giovedì 7 settembre 2017

No alla Chiusura degli Ospedali 

Vaturu Erriu Onnis
Sa Defenza


Stamane a Cagliari in Piazza del Carmine si è svolto un sit-in raduno delle varie realtà sarde , per manifestare il loro disappunto sulla chiusura degli ospedali territoriali nei vari paesi e di reparti  di grandi ospedali cittadini a favore di una concentrazione solo su alcune realtà di grandi apparati, come l'ospedale privato,  Mater di Olbia, che soppianta realtà pubbliche di varia grandezza a favore del paradigma liberista del privato è meglio, certo è che per loro significa un grande business  sulla pelle dei sardi; la manifestazione è partita per arrivare sotto la sede della RAS (Regione Autonoma della Sardegna) in via Roma.

Il problema che non si identifica con la sola Sardegna ma anche in tutto il resto del territorio italiano riflette il paradigma liberista della sanità come fattore di busisness anziché fattore di cura delle persone ammalate.

Sappiamo che quanto sta accadendo oggi è un discorso partito da lontano dagli anni ottanta , quando si iniziò a ragionare in termini di affari e non di servizio al pubblico, l'inedia che si vede oggi tra le persone è palpabile, una speranza che viene repressa e mandata in un vicolo cieco.

Testimonianza/denuncia di una addetta ai lavori del Sarrabus.
Tagli feroci a tutta la Sanità e non solo al San Marcellino 
Il piano sanitario della regione Sardegna prevede, per bocca e per delibera dell'assessore alla sanità Arru, un interesse maggiore con potenziamento dei servizi sul territorio.
In contrasto con questa posizione, ovviamente solo di copertura, la Ats (Azienda Unica) con il DG Moirano, sta gradualmente ed inesorabilmente smantellando e riducendo i servizi sanitari. 
In quale maniera?
Principalmente con alcune iniziative già poste in essere quali la chiusura di reparti ospedalieri ed il taglio di posti letto e l'accorpamento di strutture ospedaliere cittadine (le quali, già intasate dalla richiesta dei cittadini, arriveranno al collasso con l'inevitabile aumento di richiesta da parte dell'utenza del territorio delle varie province).
Fra le altre iniziative si prospetta la chiusura degli ospedali minori presenti sul territorio (Muravera, Isili, Alghero, La Maddalena etc. etc.). 
In aggiunta a questa sostanziale opera di demolizione dell'assistenza ospedaliera si evidenzia la reale intenzione dell'Azienda di ridurre la "spesa sanitaria" colpendo in maniera indiscriminata anche le strutture "private convenzionate" sia di branca specialistica, di diagnostica strumentale e fisokinesiterapia. 
Nella realtà sanitaria regionale, le strutture convenzionate sono quelle che riescono a garantire la richiesta di salute della popolazione che il servizio "pubblico" non riesce ad erogare (ancor più con le riduzioni del personale e dei reparti degli ultimi anni).


Unica arma per contrastare questa imposizione e sentenza travestita da "contratto" , continua Michele Capra, é il ricorso ai giudici del TAR per bloccare le scadenze e soprattutto far valutare la liceità di questo" contratto". Il che significa un ulteriore aggravio di spese per le strutture e soprattutto, "alla fine del circo", la stessa Azienda che dovrà farsi carico anch'essa delle spese legali per opporsi ai ricorsi al TAR, utilizzando ovviamente soldi pubblici (cioè i nostri) e, come è già capitato in passato, perdendo i ricorsi, si troverà a dover rimborsare le spese processuali e le perdite delle diverse strutture sempre con nostri soldi, cioè quelli che i dirigenti affermano di voler risparmiare... sulle spalle sempre dei cittadini...
La struttura del Sarrabus del sud-est esiste sul territorio con decreto autorizzativo dal 1999, con accreditamento regionale dal 2002 ed in convenzione con la Asl dalla fine del 2006. 
In tutti questi anni ha cercato di garantire con professionalità e passione un'assistenza riabilitativa e fisioterapica ambulatoriale in un territorio completamente sprovvisto di tale servizio. Su un territorio che si estende da Villasimius a Escalaplano ai primi comuni dell'Ogliastra come Tertenia, non solo, quindi, su Muravera, San Vito e Villaputzu; un territorio che triplica, se non oltre, la popolazione nei mesi estivi da maggio a settembre con turisti o vacanzieri sardi.


La stessa realtà appare anche al nord-ovest della Sardegna , che una volta chiuso Alghero resta sguarnita di unità sanitarie, sempre a favore di Sassari se non Olbia, chiaramente il disagio per i pazienti, specie gli anziani è notevole, oltre il costo che comporta a tutte le famiglie.

Lo scopo di manifestazioni come questa , non deve relegarsi alla sola protesta  ma , sopratutto alla proposta non solo di blocco delle chiusure , cosa che non rientra nei piani del governo, ma al cambio di paradigma politico economico e sociale di tutta la società , la proposta è il superamento di questi governi locali e nazionale con un nuovo movimento politico che vada oltre la protesta, nella proposta di un ambito etico , che superi l'attuale fase negativa con una nuova dove al centro del progetto politico sia un nuovo umanesimo , una nuova condotta e visione politica che dia speranza a tutti i diseredati di questa terra, è necessario progettare e costruire un mondo migliore.



L'importanza delle indagini epidemiologiche sul territorio sono necessarie e dovute per capire e scoprire le varie problematiche determinate dalla diffusioni delle disfunzionalità prodotte con i tumori  di vario genere sulle persone in rapporto al territorio, date dal tipo di produzioni eseguite dalle aziende presenti , che vanno dalle emissioni dalle basi militari , alle aziende altamente inquinati come la SARAS , alla presenza di aeroporti sia civili che militari, ad aziende energivore produttrici di allumine e a tutte le realtà di stoccaggio di rifiuti sia di tipo civile che industriale...


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