per la pace». Lui, presidente di uno stato la cui spesa per armi e guerre equivale a circa la metà di quella mondiale.

mercoledì 26 marzo 2014

terzo post TRATTATO DI LIBERO SCAMBIO USA-UE . PER IL TRIONFO ECONOMICO E GIURIDICO DELLE MULTINAZIONALI E PER L'ABBATTIMENTO DELLE COSTITUZIONI DEMOCRATICHE
A. Boassa




b)l'obiettivo interno parte prima


L'accordo dovrebbe entrare in vigore nel 2017 ed essere definitivamente attuato nel 2027 . L'avvio dei negoziati era stato annunciato come buona novella da Obama e per la Commissione europea da Barroso e da Van Rompuy durante l'ultimo G8 in Irlanda.


Le due potenze attualmente garantiscono il 50% del PIL mondiale e un 1/3 degli scambi commerciali . Se ne vuole di più . Si dice che tale accordo genererebbe un aumento della ricchezza globale di 100 miliardi di euro , secondo quella storica propensione del capitalismo a regalare benessere e prosperità a tutte le nazioni del mondo


Mentre in Europa si avrebbe un aumento del reddito annuale medio di 545 euro per una famiglia di quattro persone e negli Stati Uniti di 655 .
Le due comunità d'affari ( è detto proprio così nel documento della Confindustria ) ritengono che tale accordo si è reso necessario per riavviare il rilancio dei flussi commerciali dato "il sostanziale declino verificatosi nell'ultima decade " a causa del disturbo creato dall'affermarsi dei paesi "emergenti" oltre che dalla crisi finanziaria ed economica che è ricaduta su tutto il pianeta .


Nello sport si dice squadra che vince non si cambia . Per il neoliberismo vige la stessa regola . Dato che le ricette neoliberiste hanno registrato in questi ultimi trent'anni risultati ampiamente positivi , continuamo con le stesse ricette dandole un'accelerata a livello europeo e mondiale , sbarazzandoci di tutti quei lacci e lacciuoli che frenano l'impetuoso galoppo finanziario . 


Si allude all'eccesivo peso dello stato nelle faccende dell'impenditoria che deve essere lasciata libera di agire secondo i suoi codici razionali . 

Si allude allo spreco di quell'enorme patrimonio produttivo mobiliare e museale che non si apre alle privatizzazioni e al profitto , agli inutilizzati beni comuni , alla pessima gestione pubblica della risorsa acqua , agli ostacoli frapposti per un rilancio della sanità privata , della istruzione privata ,rilancio che ne garantirebbe finalmente l'eccellenza. 

Si allude anche all'eccessiva protezione assicurata all'odierno stato sociale e alla necessità di razionalizzare i servizi sociali affidandoli ai privati .

Obiettivi che possono essere facilmente raggiunti con il TTIP dato che il terreno è stato ampiamente dissodato con una progressiva opera di smantellamento legislativo sapientemente avviata durante quest'ultimo trentennio dai governi che si si sono succeduti .


Che gli indicatori previsti siano una bufala è cosa certa (si pensi solo alla crisi del dollaro e dell'euro rispetto allo Yuan moneta di riserva ben più credibile in prospettiva , nonostante la bolla del credito) mentre cosa certa è che con questo accordo -senza una adeguata risposta popolare- si avrà un ulteriore arretramento dei diritti conquistati dal mondo del lavoro nei primi decenni del dopoguerra.


Nel post successivo esaminerò le tematiche principali della bozza di mandato negoziale : cooperazione doganale ; adozione di standard comuni ; liberalizzazione dei servizi

martedì 25 marzo 2014

Nuovi orizzonti per le istituzioni della Sardegna, di Salvatore Cubeddu

Mentre il nuovo governo sardo festeggiava con il Consiglio regionale l’entrata nei ruoli che cambierà in tanti sensi la vita dei loro componenti, le istituzioni italiane si sono fatte vive negando ancora una volta ai Sardi la presenza in Europa (i siciliani continueranno  a gestirsi i nostri voti)  e rifiutando una qualche convenienza alla presenza della Saras a Sarroch (le accise). Su entrambi i punti Pigliaru tace, mentre Paci concorda con Roma. Tra qualche giorno la relazione programmatica del Presidente comunicherà al Consiglio le proprie intenzioni per i prossimi cinque anni e, forse, ne sapremo di più.
Altre notizie da Terramanna (il Continente): al referendum per l’indipendenza del Veneto hanno votato più di un milione di elettori – evidentemente concordandovi – mentre Matteo Renzi annuncia per questo venerdì l’inizio del dibattito sulla trasformazione del senato della repubblica. Se tutto andasse bene, nelle sue intenzioni, tra due/tre mesi le riforme istituzionali sarebbero cosa (quasi) fatta. Va da sé che anche i Lumbard partiranno con il loro referendum, probabilmente seguiti da ulteriori imitatori.
Ovviamente … dai nostri . Il PSd’Az promuove anche per i Sardi il referendum per la loro indipendenza, proprio in contemporanea con un convegno del PD, a Cagliari, che spiega le riforme istituzionali … italiane.
Che ne sarà di tutte le proposte venute in campo a partire dall’inizio (1978) della lunga crisi delle istituzioni della prima autonomia?
Le risposte risultano evidentemente urgenti e toccherà a Pigliaru dirci se a questi tema intenda offrire un indirizzo di governo o, invece, voglia lasciare l’argomento del tutto  in mano al Consiglio. La Sardegna riparte da zero, i problemi si accumulano. Cito Vito Biolchini, che esprimeva qualche giorno fa i seguenti interrogativi: “il Pps di Cappellacci verrà ritenuto nullo? E il piano per l’energia? Il progetto della chimica verde avrà il via libera? Quando verrà convocata l’assemblea costituente (a riguardo i sardi si sono espressi con un referendum)? Che rapporto avrà la Regione con il Qatar e il suo progetto? E le servitù militari? E il bilinguismo? E la difesa della specialità dall’attacco del governo Renzi?”.
Appunto: la risposta all’autonomia speciale della Sardegna si aggiunge, per Renzi, ad altrettante urgenze portate, con ben altra forza e decisione, in altre parti d’Italia.
Negli anni ’80, trent’anni fa, erano i sardisti ed i leghisti a porre quegli interrogativi cui la sinistra rispose  rinnovando il titolo V della Costituzione, quello che l’accordo Renzi/Berlusconi vorrebbe mutare (presumibilmente) in chiave centralista. Al contrario, il senato delle regioni, a composizione paritetica come negli USA, veniva individuata allora come l’istituzione in grado di offrire un nuovo senso ad uno stato italiano coerentemente federale. Riuscirà, la fretta di Renzi, a bruciare questo possibile sbocco al ritorno delle ‘indipendenze regionali italiane’?
In Sardegna la situazione dovrebbe essere diversa, altrimenti motivata, più matura. Anche se l’esperienza e le prime timidezze starebbero lì a dirci che al governo della Regione è andata la classe dirigente più tiepida rispetto a questi temi e più disponibile a farsi carico delle compatibilità centralistiche romane. Pigliaru ha indicato in una nuova e immediata vertenza/entrate il terreno di confronto con il governo ‘amico’. Non gli sarà facile ottenere risultati. Ma, congiuntamente alla messa in discussione del patto di stabilità, tutti dobbiamo considerare nostra questa battaglia di cui il Presidente è il legittimo capo e stratega.
Il Consiglio regionale deve mettersi a lavorare con lena sul tema delle nuove istituzioni della Sardegna. Attraverso i propri organismi, coinvolgendo il Consiglio delle autonomie, investendo direttamente il Popolo sardo. Non c’è più tempo da perdere, occorre muoversi nella direzione del referendum per l’indipendenza della Sardegna e per l’elezione dell’Assemblea costituente del Popolo sardo.
Sa die de sa Sardigna del 2014 deve rappresentare l’occasione di riconoscimento e di mobilitazione del nostro Popolo.

Verso la fine del predominio del dollaro e la morte dell’occidente

Il giro di Barack Obama in Europa e Arabia Saudita nel tentativo di isolare Russia e Cina e frenare l'abbandono del dollaro da parte dei paesi petroliferi del Golfo. 

Attilio Folliero

Barack Obama lunedi (24/03/2014) ha cominciato un giro per l’Europa e l’Arabia Saudita. Mentre i media ufficiali parlano dell’incontro di Obama con il papa e del vertice del G7 per aumentare la pressione sulla Russia e risolvere la situazione dell’Ucraina, noi riteniamo che i veri motivi di questa visita siano ben altri.

Lunedi  il vertice del G7, ma prima Obama incontrerà il leader cinese Xi Jinping, presente in Olanda per partecipare alla riunione sulla sicurezza nucleare. Il giorno dopo ci sarà un incontro trilaterale tra Obama, la presidente sudcoreana Park Geun-hye ed il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. Sempre martedi Obama incontrerà il príncipe ereditario degli Emirati Arabi, Mohamed Bin Zayed Al Nahyan.

Il giro di Obama, dopo aver visitato Olanda, Belgio e Italia, terminerà in Arabia Saudita dove incontrerà il re Abdalá Bin Abelaziz per parlare ufficialmente e come sempre dei negoziati di pace in Medio Oriente e l’appoggio all’opposizone siriana. Ma facciamo un passo indietro. 


Lo scorso 13 marzo, il presidente cinese Xi Jinping si è riunito a Pechino col príncipe ereditario dell’Arabia Saudita, Salman Bin Abdulaziz Al Saud. L’incontro è servito per fortificare le relazioni bilaterali tra i due paesi ed ampliare il commercio bilaterale. Tradotto in pratica significa petrolio dell’Arabia alla Cina in cambio di manufatti e tecnologia cinese. L’incontro è servito anche per accelerare le conversazioni per la realizzazione di un’Area di Libero Commercio fra Cina ed il Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).

Nel frattempo, l’Unione Europea dice di voler incontrare fonti alternative al gas russo.Perchè? E’ imminenete l’aumento del 40% del prezzo del gas russo venduto all’Ucraina. Fino ad ora l’Ucraina godeva di prezzi privilegiati per essere un alleato della Russia; ma dopo il colpo di stato in Ucraina con l’arrivo al governo di partiti antirussi e filo europeisti, la Russia cesserà di fornire gas a prezzi ridotti all’Ucraina. Questo è solo un anticipo di quello che potrà succedere anche col gas fornito all’Europa. In sostanza l’Unione Europea sa perfettamente che la Russia può dimunire le forniture del gas o aumentare il prezzo. Di fronte alle possibili sanzioni per l’annessione della Crimea, la Russia ovviamente reagirà ed alla fine a rimetterci saranno gli europei, che sprofonderanno sempre più nel baratro della crisi.

Non solo. Presto assisteremo all’annuncio di un accordo energetico tra Russia e Cina, ossia la fornitura a Cina di gas russo. Questo accordo, dopo anni di negoziazioni, potrebbe firmarsi durante la prossima visita di Putin a Pechino, nel prossimo mese di maggio.


Ciò determinerà un grande shock economico e geopolítico. Non solo aumenterà il prezzo del gas per gli europei, ma l’accordo apre le porte alla caduta del valore del dollaro. Questo accordo prevederà probabilmente l’abbandono del dollaro nell’intrecambio commerciale tra Cina e Russia, per utilizzare il Rublo e lo Yuan, od anche l’oro, di cui i due paesi possiedono grandi quantità. Negli ultimi anni entrambi i paesi hanno comprato, infatti grandi stock di oro, anche se si disconosce l’esatta quantità.

A questa decisione di commercializzare in moneta alternativa al dollaro di Cina e Russia, si uniranno anche Iran, India, Irak e presto anche l’Arabia Saudita, il principale fornitore di petrolio alla Cina. Nella riunione di Xi Jinping con l’emisssario del re saudita, di cui sopra, sicuramente si è trattato anche della possibilità di abbandonare l’uso del dollaro negli intercambi commerciali tra Cina e Arabia. La fine del petrodollaro sembra ormai vicina.

Il tentativo degli occidentali (statunitensi ed europei) di isolare la Russia determinerà un boomerang, ossia alla fine a rimetterci saranno europei e statunitensi.

I media ufficiali dell’occidente stanno buttando fumo nell’occhio alla propia opinione pubblica parlando dell’aereo malese scomparso e di una Unione Europea che cerca fonti energetiche alternative al gas russo, ovviamente insesistenti! Quale paese potrebbe mai fornire il gas che potrebbe venire a mancare dalla Russia?

Obama che alza la voce, tuonando sanzioni contro la Russia, in realtà da un lato sta cercando di impedire una più stretta allenza tra Cina e Russia e quindi pensa ad isolare internazionalmente i due paesi. L’incontro del G7 ha proprio la finalità di tentare di isolare la Russia e l’incontro trilaterale di Obama con Sud Corea e Giappone è per accerchiare la Cina. Infine l’incontro con i rappresentanti dei paesi arabi (Emirati Arabi e Arabia saudita) è per tentare di frenare l’alleanza di questi con la Cina e dissuadere l’abbandono del dollaro.

La missione di Obama, però appare ardua. Sul fronte europeo, anche se tutti sono fedeli alleati degli USA, alla fine la Germania farà prevalere i propri interessi, che necessariamente passano per una “amicizia” con Russia e finiranno per riconoscere la situazione creatasi, ossia finiranno per riconoscere la riunificazione della Crimea con Russia. Non è un caso che proprio oggi, alla vigilia del vertice del G7, Der Spiegel pubblica un sondaggio di opinione in cui la maggioranza dei tedeschi accetta la riunificazione di Crimea con Russia.

Quindi per Obama tutto sarà vano per la semplice ragione che alla fine prevarranno gli interessi personali. Ne’ Europa, ne’ Usa potranno impedire l’alleanza tra Cina e Russia; inoltre l’Arabia sa bene che la Cina rappresenta il futuro ed un socio commerciale sempre più importante per cui volente o nolente dovrà accettare l’abbandono del dollaro negli scambi col gigante cinese.

Gli USA, malgrado il loro immenso potere militare, con la crescente perdita del potere economico e l’impossibilità di continuare a trovare paesi disponibili a finanziare il proprio debito pubblico perderanno sempre più importanza a livello mondiale ed in Medio Oriente.

In definitiva il tracollo del valore del dollaro è vicno. In questi ultimi anni, la Cina ha avvertito spesso gli USA di cambiare politica economica, ma gli USA hanno fatto finta di non sentire. Fino ad ora la Cina, il principale creditore degli USA, aveva cercato di tenere su il valore del dollaro proprio perché avendo una enorme quantità di dollari, un suo forte deprezzamento avrebbe significato forti perdite anche per lei. Adesso però ha decisamente cambiato politica: ha cominciato a vendere i titoli del debito pubblico USA (vedasi “La crisi irreversibile degli Stati Uniti”), ha utilizzato le montagne di dollari in suo possesso per investimenti in America Latina ed Africa, sta fortificando le relazioni con la Russia e si sta avvicinando sempre più all’Arabia Saudita, principale riserva di petrolio del Golfo e seconda riserva mondiale dopo il Venezuela.

Con la caduta del valore del dollaro, ci sarà l’inevitabile tracollo economico degli USA e in definitiva anche il tracollo degli europei, la cui unione (Unione Europea) comincia a traballare. La crisi economica in atto non solo potrebbe accelerare la disgregazione dell’Unione Europea e la fine dell’Euro, ma potrebbe accelerare anche la disgregazione di molti singoli stati. Sono a rischio disgregazione sicuramente il Regno Unito, la Spagna, il Belgio e l’Italia, dove esistono importanti regioni secessioniste.

Tutti gli Stati europei presentano forti differenze economiche e sociali al proprio interno; storicamente è dovuto al fatto che in ogni Stato, alcune regioni si sono sviluppate più delle altre; quelle meno sviluppate hanno avuto il compito di fornire manodopera economica alle regioni più evolute.

L’esempio tipico è proprio l’Italia, dove il Sud, dopo l’annessione al Piemonte e la susseguente decennale guerra civile, oltre che essere depredato delle proprie ricchezze è stato volutamente tenuto arretrato, appunto per fornire manodopera economica alle fabbriche del nord e fornire alla “patria” gli uomini per l’ordine pubblico interno e la difesa nazionale.

L’accordo tacito di questa situazione prevedeva che lo stato trasferisse risorse economiche al sud, mediante la spesa pubblica. Si è sempre trattato di briciole derivanti dagli enormi guadagni prodotti al nord. Ora che la caduta del saggio di guadagno e la crisi economica produce appunto meno guadagni, stanno emergendo in Italia e negli altri stati gli egoismi delle regioni più ricche che non vogliono più trasferire alle regioni meno sviluppate neppure le briciole e pertanto chiedono la separazione. Inoltre, con la globalizzazione le grandi imprese delle regioni sviluppate europee da un lato possono contare su una manodopera ancora più economica proveniente dai paesi più poveri del mondo e dall’altro possono anche decidere di trasferire la loro propduzione direttamente nei paesi che offrono manodopera più economica e tassi di guadagni più alti. Insomma non avendo più necessità delle regioni meno sviluppate all’interno dei propri stati cercano di scaricarle. 

Se a questo aggiungiamo risentimenti storici come nel caso della Scozia, nel Regno Unito, che vuole l’indipendenza non certo perchè ricca si comprende che praticamente tutti gli stati europei sono a rischio disgregazione, inclusa Francia e Germania. La morte del dollaro e dell’occidente è inevitabile.
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