giovedì 30 aprile 2015

2015 anno della verità? Putin rivelerà le prove da immagini satellitari sulla complicità degli USA sull'attacco  False Flag 9/11... 

anonhq.com
trd Sa Defenza




I report stanno iniziando lentamente a inondare con fonti di notizie non filtrate, che Putin si appresta a rilasciare, prove del coinvolgimento del governo americano negli attacchi del 9/11, con immagini satellitari. Il rapporto originale è stato pubblicato il 7 febbraio dal quotidiano russo, Pravda (anche in inglese ).

Molti dubitano e si preoccupano del report della Pravda, perché il giornale è associata al Partito Comunista Russo . Nata nel 1912, la Pravda è stata il principale quotidiano dell'Unione Sovietica, è stata venduta dal presidente Eltsin, ciononostante, vende ancora milioni di copie al giorno. La fonte di notizie ora vende solo 100.000 copie al giorno ed è considerato dagli americani critici alal stregua di un "sito web cospirazionista anti-americano ".

Indipendentemente dalla opinione sulla Pravda, l'idea che la Russia ha prove relative agli attacchi del 9/11, sul coinvolgimento del governo degli Stati Uniti, è un'idea che è balenata a molti da un po' di tempo, anche se le relazioni che Putin affermava avesse da un lavoro dall'interno, son considerate impossibili da accedere. Alcuni ritengono che queste son solo una voce, mentre altri ritengono che la Russia ha risparmiato le prove per conservarle e usarle per un momento politico più opportuno. In entrambi i casi, Putin è destinato a mantenere il silenzio sul tema, con i media.

L a prima  volta questo articolo appare negli Stati Uniti su Veterans Today :
"L'articolo qui sotto è stato trasmesso a noi per la pubblicazione negli Stati Uniti  tradotto dal Russo."
Mosca (Pravda): "esperti americani ritengono che, nonostante il fatto che le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia abbiano raggiunto il punto più basso dai tempi della Guerra Fredda, Putin ha posto a Obama  solo piccoli problemi. Gli analisti ritengono che questa è la "calma prima della tempesta".  Putin colpirà a suo tempo, e l'intenzione è di colpire duramente. La Russia sta preparando il rilascio delle prove del coinvolgimento del governo degli Stati Uniti e dei servizi di intelligence negli attacchi dell'11 settembre.
L'elenco delle prove include immagini satellitari.
Il materiale pubblicato può dimostrare la complicità del governo degli Stati Uniti negli attacchi del 9/11 e la manipolazione fatta con buon successo sull'opinione pubblica. L'attacco è stato pianificato dal governo degli Stati Uniti, tramite un mandatario, affinché potesse figurare come un attacco di aggressione esterno contro l'America e il suo popolo da parte di organizzazioni terroristiche internazionali. 
Il motivo dell'inganno e dell'omicidio dei suoi stessi cittadini serviva agli interessi petroliferi delle multinazionali USA in Medio Oriente. 
La prova sarà così convincente che smonterà completamente la versione ufficiale di copertura sostenuta dal governo degli Stati Uniti sui fatti delle torri gemelle del 11 settembre. 
La Russia dimostra che l'America non è estranea ad utilizzare il false flag del terrorismo contro i suoi stessi cittadini, al fine di conseguire con questo pretesto un intervento militare in un paese straniero. Nel caso di "attacchi dell'11 settembre," la prova sarà conclusiva con immagini satellitari. 
In caso di successo, le conseguenze della tattica di Putin, potrebbe esporre a politiche terroristiche segrete del governo degli Stati Uniti. Secondo analisti americani, la credibilità del governo sarà compromessa e dovrebbe portare a proteste di massa nelle città, tali, da paventare una rivolta.
E mentre gli Stati Uniti si occuperà della scena politica mondiale? La validità della posizione dell'America come leader nella lotta contro il terrorismo internazionale sarà totalmente compromessa dando immediatamente vantaggio agli stati canaglia e ai terroristi islamici.L'effettivo sviluppo della situazione potrebbe essere molto peggiore, avvertono gli esperti.
Indipendentemente dalla propria posizione sul tema del 9/11, articoli come questi sono stati pubblicati con tassi crescenti, sempre più persone stanno diventando consapevoli delle prove che contraddicono tutti i rapporti ufficiali. Ci sono ancora quelli che temono che se Putin ha prodotto prove del coinvolgimento del governo americano negli attacchi del 9/11, gli Stati Uniti hanno già un piano verso:
" Il governo degli Stati Uniti cercherà di utilizzare i sauditi e pochi individui spendibili dell'amministrazione Bush come far 'cadere dei ragazzi' e far prendere loro la colpa di un apparentemente 'lavoro interno' non autorizzato.  Secondo 9/11 Truthers, i funzionari dell'amministrazione Bush scelti da far prendere la colpa saranno bollati come elementi canaglia all'interno dell'amministrazione Bush, che ha lavorato con i sauditi, senza perciò incolpare di esserne a conoscenza ne il presidente ne i funzionari chiave della sua amministrazione . "
Solo il tempo ci dirà se le affermazioni fatte dalla Pravda andranno a buon fine.



Fonti:

Dinsdale, James. The Millennium Report. Feb 11, 2015. (http://themillenniumreport.com/2015/02/president-putin-reveals-911-satellite-imagery-evidence-indicating-usa-govt-complicity-in-false-flag-attack/)

Duff, Gordon. Veterans Today. Feb 10, 2015. (http://www.veteranstoday.com/2015/02/10/pravda-putin-threatens-to-release-satellite-evidence-of-911/)

mercoledì 29 aprile 2015

ZUESSE: L’ECONOMIA DELL’UCRAINA SPROFONDA: CHI DOVREBBE PAGARE PER QUESTO?

countercurrents.org


trd vocidallestero


























Lo storico investigativo Zuesse, sulla piattaforma countercurrents, individua i responsabili dell’attuale – drammatica – situazione dell’Ucraina. Gli USA con l’appoggio dell’Unione Europea hanno rovesciato un governo democraticamente eletto e installato personaggi a loro favorevoli per indebolire la Russia. Tutto si riconduce alla presa del potere di una ristretta oligarchia sulle democrazie occidentali, una minaccia che va affrontata se non si vuole tornare al feudalesimo.

Di Eric Zuesse, 03 Aprile 2015

Secondo notizie e resoconti dall’Ucraina, l’economia dell’Ucraina sta rapidamente precipitando. Il 2 aprile è stato segnalato che “Le vendite di nuove auto in Ucraina sono scese al valore più basso degli ultimi 15 anni” e il volume di vendite (numero di vetture vendute) di marzo è stato del 23% in meno rispetto a febbraio. Ancora più sorprendentemente, “il generale declino nelle vendite di veicoli in Ucraina nel gennaio-febbraio 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014 è stato del 67%”. Così, se i confronti si riferiscono non al mese precedente ma alla situazione prima del colpo di stato di febbraio 2014 dall’amministrazione Obama in Ucraina (che è stata piuttosto violenta e ha sorpreso i leader dell’UE, che non sapevano nulla in anticipo a riguardo), questo declino delle vendite automobilistiche è particolarmente eclatante.


Anche sondaggi a largo spettro supportano la conclusione che la popolazione Ucraina soffre le conseguenze del colpo di stato di Obama del 2014. Il Think-Tank ucraino filo-occidentale Razumkov dal 2004 (“rivoluzione arancione”) ha periodicamente chiesto agli ucraini, “la situazione in Ucraina si sta sviluppando nella direzione giusta o sbagliata?”. Secondo i risultati più recenti dei marzo 2015, rispondono “nella direzione giusta” il 17,5% degli intervistati, che è la percentuale più bassa in quasi tre anni. La percentuale più alta negli ultimi 10 anni è stata il 41,3%, nel giugno 2010, subito dopo che l’uomo che Obama ha rovesciato nel 2014, Viktor Yanukovych, fu eletto Presidente. La seconda percentuale più alta era il 26,1%, nel dicembre 2013, corrispondente al primo sondaggio effettuato dopo che Yanukovych aveva rifiutato l’offerta dell’Unione Europea perché l’Accademia delle scienze dell’Ucraina aveva calcolato che essa sarebbe costata agli ucraini 160 miliardi di dollari — avrebbe distrutto la sua economia. (Forse i loro economisti avevano ragione, dopo tutto). Ma, sebbene i cittadini ucraini fossero sollevati nel conoscere tale rifiuto dell’offerta dell’Unione Europea, la CIA e l’ambasciatore americano in Ucraina non lo erano affatto, e così organizzarono segretamente manifestazioni pubbliche “Maidan” contro questa decisione, e usarono quelle manifestazioni pubbliche per coprire i loro mercenari ferocemente anti-russi di estrema destra, che eseguirono il vero colpo di stato, mascherato e travestito come se fossero state le forze di sicurezza governative a sparare in mezzo alla folla, così che la violenza venisse imputata al Presidente Yanukovych. Ecco qui l’agente di Obama, Victoria Nuland, al telefono il 4 febbraio 2014, che racconta all’ambasciatore americano a Kiev chi deve essere incaricato di guidare il governo dopo il colpo di stato; e la sua scelta, ” Yats “, viene incaricata 22 giorni dopo, il 26 febbraio e ancora oggi è alla guida del paese e probabilmente lo rimarrà fintanto che Obama sarà soddisfatto delle sue prestazioni.

Un’altra recente notizia, quest’ultima del 1 ° aprile, diceva che «le aziende tedesche sono pronte a lasciare l’Ucraina» e che: “le imprese tedesche sono deluse dall’Ucraina e stanno trattando. La maggior parte delle 600 aziende operanti nel paese, stanno attualmente conducendo un’indagine per stabilire l’opportunità di continuare a operare — stanno esplorando opzioni per uscire dal business con perdite minime — secondo il direttore del Comitato orientale dell’economia tedesca, e Presidente del Forum tedesco-ucraino, Rainer Lindner. ”

Tuttavia, ancora un’altra notizia ucraina, questa del 2 aprile, titola, “la Merkel si impegna a sostenere gli investimenti delle imprese tedesche in Ucraina” e constata che, durante la conferenza stampa congiunta del Cancelliere Angela Merkel con il Premier ucraino Arseniy Yatsenyuk a Berlino il 1 ° aprile, aveva detto, “abbiamo parlato un sacco di questo argomento e discusso modi che incoraggeranno le aziende tedesche a venire in Ucraina ” non a lasciarla.

Al momento, già 40 miliardi di dollari dai contribuenti dalla UE e degli USA, attraverso il FMI e altri intermediari finanziari, stanno puntellando il regime post-golpe in Ucraina, ma questa somma è comunque minore di quella che ritiene necessaria l’investitore George Soros: 50 miliardi di dollari. E quindi, si cercano vari modi per lasciare che la Russia debba assorbire per queste perdite quanto più possibile (almeno per gli ulteriori 10 miliardi di dollari necessari).

Il 1 ° aprile, il Financial Times britannico ha titolato, ” si profila una resa dei conti sul taglio al debito dell’Ucraina,” e ha riferito che “accademici sostengono che un’altra opzione per l’Ucraina potrebbe essere di rendere il debito verso la Russia non esigibile presso i tribunali inglesi, sostenendo che l’annessione russa della Crimea dovrebbe essere detratta dal debito”. In questo modo, quando i cittadini dell’Ucraina vedranno le loro pensioni e la loro assistenza sanitaria e altri servizi di governo tagliati per pagare i debiti accumulati del governo ucraino (che in gran parte sono stati intascati dagli aristocratici dell’Ucraina o “oligarchi”), i pagamenti finiranno nelle tasche dei nuovi investitori occidentali (post-golpe), e non a quelli vecchi (pre-golpe) russi e (cinesi). Agli investitori occidentali non interessa nulla degli ucraini, ma odiano assolutamente i russi (e non un po’ anche i cinesi). Sostengono che il denaro che viene spremuto ai cittadini ucraini dovrebbe essere diretto verso ovest non verso est. La scusa principale adesso è proprio che la Russia ha ‘rubato’ la Crimea, e che pertanto i russi perdono qualsiasi diritto sull’Ucraina — tra cui decine di miliardi di dollari che i russi avevano prestato all’ Ucraina prima del colpo di stato del 2014 di Obama che ha trasformato l’Ucraina in una piattaforma militare anti-russa (per piazzare i missili della NATO contro la Russia, secondo i piani dell’amministrazione Obama e la propaganda anti-russa).

Il Cato Institute, dei fratelli liberisti Koch, ha anche presentato un ex consigliere economico di estrema destra del Presidente russo Vladimir Putin, Andrei Illarionov, come loro capo portavoce riguardo l’ argomento la-Russia-ruba-la-Crimea contro l’ex datore di lavoro di Illarionov. Scrivendo una pubblicazione del febbraio 2015 sul Think Tank Razumkov Center, “il punto di non ritorno,” Illarionov ha sostenuto:

“Il fatto che la Russia dovrebbe restituire la Crimea all’Ucraina è incontestabile,” anche se la Russia lo contesta. Ha continuato: “non ha alcuna importanza in quale modo la Crimea è stata trasferita dalla giurisdizione russa (RSFR) a quella ucraina (SSR) nel 1954,… Poiché l’intero trasferimento fu eseguito basandosi sulle decisioni degli organi legislativi supremi dell’URSS, RSFR e SSR ucraino, in piena conformità con la legislazione in vigore al momento. …
“Allo stesso modo non è di alcuna rilevanza la presunta opinione pubblica filo-russa in Crimea,… anche se la maggior parte della sua popolazione voterebbe veramente per l’annessione. …
“E nemmeno la giurisdizione della Crimea è un problema della popolazione della Crimea. … “La questione della proprietà della Crimea è prerogativa di un solo soggetto di diritto internazionale: la proprietà del territorio. Il proprietario della penisola della Crimea è la stato ucraino”.
Ecco il motivo per cui egli respinge quello che volevano le persone che abitano in Crimea (e quello che volevano ancora di più dopo il colpo di stato): lui sa che hanno ottime ragioni per essere terrorizzate soprattutto delle persone che l’amministrazione Obama ha messo in controllo dell’Ucraina, e che oltre il 90% degli abitanti della Crimea sono stati enormemente sollevati dalla restaurazione della Crimea come parte della Russia , come era stato nel periodo 1783-1954.
Ecco come la gente della Crimea è stata protetta dall’inferno che è stato imposto dal regime ucraino di Obama contro i ‘terroristi’ che vivono nella regione del Donbass dell’Ucraina nell’ex estremo oriente dell’ Ucraina, una regione che aveva votato al 90% per Yanukovych, e che quindi non ha accettato il golpe di Obama che ha rovesciato Yanukovych — per quel rifiuto della dittatura di Obama verso di loro, sono chiamati ‘terroristi’ dal regime di Obama , un regime che ha ormai invaso e bombardato quella regione due volte e che probabilmente lo farà una terza volta, per non concedere ai residenti del Donbass quello che la Gran Bretagna ha recentemente (e senza alcun bombardamento) concesso ai residenti della Scozia: la possibilità di decidere autonomamente se continuare a essere parte di quel paese. (Ma, in modo incoerente, i leader della Gran Bretagna non riconoscono lo stesso fondamentale diritto umano ai residenti della Crimea e del Donbass, che hanno molte più ragioni per rifiutare il dominio di Obama rispetto a quante ne abbiano gli Scozzesi per sfidare il Regno Unito).

In accordo alla teoria liberista standard (che si insegna a Cato), e alla teoria economica standard, secondo la quale l’unico vero scopo del governo è di far rispettare i diritti dei proprietari sulle loro proprietà, Illarionov (un ammiratore dell’economista di estrema destra Milton Friedman) dice che una nazione è la sua terra e la proprietà fisica sopra e sotto di essa, non i suoi residenti (a meno che siano schiavi; ossia essi stessi una proprietà). Egli respinge la teoria democratica di base, quella che è incarnato nella stessa costituzione USA, che si apre con la clausola di sovranità come preambolo:

“Noi, popolo degli Stati Uniti, al fine di formare un’Unione più perfetta, stabilire la giustizia, assicurare la tranquillità interna, provvedere alla difesa comune, promuovere il benessere generale e garantire le benedizioni della libertà a noi stessi e ai nostri posteri, ordiniamo e stabiliamo questa Costituzione per gli Stati Uniti d’America.”
I liberisti (e gli economisti) assumono che tutti i diritti si riducono al diritto di proprietà. Ma i fondatori d’America non hanno nemmeno incluso tale diritto nella lista delle priorità per le quali gli USA in realtà sono stati fondati. La sovranità, anziché risiedere nella proprietà, o anche nei proprietari, risiede nel popolo e solo in esso (indipendentemente da se, o quanto, possiede delle proprietà). Questa è una visione fondamentalmente diversa dello scopo dello stato e del governo — l’idea è che il governo esiste per i governati e non per i governanti (non a vantaggio dell’aristocrazia). I governanti sono solo i rappresentanti eletti del popolo e possono essere licenziati da loro, secondo la volontà, da parte del popolo.

Le giubbe rosse, (le truppe assoldate dal) l’aristocrazia britannica nel 1700, a quanto pare hanno vinto la guerra ideologica, negli ultimi tempi. Vladimir Putin sarà ora necessariamente costretto dalle circostanze a decidere se concorda o meno con il suo ex capo consulente economico su questa materia fondamentale; o se, invece, concorda con i fondatori degli Stati Uniti— questo paese che è stato purtroppo successivamente conquistato da una contro-rivoluzione dall’aristocrazia interna (soprattutto dopo la decisione dei Cittadini Uniti della Corte Suprema nel 2010), senza che la sua gente conosca (e ancor meno comprenda) la contro-rivoluzione americana che ci sta ora governando.

Sviluppo ulteriormente questa discussione (nel campo dell’economia, del diritto, dell’ideologia e della morale) nel mio libro appena uscito: “Il feudalesimo, il fascismo, il liberismo e l’economia”. Esso spiega come questa controrivoluzione fu combattuta in America e poi andò a vincere la guerra ideologica mondiale — e ciò che deve ora essere fatto per invertire la vittoria dell’aristocrazia e ripristinare la democrazia.

Ma è tutto riassunto proprio qui, in queste notizie molto concrete riguardo l’Ucraina. Perché: se quello che conta per il governo è la proprietà e non le persone, allora il feudalesimo domina ancora, solo con un nome più moderno. Ed ecco la domanda e la scelta che è ora in questione, riguardo l’Ucraina, la Crimea, la Russia e il futuro dell’intera specie umana. Questo piccolo pezzo di storia, allora, è solo un microcosmo dell’intero, della nostra vita e di coloro che verranno dopo di noi.



martedì 28 aprile 2015

Nuovi rapporti dicono: non c'è nessun riscaldamento globale

newsmax
trd Sa Defenza


La macchina mediatica  ha trascorso decenni a glissare su chi dice che il riscaldamento globale è una farsa. 
Sono addirittura definiti con un titolo poco intelligente - "negazionisti".

Ogni volta che un ondata di calore colpisce, ogni volta che l'immagine di un orso polare solitario viene ripresa . . . sinistre sterline son poste sul tavolo della riforma ambientale, più politica, più soldi per combattere il cambiamento climatico. 
Ma quanto è realmente riscaldato il mondo? 


Il loro messaggio è semplice: o sali sul carrozzone del riscaldamento globale di origine antropica. . . o sei solo ignorante. 

Ma quanto è riscaldato il mondo? 

E 'una domanda importante, considerando che il governo degli Stati Uniti spende 22 miliardi di dollari l'anno per combattere la crisi del riscaldamento globale (il doppio di quanto si spende proteggere il proprio confine).
In prospettiva, sono 41.856 dollari spesi ogni minuto per  iniziative sul riscaldamento globale.


Ma questa è solo la punta di un iceberg gigantesco.


Secondo Forbes giornalista Larry Bell, l'effetto a catena di iniziative del riscaldamento globale in realtà costa agli americani 1.750 miliardi dollari. . . ogni anno. 



Questa cifra è tre volte più grande di tutto il deficit di bilancio federale degli Stati Uniti . 

Quindi, qualcuno ha smesso di chiedere. . . quanto il mondo è realmente riscaldato? 

Bene, lo abbiamo chiesto, e quello che abbiamo trovato è stato sorprendente. 

Secondo i  dati della NASA tramite il Remote Sensing Systems (RSS), il mondo si è riscaldato di soli 0,36 gradi Fahrenheit negli ultimi 35 anni (ha iniziato a misurare i dati nel 1979). 

Quasi nulla da giustificare il panico; questo non significa che il mondo sia più caldo, giusto? 

Il problema di questo argomento è che abbiamo sperimentato la maggior parte del riscaldamento tra il 1979 e il 1998. . . Da allora, abbiamo effettivamente avuto temperature IN CALO

Come si può vedere in questa tabella, delle temperature, non abbiamo visto alcun riscaldamento globale da 17 anni. 

L'indebolimento della tesi del riscaldamento globale è dimostrata dai dati, che mostrano che la calotta di ghiaccio del Polo Nord è in aumento in termini di dimensioni. Immagini recenti satellitari della NASA in realtà riflettono un aumento dal 43% al 63%


Questo è esattamente il contrario di ciò che la fazione del riscaldamento globale ci ha messo in guardia. 

Nel 2007, pur accettando il suo premio Nobel per la sua iniziativa sul riscaldamento globale, Al Gore ha fatto questa previsione sorprendente "La calotta di ghiaccio del Polo Nord è caduta in un abisso. Potrebbe essere completamente sciolto in estate in appena sette anni. Sette anni da oggi. " 

Al Gore non avrebbe potuto dire nulla di più sbagliato. 
[ndt vedi immagine del polo]


Tuttavia, nonostante questa chiara evidenza che le temperature non sono in aumento, l'isteria riscaldamento globale sembra essere in aumento. 



Per esempio: lo stesso presidente Obama ha twittato il 16 maggio 2014: "il 97% degli scienziati è d'accordo:il cambiamento climatico è reale, artificiale e pericoloso." John Kerry, Al Gore, e una miriade di altri hanno difeso questa statistica. 


Da allora, è diventato chiaro che questa statistica è imprecisa

Il Wall Street Journal è arrivato a dire perfino: "L'affermazione che il 97% degli scienziati ritengono che il cambiamento climatico è un problema urgente artificiale, è una finzione." Forbes ha titolato, [gli] "allarmisti del riscaldamento globale il "Warming Alarmists Caught Doctoring" ha il 97% di consenso." 


Si viene a scoprire, che lo studio citato dal presidente Obama è stato un pasticcio fin dall'inizio. 

Una miriade di altri problemi per i convinti del riscaldamento globale stanno emergendo,  ad esempio:


  • Email trapelate da scienziati sul riscaldamento globale affermano che la Terra non si sta riscaldando, come questa di Kevin Trenberth che afferma: "Il fatto è che non possiamo spiegare la mancanza di riscaldamento, in questo momento è una farsa. "
  • Claude Allegre, il padre fondatore del riscaldamento globale, ha recentemente rinunciato alla sua posizione che l'uomo ha causato il riscaldamento.
  • Emerge la prova che sia Al Gore e persino il presidente Obama hanno beneficiato di finanziamenti alimentando l'isteria del riscaldamento globale ( clicca qui per una relazione su questo ).


Sta diventando sempre più difficile per la comunità del riscaldamento globale ignorare alcuni dei dati scientifici che mostrano che  la Terra non si sta riscaldando... mentre, la realtà mostra un mondo sempre più freddo. 


Il che ci fa chiedere - perché stiamo ancora spendendo 22 miliardi di dollari all'anno sulle iniziative sul riscaldamento globale, e dove vanno a finire  questi denari? 
(clicca qui per leggere un rapporto controverso su questo argomento.

Letture consigliate per voi: Un ex consigliere della Casa Bianca e consulente della NASA  rivela la prova sorprendente che la fazione riscaldamento globale sta nascondendo la verità... 
Clicca qui.




© 2015 Newsmax Finance.


lunedì 27 aprile 2015

"Legalizzare l'immigrazione",  ordina Rothschild...

Maurizio Blondet


"Legalizzare l'immigrazione", lo ordinano i Rothschild...
Quello qui sopra è il titolo che è apparso su Libération, ed è la soluzione che il giornale franceseposseduto dalla famiglia Rothschild – propone traendo spunto dalla nota «tragedia del Mediterraneo». Interessante coincidenza, anche il New York Times si china, dall’altra parte dell’oceano, sul destino dei poveri morti negri. Sparge e una lacrima, e poi si domanda: Who is to blame?, di chi è la colpa? E si risponde: «I politici europei puntano il dito sui trafficanti e pongono l’accento sulla soluzione militare; ma ciò che spinge gli immigranti nelle braccia dei criminali son proprio le politiche dell’Unione Europea, che tratta l’immigrazione non come una necessità umana ma come una questione penale da reprimere... da 30 anni stanno costruendo la fortezza europea». 

Che bontà, che generosa larghezza di vedute mostra il giornale del capitalismo terminale; gareggia in altruismo con Papa Francesco. Che dico? Il New York Times sostiene la stessa cosa che sostengono la Boldrini e il senatore Luigi Manconi in Berlinguer: «Accogliamoli tutti»!, come strilla un libro del suddetto ricco senatore del PD.

Merita citare l’ultima riga del pensoso e umano articolo del New York Times, che indica a cosa tiene veramente il grande, autorevole giornale di Manhattan, e cosa vogliono i suoi finanziatori:

«Smantellare la Fortezza Europea, aprire strade legali all’immigrazione»

Notare che il Washington Post, il grande e ancor più autorevole, sostiene lo stesso giorno, più obliquamente, la stessa tesi: siamo di fronte a un esodo globale, è gente che fugge da guerre, destabilizzazioni e miseria… sparge una lacrima anche il WP, sorvolando su Chi è stato a provocare guerre, destabilizzazioni eccetera da 20 anni buoni.

Perché mi sento cattivo

Ecco dove andavano a parare, con la grancassa sui poveri morti, 700 anzi 800, anzi 900 affogati: smantellare quella che loro chiamano la fortezza europea, ed invece è già un campo aperto a tutti i venti — solo che in questo momento si tratta in segreto sul Trattato Transatlantico, e ci sono impuntature, resistenze, che il big business americano vuole spianare.

Aprire il campo al diluvio dell’immigrazione fa parte ovviamente del piano globalizzante, del Governo Mondiale dei banchieri e burocrati. È inutile ripeterne i motivi, ce li siamo già detti tante volte: sradicare le identità e le culture, onde omogeneizzare l’umanità e ridurla tutta ad essere il Consumatore Standard, con desideri standard, soddisfacibili dalle multinazionali-standard.

Mi spiego anche un mio vuoto interiore. In questi giorni, ho tentato di scrivere qualcosa sulla «ennesima tragedia nel Mediterraneo», e non mi veniva niente. Sentivo qualcosa di strano. Qualcosa nella resa mediatica dell’immane naufragio mi è suonata falsa, un diluvio di piagnistei ufficiali, di buonismi viscidi e lacrimazioni corali ad imitazione del Papa, alquanto sospette. Già ho sentito un tono stridente nell’«accorato appello alla comunità internazionale» di Papa Bergoglio e il suo invito a noi di accoglierli, motivato dal fatto che quelli «cercavano la felicità» (il diritto alla felicità non esiste se non per la Massoneria). Poi il Mattarella, passato dai 450 mila euro annui di giudice costituzionale ai 2 milioni di presidente della Repubblica, che a fatica (ha difficoltà ad esprimere i concetti) spremendo una lacrima (è stitico anche in quello), pontifica: «La morte di centinaia di profughi manifesta la totale insufficienza delle iniziative assunte fin qui dalla comunità internazionale rispetto alla conseguenze delle guerre, delle persecuzioni, delle carestie che flagellano tanta parte dell’Africa e del Medio Oriente» — anche lui senza dire chi è stato. In compenso minacciava noi e l’opposizione politica (rimanente), insultandoci preventivamente: «Mi auguro che la sensibilità ai diritti umani prevalga sull’indifferenza che spesso sconfina nel cinismo».

La Boldrini, intervistata in ginocchio dal ballarò, che arcigna contro i cinici e indifferenti che siamo noi, scandisce: «Ogni vita che abbiamo salvato con Mare Nostrum è costata solo 600 euro»: con l’aria di quella che i soldi ce li ha messi lei. Poi, ho letto Saviano, il prezzemolino di Repubblica. Alla fine, ho sentito anche accodarsi alla pietà ufficiale ed obbligatoria Alba Parietti, la subrettona rifatta coi labbroni e le tette al silicone («7 mila euro l’una mi son costate, ma sono ferri del mestiere», disse una volta), allora ho capito che non sarei riuscito a scrivere niente. Solo a vomitare.

Ma quando trovo il Papa e la Parietti che ci esortano alla stessa pietà ed accoglienza (vero è che quelle signore sono di buon cuore) di quelli che cercano la felicità – qui da noi! – allora mi scopro cattivo, spietato.

Un false flag?

Tanto cattivo, pensate, che ho persino sospettato che l’«orrenda tragedia» del Mediterraneo sia stata una sorta di false flag, volto ad ottenere un effetto psichico su noi spettatori. O, se non proprio un false flag, qualcosa che lorsignori aspettavano, coi discorsi piagnosi già pronti, per strumentalizzare il nostro raccapriccio e soffiarci il senso di colpa che ci deve far aprire il portafoglio.

I settecento morti – poi saliti a 900 – non li ha contati né visti nessuno. «Stavano chiusi nella stiva. Donne e bambini». Ah già, e chi lo dice: i 27 sopravvissuti. Fra cui un buon numero sono poi risultati scafisti, criminali recidivi, che vanno e vengono dalla Libia ai centri d’accoglienza per portare la loro carne umana – con tanto di permesso di soggiorno, anche loro ospiti per qualche giorno del centro d’accoglienza – gestito dalla Mafia, o da qualche mafia semi-pubblica, i 30 euro al dì che diamo noi contribuenti, e sigarette gratis, e ricariche telefoniche per chiamare casa.

Adesso li hanno arrestati: fra tre giorni i nostri giudici li metteranno in libertà (vigilata, s’intende) e loro torneranno al business. Impronte digitali? Si bruciano i polpastrelli, tranquilli. Lo fanno tutti i recidivi. Nelle intercettazioni ci prendono i giro, si vantano, «ho fatto 800 mila euro».


E queste intercettazioni, i magistrati che spifferano le telefonate di qualunque avversario politico vogliano rovinare, le avevano praticamente segretate; e se non c’era una tv locale ligure a rivelarle, nessuna tv o giornale mainstream ne parlava. Noi, il pubblico gonzo, dovevamo solo piangere sui poveri morti, non vedere lo sporco affare che c’è dietro, non vedere chi finanziano questi presunti innocenti che spendono 3-4 mila euro; non una ma più volte, perché la metà viene rimandata e ci riprova, a polpastrelli bruciati, chissà quante volte.

E mai un giornale che abbia cercato di capire perché questi martiri vengano quasi tutti dall’Africa nera, persino dal Ghana; dove 3-4 mila euro sono una piccola fortuna. E come mai appaiono tutti così giovani e pasciuti, e le belle ragazze negre raccontino con occhioni alla Ruby di essere state violentate e ri-violentate tante volte, che ormai sembra un’abitudine (o un mestiere? Guardate come sono cattivo). Sapete?, anzi no, non vi dicono che non possono tornare a casa, in patria, perché altrimenti l’intera famiglia allargata – che ha pagato per loro perché facciano fortuna e li chiamino per ricongiungimento familiare – li schernisce, li isola, gli fa il vuoto attorno, praticamente li fa morire, perché in Africa senza il sostegno della famiglia allargata si muore: sono dei falliti, e non restituiscono i soldi. È questa la bella società negra, piena di calore umano e di valori da cui vengono: nessun giornale s’è preso la briga di fare un’inchiesta sui Paesi da cui provengono, sugli ambienti in cui sono cresciuti, sulle illusioni che bevono guardando alla tv la nostra società di lustrini e spettacolo...

Ma no, non ce l’ho con loro. Il fatto è che proietto su di loro ciò che provo per i nostri: quelli che ci intimano di accoglierli, di non essere razzisti ed egoisti. Ossia i nostri mantenuti e mantenute, i giornalisti sovvenzionati, i nostri ricchi di Stato, le nostre oligarchie occupanti che ci opprimono, ci angariano e ci spogliano con l’assenza di umanità di un esercito straniero.

A loro, non so perché, non riconosco alcuna autorità morale per dar lezioni a noi che gli paghiamo gli stipendioni. Loro che ci invitano alla solidarietà e alla generosità, sono quegli stessi che non provano alcuna solidarietà verso i 7 milioni di poveri italiani che hanno nel Paese – effetto di una crisi che dura da sette anni ed è come una guerra perduta – che sotto i mille euro vengono trattati da contribuenti, a cui prendono i soldi per pagarsi gli stipendi da Sardanapalo.

Loro, non si tagliano nulla. Il Mattarella proviene da quella Corte Costituzionale di magliari da 450 mila annuali, che ha sancito per sentenza che gli stipendi della magistratura non devono essere decurtati nemmeno di un centesimo: e adesso, come inquilino del Quirinale, dispone di 2 milioni annui pubblici di «appannaggio» (come il re) e ci fa la lezione a noi. Mica comincia lui. Sparge solo qualche stitica lacrima, che è gratis. Noi stiamo già dando. Noi accettiamo paghe decurtate se abbiamo la fortuna di avere ancora un lavoro, a noi stanno meditando di tagliare le pensioni «d’oro» — ma fatte salve le loro, che sono di platino. Noi nemmeno li abbiamo voluti, questi oligarchi, nemmeno li abbiamo votati. Siamo governati da Governi non eletti ormai da tre svolte, scelti per noi da Bruxelles e Berlino, quando non da Francoforte e Wall Street.

Tutto ciò che propongono costoro, i nostri oppressori, fra i loro piagnistei concertati, a me suscitano solo sospetti. «Dove vogliono andare a parare?», mi chiedo quando li vedo lacrimare ed esprimere compassione, tenerezza, pietà e umanità.

Adesso vedo che sta passando l’ordine dall’estero: anche Rotschild si commuove, anche Wall Street. Dunque, legalizzare l’immigrazione. Senza limiti. E guai a chi protesta: è un razzista, un cinico, probabilmente un evasore, un omofobo e negazionista di sicuro. Far tacere l’opposizione (quel poco che ne resta), ecco dove vanno a parare.

Vorrei solo ricordare le altre soluzioni che questi signori hanno proposto, anzi accettato da fuori e imposto a noi: l’euro che ci strangola e ci avevano detto ci avrebbe dato la prosperità, il trattato di Lisbona che ci cancella e vieta qualunque interesse nazionale, la UE che ci avevano assicurato sarà un paradiso, ed invece è la prigione dei popoli, con camere di tortura dove si suppliziano i greci; sono quelli che ci hanno affogato nella globalizzazione mettendo i nostri lavoratori in competizione con quelli cinesi e pakistani. Quelli che hanno accettato nella UE la Polonia e Baltici, che su mandato americano ci stanno trascinando tutti alla guerra con la Russia. Sono quelli che per obbedienza e disciplina sovrannazionale (polacca) mantengono le sanzioni a Mosca, che rovinano anche, e soprattutto, noi latini. Sono quelli che non hanno eccepito all’aggressione NATO alla Libia, che vedono nel regime di Kiev una democrazia minacciata dal cattivo Putin, che non dichiarano a chi si deve la destabilizzazione in Siria, la miseria dell’Africa, a chi si devono le disuguaglianze odiose del capitalismo nella attuale sua massima «efficienza»; sono quelli che ci sono stati messi sul collo per garantire la nostra passività (e la nostra solvibilità) anche se la crisi made in USA, unita all’euro germanico, ci ha distrutto il 25% delle imprese – sette anni di guerra, di bombardamenti a tappeto, di impoverimento – e senza che loro abbiano mai avanzato una sola idea, una sola proposta per farci uscire dalla guerra lunghissima, dalla depressione senza sbocco né prospettive.

Sono quelli che – grazie, Governo Monti – stanno inserendo negli asili infantili e scuole elementari l’insegnamento del «genere», l’educazione sessuale secondo la direttiva OMS del 2010: Da 0 a 4 anni, si prescrive l’apprendimento del «godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia». Dai 4 ai 6 anni, si insegnerà a esplorare «le relazioni omosessuali» e «consolidare l’identità di genere». A 15, le ragazzine impareranno dove andare per ottenere un aborto.

Voglio dire, per essere buono: questi hanno applicato politiche tutte sbagliate. Radicalmente odiose, sataniche e stupide, che aggravano tutti i problemi che pretendono di risolvere. E continuano a perseguirle ostinatamente, perché tanto, non sono loro che le subiscono e ne soffrono. Ci tengono buoni: ecco 80 euro, ecco il tesoretto, anzi no. Ai migranti, 30 euro, ricariche e sigarette. E voi, razzisti.

L’altra sera han fatto vedere un paesetto alpino del Bresciano, in cui, per ordine di Alfano, si devono accogliere una dozzina o ventina di migranti. Han fatto vedere i manifesti della Lega, intervistato il sindaco che, sgomento, si oppone: il paesino, dice, conta 200 anime... Razzista.

«Cercano la felicità», ve lo dice il Papa; e voi non volete dividere con loro la felicità che vi dà la UE, l’euro, il capitalismo terminale?

Noi, però, non abbiamo più l’obbligo di seguirli. Non hanno autorità. L’hanno perduta.


domenica 26 aprile 2015

MAPPATURA DELLA BATTAGLIA GLOBALE PER PROTEGGERE IL NOSTRO PIANETA...

Leah Temper
thischangeseverything
trd Sa Defenza



Questo post è stato scritto da Leah Temper, coordinatore e co-redattore a EJAtlas , e originariamente apparso su The Guardian il 3 marzo.

Nel 2012 le proteste scoppiate a Banja Luka, Bosnia-Erzegovina sulla demolizione di un gran parco locale amato per costruire un complesso commerciale. 


Un movimento sotto lo slogan " Questo parco è nostro "finalizzato originariamente a proteggere lo spazio verde ben presto ampliato in un movimento collettivo finalizzato alla corruzione, mancanza di trasparenza, la disuguaglianza economica e diminuzione dei servizi sociali. Centinaia di manifestanti provenienti da tutte le classi sociali e religioni si sono riuniti tutti i giorni nel parco in via di chiusura, entrando a far parte di una molla bosniaca che è divenuta la rappresentazione di una lotta per la dignità umana e la responsabilità in movimento civico più articolato nella guerra del 1992-1995.
Da Banja Luka a Gezi Park , in Turchia a Rosia Montana , in Romania alle guerre per la terra in tutta l'India , i conflitti sociali stanno sempre più giocando un ruolo attraverso battaglie intorno alle risorse ambientali e in difesa della terra comune.


Queste lotte hanno talvolta rovesciato governi, come il colpo di stato in Madagascar nel 2008 il problema di "terra-grabbing" ha portato  all'attenzione mondiale il contratto per produrre biocarburanti  per l'esportazione  dato in locazione a Daewoo sulla metà del terreno del paese. Ma la maggior parte del tempo è imposta dagli sfratti, i trasferimenti forzati e la repressione violenta colpite dalla contaminazione da miniere d'oro , l'estrazione del petrolio , le piantagioni e dell'agrobusiness operazioni che vengono raramente riportati dalla stampa. La violenza ecologica inflitta al povero spesso non è una notizia, ma considerata semplicemente come una parte dei costi del consueto  commercio il "business as usual".


Mentre le statistiche sulle azioni di sciopero sono stati raccolti nella memoria storica dalla fine del 19° secolo in molti paesi, ora è raccolta globalmente dalla Organizzazione internazionale del lavoro , non c'è istituzione alcuna che tracci la presenza e la frequenza di mobilitazioni e proteste legate all'ambiente. E' stato questo bisogno di capire meglio e di monitorare tale attività contenziosa che ha motivato il progetto l' Atlante della Giustizia ambientale, una mappa online interattiva che cataloga tutte le storie e azioni di resistenza  locali contro progetti dannosi: dai siti di rifiuti tossici alle operazioni di raffinazione del petrolio alle aree di deforestazione.

EJatlas mira a rendere i conflitti ecologici più visibili  per evidenziare gli impatti strutturali delle attività economiche sulle popolazioni più vulnerabili. Serve da riferimento per gli scienziati, giornalisti, insegnanti è uno spazio virtuale di informazione, messa in rete e condivisione delle conoscenze tra gli attivisti, le comunità e cittadini interessati.

EJatlas è stato ispirato dal lavoro di partecipare di organizzazioni per la Giustizia ambientale, come ad esempio sul grano , il Movimento Mondiale pluviale e Oilwatch internazionale ,OCMAL , l' Osservatorio latinoamericana di di conflitti sul Mining, la cui lotta è sostenere le comunità colpite da 20-30 anni, il lavoro ha aiutato da articolare un movimento globale per la giustizia ambientale. L'atlante globale della giustizia ambientale è un'iniziativa di Ejolt , un progetto europeo di ricerca sostenuto che riunisce 23 organizzazioni per catalogare e analizzare i conflitti ecologici. I conflitti sono inseriti da collaboratori  attivisti e ricercatori,  da un team presso l' Università Autonoma di Barcellona .

Al momento i documenti dell'atlante riferisce di 1.400 conflitti, con la possibilità di filtrare attraverso oltre 100 campi che descrivono gli attori, le forme di mobilitazione dai blocchi ai referendum, impatti e risultati. Assomiglia in molti modi ad una mappa del mondo medievale - mentre alcune regioni sono state mappate, altre rimangono "punti vuoti" ancora da riempire. Mentre molto lavoro resta ancora da fare, il lavoro fatto finora offre diverse intuizioni sulla natura e la forma di resistenza ambientale oggi.

In primo luogo, si evidenzia come quelli in prima linea di queste lotte, spesso non sono gli ambientalisti - sono le comunità che difendono i loro mezzi di sussistenza, il diritto di partecipare al processo decisionale e il riconoscimento dei loro progetti di vita. Né i governi ne le aziende cercano di dipingere un equilibrio tra sviluppo e conservazione. E' piuttosto il significato di sviluppo stesso, che viene sacrificato in nome dello sviluppo decisioniosta

L'inquinamento non è democratico, né è daltonico.

In secondo luogo, mostra come la globalizzazione dell'economia e del materiale e dei flussi finanziari viene seguita dalla globalizzazione della resistenza. Le mobilitazioni sono sempre più interconnesse tra loro: attivisti anti-incenerimento fanno alleanze con i movimenti per la raccolta dei rifiuti  a sostegno, attraverso il riciclo per "raffreddare la terra" Foil Vedanta , un gruppo di attivisti combattono nella miniera di bauxite su una montagna sacra in India, seguono la catena dei rifornimenti il "supply chain" dell'azienda in Zambia, Vedanta  ha come  scopo  le proteste fiscali e di strada . Nuovi punti di convergenza transnazionali  uniscono movimenti che lavorano su questioni come la sovranità alimentare il land grabbing, i biocarburanti e la giustizia climatica.

Questa globalizzazione delle preoccupazioni ha portato a una partecipazione più della società civile nella governance multilaterale, e i risultati sono spesso sulla base di linee guida volontarie. Mentre l'investitore cita lo Stato nei meccanismi di risoluzione delle controversie, come quelli incorporati in accordi commerciali, nella proposta TTIP dell'accordo commerciale UE-USA possono permettere alle aziende di citare in giudizio gli stati, non c'è modo di tenere a bada gli abusi delle aziende. Il caso Chevron , dove l'azienda è riuscita a eludere una multa di 9.500.000.000 € imposto dai tribunali dell'Ecuador per devastazione dell'Amazzonia è solo un esempio di questa sfida.

L'evidenza mostra che "la responsabilità sociale delle imprese" non è una panacea e che perfino le responsabilità delle imprese possono essere applicata con successo, e trasferire i costi il "cost-shifting" , rimarrà una caratteristica distintiva di fare business.

In terzo luogo, la diversità dei conflitti dimostra che le innovazioni tecniche e l'ecocompatibilità del capitalismo attraverso il "pricing nature" non risolveranno la crisi ambientale. Biocarburanti, off-shore dei progetti e anche geo-ingegneria del clima stanno portando a nuovi conflitti in quanto i consumatori del nord occupano sempre più spazio ambientale del sud - per assorbire le emissioni in atmosfera. Naomi Klein ha fortemente sottolineato come incombente il caos climatico può essere affrontata solo attraverso una ristrutturazione dell'economia globale, richiamando l'attenzione alla giustizia intergenerazionale e il mondo che si sta lasciando dietro di noi. Ma le migliaia di realtà esistenti e lotte localizzate di espropriazione ambientale nelle EJatlas sono una chiamata ancora più potente per il bisogno di cambiamento sistemico che affronta la distribuzione del potere e la mancanza di partecipazione democratica che sono alla radice di entrambi ingiustizia sociale e ambientale degrado.

Il pericolo di tali movimenti rappresentano  potenti interessi costituiti attestata dalla intensità della violenza e il gioco maneggiato per reprimerli, con oltre il 30% dei casi riportati nella mappa comporta arresti, omicidi, abusi e altre forme di repressione contro gli attivisti. Non è esagerato dire che in molti paesi si attua una "guerra contro i difensori dell'ambiente" è verità dimostrata dall
a realtà.


Inoltre, il numero di conflitti violenti è destinato ad aumentare perché il rimanente capitale naturale del mondo attualmente si trova sopra o sotto le terre occupate dai popoli indigeni e di sopravvivenza. Comunità che non hanno nulla da perdere sono disposti a usare le tattiche sempre più conflittuali per difendere il loro modo di vivere.

Al di là delle storie di disastri e degrado, le lotte documentate nell'atlante evidenziano come le comunità colpite non sono vittime indifese. Questi non sono solo battaglie difensive e reazionarie, ma lotte proattive
 per la terra comune, per l'energia e la sovranità alimentare, per Buen Vivir , modi di vita indigeni e per la giustiziaL'ambiente è sempre più un canale per le frustrazioni sulla forma dello sviluppo capitalistico. Il monitoraggio di tali spazi di resistenza ecologica attraverso la Giustizia Ambientale Atlas evidenzia sia l'urgenza che il potenziale di questi movimenti per innescare più ampi movimenti trascendentali che possono affrontare le relazioni di potere asimmetriche e muoversi verso sistemi economici veramente sostenibili.

La versione "up-to-date" dell'atlante è stato presentato alla riunione di chiusura del progetto Ejolt a Bruxelles il 3 marzo in cui il progetto ha portato l'attenzione sulla crescente persecuzione dei difensori dell'ambiente e ha invitato dell'Unione Europea politici e parlamentari a integrare la giustizia ambientale all'interno della propria agenda politica e di muoversi verso la riduzione dell'attuale atmosfera di impunità per i crimini ambientali.




Verificate le EJAtlas , e seguire EnvJustice su Twitter. Per una copertura  sul nostro blog di lavoro di Ejolt sui conflitti ecologici, con un focus sulla resistenza al fracking in Europa, clicca qui .



Note di SD:
In Sardinya vi sono attualmente tutta una serie di mobilitazioni di resistenza attiva che toccano molti campi toccati dalla mappa di EJAtlas, abbiamo azioni e assemblee diffuse su tutto il territorio nazionale sardo contro il nucleare, l'importazione delle scorie ed in un recente passato un referendum contro le centrali nucleari e le scorie nucleari da stoccare in Sardinya che il governo coloniale italiota ripropone a distanza di cinque anni, (vedi il manifesto in foto sopra); la lotta contro le basi militari è endemica  il furto di porzioni spropositate della nostra terra a fini militari  il land-grabbing, la lotta contro questa occupazione è attiva  fin dalla fine della anni cinquanta del secolo scorso ; la lotta contro la miniera d'oro di Furtei che ha lasciato un territorio distrutto e inquinato con un lago di cianuro che grava sulla popolazione tutta lasciata dalla SARDINIA GOLD MINING  l'azienda Australiana, l'attività contro le trivelle del progetto Eleonora della Saras, e il gasdotto GALSI, la lotta degli operai del Sulcis per l'occupazione e dei minatori contro l'uso improprio delle miniere e l'abbandono del loro sfruttamento; la volontà di politici e professori poco avveduti che propongono lo sfruttamento del terreno  per la produzione di cardi da trasformare in biocarburanti, la terra data ad aziende spregiudicate per lo sfruttamento del solare o eolico,  la lotta contro l'inquinamento del territorio da parte della industria chimica e delle centrali elettriche a carbone, vedi l'e.ON di Fiumesanto, e molte altre ancora che non stiamo a elencare.

sabato 25 aprile 2015

TTIP: LA FINANZIARIZZAZIONE DEL PENSIERO

comidad


La conferenza stampa congiunta di Renzi e Obama della scorsa settimana si è risolta nella solita esibizione di protervia lobbistica, allestendo una sorta di spot pubblicitario sul Transatlantic Trade and Investment Partnership; con l'aggiunta di un minispot nello spot, sull'Expo di Milano. 

Nello squallore generale della rappresentazione - resa ancora più desolante da quegli atteggiamenti da amiconi che sono diventati d'obbligo in questo tipo di appuntamenti internazionali -, sono risultate comunque istruttive le argomentazioni di Obama a sostegno del TTIP

Alla domanda di un giornalista circa eventuali opposizioni di esponenti democratici del Congresso Usa al TTIP, Obama ha replicato che, data la scontata contrarietà dei sindacati americani al nuovo accordo commerciale, sarà inevitabile che anche alcuni congressmen del suo partito si affianchino a queste proteste sindacali. 

Da parte di un presidente "di sinistra" dovrebbe risultare stonato questo atteggiamento di disprezzo preventivo verso l'opinione dei sindacati, che sarebbero sempre spaventati dalla mitica "competizione". 

Per compensare la contraddizione, Obama ha sottolineato di non essere stato eletto dalle camere di commercio, ma dai lavoratori. Obama ha quindi offerto all'uditorio soltanto una garanzia personale, da testimonial pubblicitario qual è.

Obama, né tantomeno Renzi, si sono dunque minimamente degnati di rispondere alle tante obiezioni concrete che sono state mosse al TTIP, il quale, in base ai proclami ufficiali, apparirebbe come un accordo stranamente "superfluo", dato che il libero scambio tra le due sponde dell'Atlantico già c'è. 

Non si tratta perciò di aumentare la "competizione", ma, al contrario, di favorire la sempiterna caccia ad ulteriori privilegi fiscali ed immunità legali da parte delle corporation multinazionali. Purtroppo c'è anche di peggio, come sta dimostrando l'impegno di Emma Marcegaglia a favore del TTIP

La ex presidente di Confindustria, l'anno scorso è stata collocata da Renzi alla presidenza della maggiore impresa di proprietà del Tesoro italiano, l'ENI (come mettere un prosseneta a dirigere un educandato). 

Già all'epoca di Confindustria, la Marcegaglia aveva dato prova di quale sia il suo vero interesse, al di là degli slogan efficientistici e produttivistici di rito. 
Secondo la Marcegaglia infatti l'accordo TTIP sarebbe assolutamente monco se non entrassero a farne parte i servizi finanziari, di cui gli imprenditori avrebbero bisogno come l'aria. 

Anche in questo caso la "logica" dell'argomentazione è quella del testimonial pubblicitario: se ve lo dico io che la finanza ha effetti mirabolanti sulla produttività, allora sarà vero. 

Da anni infatti Confindustria ha di industriale soltanto il nome, dato che è diventata un ulteriore covo del lobbismo finanziario. Come è già stato messo in evidenza da molti osservatori, il "Jobs Act" di Renzi è la copia di un documento stilato da Confindustria

Visto però che a Confindustria non dà retta più nessuno, la Marcegaglia è stata messa a proseguire la sua attività di lobbista finanziaria alla presidenza dell'ENI; in tal modo ci sarà ancora qualcuno disposto a concederle la sua credulità.
Eppure è noto che non esiste nessun riscontro storico o statistico dell'assunto secondo cui la "flessibilità" del rapporto d'impiego favorirebbe l'efficienza o lo sviluppo economico. 
L'assenza di questi riscontri a sostegno della mitologia sulla "flessibilità" è stata riconosciuta più volte, anche di recente, persino in documenti del Fondo Monetario Internazionale, che pure continua ad imporre in ogni modo ai governi di adottare provvedimenti alla "Jobs Act". 

Ci sarà contraddizione logica, ma non c'è incoerenza nel comportamento del FMI, dato che l'instabilità del rapporto di lavoro crea le condizioni per la dipendenza del lavoratore anche nei confronti di strumenti finanziari. 
Precarietà, finanziarizzazione ed indebitamento dei poveri sono direttamente consequenziali. 

Non è quindi un caso che il ministro del Lavoro (?) 
Poletti si preoccupi di organizzare, insieme con le banche, l'accesso al credito da parte dei precari
Il sedicente "contratto a tutele crescenti" si rivela così un espediente per intrappolare i lavoratori in un indebitamento crescente. Il quotidiano confindustriale "Il Sole- 24 Ore" ci assicura però che questi "contratti ad indebitamento crescente" per precari avranno - chissà come - un effetto volano sull'economia. 

Il potere del credito fa leva sulla credulità. 

Gli anni '80 sono stati quelli dell'ascesa incontenibile del potere mondiale del FMI; e, sempre negli anni '80, all'interno della "sinistra" venne di moda la retorica dell'antidogmatismo e del "dubbio", per cui non si poteva neppure più parlare senza premettere di "non avere la verità in tasca". 

La "società complessa" del sociologo di "sinistra" Edgar Morin, andava, secondo alcuni marxisti, a decretare la fine della "contraddizione principale", con la presunta liquidazione dello scontro di classe

Dal CENSIS arrivavano le analisi sulla "società policentrica", e ciò proprio mentre l'economia mondiale trovava invece una direzione centralizzata nel FMI e, successivamente, nelle altre macchine criminali da esso generate, dal WTO all'imminente TTIP.

La finanziarizzazione dell'economia ha avuto quindi i suoi effetti sul pensiero. Più che un "pensiero debole", un "pensiero timido", timoroso di smascherare gli slogan-alibi della pubblicità ingannevole a favore della finanziarizzazione. 
"Rigore" (o "crescita"), "efficienza", "competizione", "produttività", "sviluppo", "aziendalizzazione": la parola suggestiva e altisonante viene lanciata per coprire il saccheggio del denaro pubblico ed i business più sordidi a spese dei poveri.


venerdì 24 aprile 2015

Imminente il collasso economico, ambientale e sociale...
trd Sa Defenza


Siamo tutti immersi in un mare di inganni e menzogne. L'élite di potere globali utilizzano tutti gli strumenti che hanno a disposizione per nascondere innumerevoli catastrofi convergenti alla vista del pubblico sino all'ultimo momento possibile. 
Dai dati economici e della disoccupazione completamente fittizie, a Fukushima, per un disattivato (altamente tossico) la manipolazione del sistema climatico del pianeta e molto altro ancora.

La macchina della propaganda dei media tradizionali è stata data la responsabilità di nascondere la realtà al pubblico a tutti i costi, ogni opzione di inganno e illusione a questo punto viene esercitata la struttura di potere. 

Perché? Perché il momento della delusione della precedente realtà si è frantumata (e la gravità di ciò che si sta svolgendo diventa chiaro a tutte le popolazioni), e il nostro paradigma è completamente da ribaltare. 

Le popolazioni sono costrette ad affrontare la realtà e il punto del panico si avvicina, per coloro che governano il mondo sarà più pericoloso che mai. 

Ci saranno molto probabilmente alcune importanti manovre da parte della struttura di potere e molto presto sono sempre più esposti a quello che è  un mondo di risveglio. 

Dovremmo essere preoccupati per le operazioni militari negli Stati Uniti continentali, come l'imminente "Jade Helm"? 

Cosa ne pensi? Quindi cosa c'è di così sbagliato nel mondo? E 'davvero sempre così male? 

Qui di seguito vi è un breve elenco di fatti.

"Jade Helm" esercitazioni militari US da effettuare sul suolo americano

Disordini civili negli Stati Uniti

Il Pentagono si sta preparando ad affrontare disordini civili in tutto il mondo

Il trasporto globale di merci e materiali calano e sono al ribasso

Un crollo del dollaro è imminente

Accordi commerciali globali vengono discussi e decisi a porte chiuse in preparazione del collasso

Crollo globale si trasforma in fascismo

Il dipanarsi del disastro climatico

Ghiaccio nell'artico è al minimo storico

Ingegneria del clima viene utilizzato per raffreddare gli Stati Uniti orientali, al fine di nascondere il vero stato della crisi globale sul clima

14 dei 15 anni più caldi del nostro pianeta si sono verificati a partire dal 2000

Innalzamento del livello del mare è Catastrofica 

Siamo attualmente in corsa per uno scenario del riscaldamento globale galoppante denominata "Sindrome di Venere"

Siamo già in caduta libera verso la sesta estinzione di massa sulla Terra

Un elenco di morie di massa di animali e di pesce in tutto il mondo (in costante aggiornamento)

Fukushima è al meltdown (la fusione)

Strato di ozono distrutto dall'ingegneria del clima

Il contenuto globale di ossigeno è in declino

Riduzione esponenziale di terre arabili seminative  in tutto il mondo


Tutto questo è solo un esempio di ciò che sta accadendo e svolgendo in tutto  il mondo intorno a noi. 
Quelle persone che non vogliono credere che tutto questo è vero, è facile per voi trovare fonti di informazioni che vi dicono che tutto è OK, tutto è a posto. 
Essi possono trovare nei media consenzienti, alle élite, che raccontano che coloro che stanno dando informazioni vere sulla realtà che viviamo e vediamo sono solo degli "allarmisti". 
Qualunque luogo scelgano di andare lungo la strada della negazione non potranno superare la tempesta che sta giungendo,  poiché non ci sarà per loro alcun nascondiglio sicuro.
Il mondo ha disperatamente bisogno di persone che sono determinate a prendere la strada stretta e meno battuta. 
Ha bisogno di coloro che scelgono di prendere il sentiero della decisione e di essere una parte della cura che rifiutano di soccombere alle malattie della paura, della negazione, dell'apatia, e dell'inazione. 
Quale strada sceglierai

Ascolta la voce della lotta per il bene comune, mentre c'è ancora tempo per fare la differenza, domani sarà troppo tardi.


Subscribe to RSS Feed Follow me on Twitter!